Bolsonaro a Biden: “Caro Joe, ricordati degli amici”

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in questi anni fedele seguace di Donald Trump, ha appena inviato una lettera a Joe Biden congratulandosi con lui per la vittoria e auspicando un accordo di libero scambio tra Brasile e USA.

Nel suo lungo appello Bolsonaro, esprimendo la “massima stima e considerazione” per Biden, lo sollecita a provvedere a una riforma delle istituzioni internazionali e a una maggiore cooperazione tra i due Paesi a livello scientifico e tecnologico.

La dichiarazione di Bolsonaro, pubblicata su Twitter, giunge dopo mesi di schermaglie con il candidato democratico: durante uno dei dibattiti con Trump infatti Biden aveva minacciato sanzioni contro il Brasile se Bolsonaro non avesse accettato 20 miliardi di dollari in aiuti internazionali per proteggere la foresta amazzonica. Provocazione alla quale il Presidente brasiliano rispose con durezza, definendo “John Biden” (sic) un “codardo” e una minaccia per la sovranità nazionale del Paese.

Ora però Bolsonaro pare intenzionato a cambiare passo nei rapporti diplomatici, come i toni della lettera lasciano intendere:

“Ho l’onore di congratularmi con Vostra Eccellenza nel giorno dell’insediamento come 46° Presidente degli Stati Uniti d’America. Il Brasile e gli Stati Uniti sono le due più grandi democrazie del mondo occidentale. Il nostro popolo è unito da stretti legami fraterni e dall’apprezzamento per le libertà fondamentali, lo stato di diritto e la ricerca della prosperità attraverso la libertà”.

Bolsonaro si definisce grande amirador degli Stati Uniti e afferma la volontà del suo governo di “correggere gli errori dei precedenti esecutivi, che volevano separare il Brasile dagli Stati Uniti, contro la volontà del popolo e contro i nostri interessi comuni

Il Presidente brasiliano auspica che Biden prenda in considerazione un “accordo globale di libero scambio” con Brasilia: “Nel settore economico, il Brasile, assieme agli imprenditori dei nostri Paesi, sarebbe interessato a un accordo di libero scambio globale che generi posti di lavoro e investimenti, e possa favorire la competitività internazionale delle nostre aziende“, ha scritto. “Come base possiamo già partire dai recenti accordi di agevolazione del commercio, ispirati alla lotta alla corruzione, che hanno sicuramente contribuito alla ripresa delle nostre economie nel periodo post-pandemia”.

Secondo Bolsonaro, Brasile e America potrebbero collaborare con profitto anche in ambito scientifico e tecnologico, oltre che in quello della difesa (a tal proposito ricorda che i due paesi stanno già cooperando nella ricerca spaziale). Egli si dice fiducioso sulla possibilità che l’amministrazione Biden sostenga l’impegno del Brasile per una riforma della World Trade Organization, allo scopo di impedire la concorrenza sleale “da economie che non seguono le regole del mercato”.

Un indiretto attacco alla Cina, che sulla stessa linea ha portato Bolsonaro a invitare Biden a contrastare la decadenza delle istituzioni internazionali, ​​riecheggiando (ingenuamente) le lamentele dell’amministrazione Trump contro l’influenza cinese nelle sedi internazionali (OMS in testa). Ad ogni modo, va detto che Bolsonaro, avendo stretto accordi commerciali milionari con Pechino, non disdegna del tutto l’espansionismo cinese. Peraltro, in osservanza al suo “stile”, il Presidente brasiliano ha anche regalato a Xi Jinping una maglietta da calcio.

Bolsonaro si è offerto di collaborare allo “sviluppo sostenibile e alla protezione dell’ambiente, in particolare per quanto concerne l’Amazzonia“. Il Presidente ha esaltato il Brasile come uno dei principali produttori di energia pulita al mondo e “assieme agli Stati Uniti, uno dei maggiori produttori di biocarburanti”.

Infine, ha osservato che gli Stati Uniti sono stati il ​​primo Paese a riconoscere la sovranità del Brasile nel 1822 e ha invitato Biden a celebrare il bicentenario della nazione nel prossimo anno, concludendo così la missiva:

“Nell’augurare a Vostra Eccellenza il pieno successo nell’esercizio del suo mandato, le chiedo, Signor Presidente, di accettare questa come testimonianza della mia più alta stima e considerazione”.

La lettera assomiglia a un tentativo di mettere in careggiata un nuovo corso iniziato già in maniera turbolenta: ricordiamo che l’allora candidato democratico a settembre 2020 aveva ventilato la possibilità di sanzioni contro il Brasile (comunque l’economia più importante del Sud America). In risposta a una domanda sul cambiamento climatico (in un dibattito con Trump che non contemplava domande di politica estera) Biden, dopo aver promesso di far rientrare Washington nell’accordo sul clima di Parigi (promessa già adempiuta), aveva improvvisamente sbottato: “Il Brasile, le foreste pluviali del Brasile vengono abbattute… Io sarei intervenuto per assicurare un contributo di 20 miliardi di dollari e avrei detto ‘Eccovi 20 miliard, fermatevi, smettetela di distruggere la foresta. E se non lo farete, ci saranno conseguenze economiche significative'”.

Biden non ha spiegato da dove abbia tratto la cifra di 20 miliardi di dollari, né ha precisato quali altri Paesi avrebbero dovuto contribuire a quella che a tutti gli effetti assomiglia a una “mega-mazzetta”. Inoltre, non ha fornito alcun dato a suffragare l’affermazione che la foresta amazzonica sarebbe andata “distrutta”, una bufala rilanciata sui social dalle celebrità di Hollywood e dal presidente francese Emmanuel Macron.

“Il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, Joe Biden, ha dichiarato ieri che potrebbe darci fino a 20 miliardi di dollari per fermare la ‘distruzione’ della foresta amazzonica, aggiungendo che, se non accettassimo l’offerta, potrebbe imporre gravi sanzioni economiche al nostro Paese”, aveva risposto Bolsonaro in un comunicato al termine del dibattito.

“Quello che alcuni non hanno ancora capito è che il Brasile è cambiato. Il suo Presidente, a differenza dei presidenti di sinistra del passato, non accetta tangenti, rivendicazioni territoriali illegali o minacce codarde nei confronti della nostra integrità territoriale ed economica. La nostra sovranità non è negoziabile“.

A novembre 2020, Bolsonaro aveva nuovamente fatto riferimento alle minacce di Biden durante una conferenza stampa, insinuando la possibilità di uno scontro anche militare.

“Recentemente un importante candidato alla presidenza di un grande Stato ha detto che se non spegnerò gli incendi dell’Amazzonia, imporrà barriere commerciali. Come lo affronteremo? La diplomazia da sola non basta. Quando la saliva si esaurisce, c’è bisogno della polvere da sparo, altrimenti non funziona. Abbiamo la potenza delle armi. Devono sapere che ce l’abbiamo. Così va il mondo”.

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