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Bolsonaro divulgherà una lista dei Paesi che acquistano illegalmente legname dell’Amazzonia

Il presidente Jair Bolsonaro ha dichiarato che il Brasile rivelerà un elenco con i nomi dei paesi che importano legname estratto illegalmente dall’Amazzonia brasiliana.

Durante il suo discorso del 17 novembre 2020 al XII Vertice BRICS, gruppo formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, il presidente ha nuovamente criticato gli “attacchi” che il Paese subisce in relazione agli incendi e alla deforestazione nella regione amazzonica: “Credo che dopo la divulgazione della lista, che è di interesse per tutti nel mondo, la pratica diminuirà drasticamente nella regione”.

La polizia federale avrebbe messo a punto un metodo per risalire all’origine del legno sequestrato ed esportato utilizzando isotopi stabili, una sorta di “DNA” che mostra l’origine geografica dei prodotti.

“Riveleremo, nei prossimi giorni, i nomi dei paesi che importano questo legno illegalmente dall’Amazzonia, dimostrando che alcuni di essi, così critici nei nostri confronti, hanno la loro parte di responsabilità nell’avanzata della deforestazione”.

Inoltre Bolsonaro ha ripercorso le vicende degli incontri dei BRICS, rimembrando il primo summit svoltosi nel 2009, nel bel mezzo di “una delle crisi finanziarie più gravi della storia”: in quel contesto, “la forza delle economie emergenti si è rivelata fondamentale per la ripresa dell’economia internazionale”.

“Nel 2020, il mondo sta ancora una volta affrontando una crisi dai contorni incerti. Ancora una volta, i paesi BRICS possono svolgere un ruolo centrale negli sforzi per sconfiggre il covid-19 e risollevare l’economia”, ha osservato.

Per Bolsonaro, il percorso di crescita economica dipende da una cooperazione incentrata sui “mutui benefici e rispetto delle sovranità nazionali”, con l’ampliamento delle misure di promozione commerciale e incentivi per una maggiore interazione tra i settori privati ​​dei Paesi del blocco.

“Sotto questo aspetto i Brics si distinguono per la varietà di settori e attività che caratterizzano il gruppo. La nostra cooperazione deve incoraggiare la libertà di creazione e impresa”.

Il Presidente della Repubblica ha anche difeso la riforma delle organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la World Trade Organization (WTO) e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, quest’ultimo composto da cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia , Cina, Francia e Regno Unito) e dieci membri non permanenti, eletti per due anni.

Il presidente ha criticato la “politicizzazione del virus e il presunto monopolio dell’informazione da parte dell’OMS” e ha affermato che la pandemia ha mostrato la “centralità delle nazioni per la soluzione dei problemi che colpiscono il mondo”.

“Dobbiamo riconoscere la realtà che non sono state le organizzazioni internazionali a vincere le sfide, ma il coordinamento tra i nostri Paesi”, ha sottolineato, auspicando di un sistema internazionale basato su libertà, trasparenza e sicurezza.

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