Andare a votare col braccio mozzato

In un puntata della settima stagione di American Horror Story, una serie americana ridicolmente schierata a favore della Clinton (ma nello spirito di Plinio il Vecchio noi prendiamo tutto per buono), due femministe simpatizzanti di Hillary rapiscono un sostenitore di Trump, il tipico maschio bianco etero (in realtà interpretato dalla figlia di Cher, che a quarant’anni ha deciso di diventare uomo), e per impedirgli di votare lo legano nello scantinato del negozio in cui lavora.

Il malcapitato viene poi raggiunto dal fratello di una delle due sequestratrici, il quale lo convince a segarsi via il braccio sinistro per ottenere il privilegio di contribuire al trionfo dell’unico politico che è riuscito a parlare alla sua umiliazione e frustrazione.

Dopo il macabro rituale, anche lo “sconfitto della globalizzazione” riesce infine a recarsi alle urne, dolorante e sanguinante, ma con ancora un briciolo di forza per mettere il segno sul nome di Trump.

Senza giungere a questi estremi, penso che anche gli italiani dovrebbero andare a votare col “braccio mozzato”, cioè lasciando dietro tutte le appartenenze e i complessi e optando per l’extrema ratio… Ma stavolta cattivi, eh?

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