Amazon rende omaggio al dottor Gianantonio Valli

Amazon, la più importante azienda di commercio elettronico a livello internazionale, nonché la più grande Internet company al mondo, rende omaggio al dottor Gianantonio Valli, dando ai suoi clienti la possibilità di acquistare le opere più rappresentative di questa controversa ed eccezionale figura di intellettuale italiano.

“Controversa” perché il dottor Valli, medico di base a Vergobbio, frazione di Cuveglio (VA) qualche anno fa finì al centro di una surreale polemica aizzata da un giornalista di Repubblica, che tra le altre cose lo accusò di tenere un busto di Hitler in studio e di obbligare i suoi pazienti a leggere i suoi libri e le riviste per cui scriveva.

L’intero paese del varesotto insorse però in difesa del medico, come riporta la stampa locale dell’epoca:

«”Il dottor Valli? “A me ha salvato la vita, arrivando di notte in pigiama per portarmi in ospedale”, racconta la signora Giuseppina. “«Io ho avuto un’ischemia celebrale, è stata sua moglie a portarmi in ospedale” ricorda Mariacarla. Queste sono solo alcune delle decine le storie dei pazienti del dottor Valli che si intrecciano sotto il gazebo di solidarietà montato in piazza Mercato a Cuveglio e tutte concordano sul fatto che “di medici, come lui, non ce ne sono più”.
Dopo le accuse mosse contro il medico, la comunità ha infatti deciso di rispondere con una raccolta firme organizzata per sabato mattina a sostegno del medico e che ha raccolto diverse centinaia di sottoscrizioni in poche ore. Quella dei suoi pazienti è una difesa su tutta la linea. Le riviste fasciste? “Macchè, tutte balle. Le riviste sono quelle normali di uno studio medico: Novella 2000, Panorama, questi giornali qui”. Il busto di Hitler? “E chi l’ha mai visto? Sono 37 anni che sono una sua paziente”.
Certo è che “le sue idee sono note a tutti in paese, ma questo non ha mai influito sul suo lavoro di medico”. Quello che vogliono che sia chiaro i pazienti del dottore è che “lui non ha mai mischiato le sue ricerche con la sua attività di medico” e proprio per questo “il dottore non va toccato”.
[…] La difesa del dottore è una questione di “solidarietà umana”, specialmente perché lo ha colpito “in un momento delicato della sua vita, appena dopo la perdita della moglie”.
E lui, il dottor Valli, “è rimasto molto rincuorato dalla solidarietà” mostrata dai suoi pazienti ma ha comunque deciso di non presentarsi sotto al gazebo “per non dare spazio a strumentalizzazioni”. I suoi pazienti, comunque, non intendono fare un passo indietro nella difesa del proprio medico e avvertono: “il nostro medico non si tocca”».

Nel 2015 il dottor Valli decise tristemente di porre fine alla sua vita tagliandosi la gola nella sua casa di Cuveglio. Non avendo lasciato alcun messaggio, le persone più vicine ipotizzano che sia stato segnato dalla scomparsa della moglie; come scrisse Maurizio Murelli, altro importante intellettuale d’area e animatore della Società Editrice Barbarossa:

“Chi gli è stato vicino in questi due anni e ha assistito ad altri suoi tentativi di suicidio, che ha cercato di sostenerlo nella sua tremenda depressione – fonte di un terribile male – sa che è suicidio. Non poteva più sopravvivere. Ricevere da lui telefonate alle due di notte e sentirsi impotenti davanti alla tragedia che si prefigurava è cosa che spacca il cuore. Era uno di quei medici che amava nel senso etimologico della parola i suoi pazienti. Tutti, senza distinzione. E accettava persino di essere pagato con due uova o una gallina. Se al telefono mi lasciavo scappare che mia madre o io stesso non stavo bene, non passava un’ora che suonava il campanello di casa o della ditta. Il tempo di venir giù da Cuveglio a Milano. Passava le notti a studiare e scrivere. La moglie gli è morta tra le braccia due anni fa. Tentò per quaranta minuti con i massaggi cardiaci per far fronte all’infarto. Si rimproverava di non aver chiamato subito un’autoambulanza e di averla trascurata per il suo impegno di ricercatore. L’ultimo libro che ha scritto è uno struggente ricordo della moglie.
[…] Prima la depressione nel corso della quale ha usato in modo sconsiderato alcuni farmaci che gli hanno procurato un cancro. Poi un paio di tentativi di suicidio andati a vuoto. Accusò i suoi amici/camerati più vicini di avergli impedito di farla finita con la sottrazione della pistola che aveva preso a portare alla cintola. In pratica un amore disperato lo ha consumato. Ogni uomo forte e centrato ha sempre un punto debole: se il Destino tocca quel punto è tragedia. Il suo punto debole si chiamava Mina, la consorte alla quale non ha saputo sopravvivere.
[…] Di Gianantonio avevo pubblicato un saggio su Cesare Pavese, morto suicida, di cui spesso mi faceva citazioni e mi diceva della sua condivisione circa il pensiero della morte evocata e chiamata virilmente. Poteva suicidarsi con i farmaci. Ha scelto di tagliarsi la gola… un modo di morire non facile”.

