Baiano e os Novos Caetanos

I Baiano e os Novos Caetanos furono un trio demenziale creato negli anni ’70 da Chico Anysio (1931-2012), Arnaud Rodrigues (1942-2010) e Renato Piau (n. 1953) per canzonare (è proprio il caso di dirlo) la dilagante moda del tropicalismo: il nome stesso del complesso unisce i due artisti più celebri della corrente musicale, i Novos Baianos e il cantante Caetano Veloso. Il gruppo ebbe vita breve ma grande successo nel Brasile dell’epoca, tanto che ancora oggi rimane pionere assoluto del rock demenziale.

Sfortunatamente nessun italiano li ha mai sentiti nominare, ma per rimediare introduco uno dei loro pezzi più celebri, Urubu tá com raiva do boi (1974), sul significato della quale gli appassionati si interrogano da anni: per alcuni (compresa Wikipedia) essa rappresenterebbe «uma crítica à situação econômica do país e ao “milagre econômico brasileiro”».

In realtà nessuno finora è stata in grado di offrire una spiegazione definitiva, anche se proprio tale ambiguità la rende adatta a descrivere anche la situazione del Brasile contemporaneo: a seconda dell’ideologia da cui ci si muove, l’avvoltoio e il bue potrebbero rappresentare o lo Stato o il Mercato. L’unica cosa su ci si deve mettere d’accordo è a chi spetta di divorare e a chi di essere divorato…

Legal… me amarro nesse som, tá sabendo?
(Fantastico… mi avvinghio a questo suono, lo sai?)

O medo, a angústia, o sufoco, a neurose, a poluição…
(La paura, l’angoscia, la mancanza di fiato, la nevrosi, l’inquinamento…)

Os juros, o fim… nada de novo.
(Gli interessi, alla fine… niente di nuovo.)

A gente de novo só tem os sete pecados industriais.
(La gente ha ancora i sette peccati industriali.)

Diga Paulinho, diga…
(Parla, Paolino, parla…)

Eu vou contigo Paulinho, diga
(Ti seguo Paolino, parla)

Urubu tá com raiva do boi
(L’avvoltoio è arrabbiato col bue)

E eu já sei que ele tem razão
(e io so già che ha ragione)

É que o urubu tá querendo comer
(perché l’avvoltoio sta cercando di mangiare)

Mais o boi não quer morrer
(Ma più il bue non vuol morire)

Não tem alimentação
(e più gli manca da mangiare)

O mosquito é engolido pelo sapo
(La zanzara viene inghiottita dal rospo)

O sapo a cobra lhe devora
(Il rospo se lo divora il serpente)

Mas o urubu não pode devorar o boi:
(Ma l’avvoltoio non può mangiare il bue:)

Todo dia chora, todo dia chora.
(tutto il giorno piange, tutto il giorno piange.)

O norte, a morte, a falta de sorte…
(Il nord, la morte, la sfortuna…)

Eu tô vivo, tá sabendo?
(Sopravvivo, lo sai?)

Vivo sem norte, vivo sem sorte, eu vivo…
(Vivo senza il nord, senza fortuna, io vivo…)

Eu vivo, Paulinho.
(Io vivo, Paolino.)

Aí a gente encontra um cabra na rua e pergunta: ‘Tudo bem?’
(Quando si incontra una capra per la strada le si domanda: ‘Tutto bene?’)

E ele diz pá gente: ‘Tudo bem!’
(E lei risponde: ‘Tutto bene!’)

Não é um barato, Paulinho?
(Non è un affare, Paulinho?)

É um barato…
(È un affare…)

Urubu tá com raiva do boi
(L’avvoltoio è arrabbiato col bue)

E eu já sei que ele tem razão
(e io so già che ha ragione)

É que o urubu tá querendo comer
(perché l’avvoltoio sta cercando di mangiare)

Mais o boi não quer morrer
(Ma più il bue non vuol morire)

Não tem alimentação
(e più gli manca da mangiare)

Gavião quer engolir a socó
(Il falco vuole ingoiarsi l’airone)

Socó pega o peixe e dá o fora
(L’airone acchiappa il pesce e vola via)

Mas o urubu não pode devorar o boi
(Ma l’avvoltoio non può mangiare il bue:)

Todo dia chora, todo dia chora
(tutto il giorno piange, tutto il giorno piange.)

Nada a dizer… nada… ou quase nada…
(Niente da dire… nulla… o quasi nulla…)

O que tem é a fazer: tudo… ou quase tudo…
(Quello che devi fare: tutto… o quasi tutto…)

O homem, a obra divina…
(L’uomo, l’opera divina…)

Na rua, a obra do homem…
(Per strada, l’opera dell’uomo…)

Cheiro de gás, o asfalto fervendo, o suor batendo…
(Odore di gas, l’asfalto che ribolle, il sudore che cola…)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.