Analisi delle elezioni francesi dal mio omologo transalpino

Riporto le conclusioni di un mio omologo transalpino (questa espressione suona di per sé ghei) che ha voluto rispondere a un mio commento sulle elezioni francesi. Non sono d’accordo con tutto quello che dice, ma difenderò fino alla morte il diritto di monetizzare qualsiasi contenuto.

Le elezioni sono state una grande vittoria per la democrazia: il Front Rouge assieme all’élite macroniana ha sconfitto il fascismo! Allo stato attuale, il Fronte Popolare si accaparra 182 deputati contro i 150 delle legislative del 2022 (mentre La France Insoumise passa da 75 a 72 deputati), il Partito socialista ne guadagna 33 (passando a 64 deputati), e i Verdi ne guadagnano 12 (passando a 33 deputati). Da parte sua, Macron mantiene un gruppo di 162 deputati ma ne perde 88. Queste le cifre finora.

A differenza delle elezioni del 2022, il Rassemblement National è rimasto fermo a 10 milioni di elettori. Il problema principale del partito della Le Pen è che nonostante esista da 50 anni non è mai riuscito a radicalizzarsi a livello locale. Addirittura a questo turno si è presentato con “candidati fantasmi” come tale Elodie Babin, una negra della Martinica della quale non risultano interventi pubblici, manifesti elettorali e nemmeno foto, tanto che qualcuno ha sospettato sia stata creata con l’intelligenza artificiale!

Al contrario, la sinistra ha candidato (e fatto eleggere!) Raphaël Arnault, per ben tre volte “omaggiato” della Fiches S, cioè sostanzialmente considerato dallo Stato francese un terrorista (perché gira a picchiare gente in nome dell’antifascismo).

Questo disastro ha un solo colpevole, Marine Le Pen, che per vari motivi (in primo luogo egocentrismo) si è sempre opposta alla creazione di un partito politico vero e proprio e attualmente, più che aumentare i consensi (come sembra all’apparenza) sta raggiungendo il suo plateau individuale. Da ciò si deduce che raddoppiare i voti (quel che serve per andare al governo di Francia) entro due anni sarà obiettivamente un’impresa impossibile.

Nel frattempo, gli elettori moderati del Fronte Popolare festeggiano così (oltre 16mila like):

6 thoughts on “Analisi delle elezioni francesi dal mio omologo transalpino

    1. Sì nel senso di personaggio strampalato, non che si chiama Monsieur Totalitarisme. Se mi scrivi in privato ti mando il link del sito a cui collabora con altri

  1. i Francesi si merita tutto questo, tempo al tempo.
    Un po’ di tempo è la Francia diventerà come un paese sudamericano tipo Venezuela.
    Con la differenza però che i francesi eterosessuali che gridano Liberté, Égalité, Fraternité non hanno la stessa liberta sessuale con le belle donne come gli uomini in centro e sud America.
    Sono diventati un bel popolo di castrati.

    Viva la Francia! Viva le grandeur !

  2. Diego Fusaro (che a quanto dice è amico di entrambi, o sbaglio?!?) ha lanciato a Marine ed a Melanchon una modesta proposta: ” Alleatevi, Fate Assieme una coalizione di governo. Tra i vostri attuali alleati, qualcuno vi seguirà, qualche altro vi lascerà, ma dovreste comunque avere i numeri per mettere da parte i centristi”.

    1. https://www.facebook.com/share/p/arZLsxBzSfZSU1g9/

      [….]
      In un mondo vagamente sensato e finalmente libero dallo schema ingannatorio di destra e sinistra, Mélenchon e Le Pen dovrebbero allearsi e governare insieme, escludendo Macron eì[…], mettendo al centro il lavoro e la sovranità, l’identità e i diritti sociali, l’internazionalismo degli Stati sovrani nazionali e la difesa dei ceti medi e delle classi lavoratrici. Mi rendo perfettamente conto che, allo stato dell’arte, si tratta di pura utopia. Ma se volessimo ragionare in chiave chimerica, sulle orme del Cecco Angiolieri di “S’i’ fosse foco”, potremmo davvero sviluppare questa ipotesi decisamente controvento, peraltro in linea con quanto andiamo da anni sostenendo: lo schema dicotomico di destra e sinistra risulta oggi soltanto un cadavere concettuale, buono a garantire l’eterno trionfo dell’estremo centro neoliberale e a neutralizzare ogni possibile alternativa […]

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