Invitiamo chi non avesse ancora avuto occasione di imbattersi nella sottile penna del dottor Valli a procurarsi qualcuno dei suoi mastodontici tomi, che Amazon, da una prospettiva realmente liberale e fedele delle radici di tale corrente di pensiero (la quale sin dai suoi documenti fondativi -come Areopagitica di John Milton e il Saggio sulla libertà di John Stuart Mill- ha sempre considerato il “libero mercato delle idee” come parte integrante del liberalismo economico), rende disponibili.

Questo post, come sapete, contiene link sponsorizzati: vi invitiamo comunque a porre l’attenzione sul formato dei titoli presentati, poiché alcune opere del dott. Valli, per la mole del materiale, sono stati commercializzate solo in versione cd-rom.

I complici di Dio
(Effepi, 2015)

“Esce con titolo I complici di Dio. Genesi del Mondialismo, presso l’editrice Effepi, un’opera sterminata di Gianantonio Valli. Si tratta di un testo di oltre 4000 pagine che l’editore ha potuto pubblicare solo nel cd-rom che accompagna il volume cartaceo introduttivo di 146 pagine. Non sarebbe stato possibile altrimenti. L’Autore avverte poi che il miglior metodo per leggere la sua opera costata venti anni di lavoro è la lettura sequenziale, pagina dopo pagina, anche se un motore di ricerca integrato nel pdf consente facili ricerche” (Nota editoriale)

Giudeobolscevismo. Il massacro del popolo russo
(Edizioni Ritter, 2014)

“Se la storia ebraica riflette sempre il tema che il popolo di Israele è il popolo scelto da Dio per redimere il mondo, è vero che questo popolo deve essere un partner attivo, nelle imprese umane come in quelle divine. Per questo, nel XIX e XX secolo, impazienti, senza attendere l’arrivo di quel Messia che avrebbe liberato l’umanità, gruppi sempre più numerosi di ebrei, fidenti nelle nuove Tavole laicizzate da Marx, diedero vita al più atroce tentativo di distruggere il mondo reale. Questo ponderoso saggio documentale mette in evidenza, senza possibilità di dubbio o confutazione, come dietro al bolscevismo, come dietro a ogni comunismo che tra le due guerre cercò di incendiare l’Europa, ci sia stata la longa manus ebraica non solo ideologica ma anche organizzativa, e non tanto a livello dei sottufficiali, quanto proprio a livello degli ufficiali superiori.
Attenzione: il presente volume ripropone la specifica sezione russa della più ampia e comprensiva opera Dietro la bandiera rossa. Il comunismo, creatura ebraica, anche se con le dovute correzioni e gli aggiornamenti occorsi nei tre anni seguiti alla sua pubblicazione”. (Nota editoriale)

Trafficanti di sogni. Hollywood, creatura ebraica
(Effepi, 2015)

“Le sei maggiori case hollywoodiane, l’oligopolio che controlla e gestisce ancora oggi la filmografia a livello planetario, non solo sono state fondate con i soldi delle banche ebraiche, ma tutte sono nate da imprenditori ebrei: Paramount (Zukor), Warner Bros (Warner), Loew-MGM (Mayer), Twentieth Century-Fox (William Fox), Universal (Laemmle), Columbia (F.lli Cohen)” (Dall’Introduzione).

