Anche in Francia è iniziata la faida tra femministe e trans

All’inizio di marzo Parigi è stata scenario di un grottesco scontro tra sostenitrici dei diritti delle donne e attivisti trans. Le femministe, che avevano indetto una manifestazione contro la pornografia e la prostituzione arrampicandosi sul monumento centrale di Place de la République, sono state accerchiate da trans che le hanno tacciate di “terfismo” (cioè di essere femministe radicale transofobiche), hanno lanciato loro uova e vernice rossa, le hanno ricoperte di insulti e minacciate di morte.

La partecipante che ha girato i video ha così commentato l’accaduto:

«Siamo state scortate alla stazione della metro più vicina. Non ho mai visto tanta violenza in una protesta femminista contro le donne. I nostri aggressori sventolavano bandiere trans e antifa, molti di loro erano uomini e nessuno dei loro striscioni nominava le donne. C’erano molti che parlavano di diritti trans e di come le persone trans devono avere i loro spazi nel femminismo, accennando all’8 marzo come celebrazione delle “persone sessuate” per evitare di dire “donna”. La situazione in Francia sta diventando sempre più grave. La violenza trans è del tutto impunita. Non vogliamo smettere di protestare contro il patriarcato, ma temiamo sempre di più per la nostra incolumità».

Da qualche mese le lesbiche francesi denunciano aggressioni perpetrate da individui transgender all’interno dell’ambiente attivista. In una lettera aperta pubblicata dalla rivista Marianne, un collettivo femminista accusa i trans di voler “prendere il controllo delle associazioni lesbiche”:

«”Ci costringono ad assistere a seminari “sulla decostruzione delle preferenze genitali”, una sorta di lavaggio del cervello per superare la nostra avversione al coito e alla fellatio. Adesso ci imbattiamo in giovani femministe che credono nell’esistenza di persone con utero e testicoli funzionali dopo aver letto opuscoli trans».

Le firmatarie affermano inoltre che in Francia vi è una crescente pressione da parte degli psicologi sulle giovani lesbiche affinché riconoscano la loro “repressione” e si decidano a sottoporsi alla “transizione” tramite iniezioni di testosterone.

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