Sessantottismo. Radici ebraiche di una devastazione
(Edizioni Ritter, 2014)

Se mai ci fu nella storia una rivoluzione i cui obiettivi vennero per la maggior parte realizzati, questa è rappresentata dai moti studenteschi e politici che possiamo raggruppare sotto il termine “Sessantotto”, che però mostrò – ai più diffidenti ed avveduti – tutta l‘eterogenesi dei suoi fini e tutto il suo fallimento politico, tanto da far sospettare che dietro ai protagonisti di quegli eventi e alle masse giovanili ci fossero una precisa volontà di destabilizzazione geopolitica ed una longa mano di persone fisiche, portatrici di un progetto di distruzione delle nazioni europee.
Il presente volume non vuole tracciare la storia di quella callida “utopia”, né la parabola dell’involuzione dei suoi attori nell’individualismo di massa, nella droga, nel sesso, nel disimpegno, nel fricchettonismo, nella resa al Sistema profumatamente pagata anche con cariche istituzionali. Né vuole ricordare i gruppi “fascisti” davvero contestatori del Sistema fin dalle sue radici ideali, ridotti al silenzio dall’onnipresenza manesca del Sessantottismo, dall’infantilismo dei loro “capi”, dalla repressione politica. Il volume vuole invece mettere in evidenza chi ha illuso la disgraziata gioventù del 1968 consegnandola alla tirannia del più bieco liberalcapitalismo.

Il volume ripropone in modo organico il capitolo XIII, completato dalle sezioni francese e italiana del capitolo XV della più ampia opera Dietro la bandiera rossa e la sezione italiana della prima appendice a Trafficanti di sogni con le dovute correzioni e gli aggiornamenti occorsi nei quattro anni seguiti alla pubblicazione delle due opere.

L’ambigua evidenza: l’identità ebraica tra razza e nazione
(Effepi, 2015)

 

“Nella attenta ed enciclopedica analisi (presentata in formato cd-rom) di come si sia sviluppata nei secoli l’identità ebraica il dott. Valli illustra, con la consueta scrupolosa analiticità e conseguente dovizia di dati e di tabelle, la complessa cultura ebraica così come storicamente e testualmente articolata da Bibbia e Talmud, ma non solo. L’opera raggiunge infatti lo scopo di acculturarci sulla identità ebraica con 736 pagine di fitto testo, articolato su dieci capitoli densi di note, due appendici ed una bibliografia di quaranta pagine” (da un Invito alla lettura).

Sentimento del Fascismo.
Ambiguità esistenziale e coerenza poetica di Cesare Pavese
(Edizioni Ritter, 2014)

La pubblicazione, nell’agosto 1990, del “taccuino segreto” di Cesare Pavese ha riaperto la questione del senso e della genuinità dell’antifascismo pavesiano. Quelle note demoliscono non solo la corrente interpretazione data dallo scrittore di una abusata cultura resistenzialista, ma rivelano a chiare lettere la disonestà intellettuale e la miseria morale degli esponenti di quella cultura. Costituiscono inoltre il tassello mancante, la prova concretamente storico-politica dell’adesione di Pavese alla visione “pagana” del mondo, della quale è stato ultimo portatore il fascismo europeo. Se del piano “alto”, ideologico-filosofico, del fascismo pavesiano hanno testimoniato i Dialoghi con Leuco, le notazioni del “taccuino” riaffermano con lucidità e puntuale coerenza l’adesione di Pavese a quel complesso ideologico ed esistenziale. Che Pavese non sia poi riuscito a mantenersi fedele a quel suo essere e sentire, questo lo si deve imputare oltre che alla sua intima debolezza caratteriale, al clima di pratica repressione e di terrorismo culturale imposto nel dopoguerra dall’intellighenzia antifascista. In appendice il testo integrale del “taccuino segreto” (Nota editoriale).

I congressi nazionali del partito.
Volume I (dal 1923 al 1929)
(Società Editrice Barbarossa, 1996)

I congressi nazionali del partito.
Volume II (dal 1933 al 1935)
(Società Editrice Barbarossa, 1996)

Curatela del dott. Gianantonio Valli degli atti ufficiali del Partito: primo volume dal 1923 al 1929; secondo volume dal 1933 al 1935.

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