Bolsonaro: il lockdown è roba da dittatura comunista

In un commento a un video di propaganda elettorale, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha paragonato le politiche di lockdown a quelle delle dittature comuniste.

“Oggi avete una dimostrazione di quel che è il comunismo e quali sono i prototipi dei dittatori, quelli che decretano divieto di culto, coprifuoco, espropriazione di beni immobili, restrizioni alla circolazione”.

Il Presidente del Brasile in un precedente discorso aveva già affermato il valore della libertà come assoluto, al di sopra di qualsiasi altro.

Bolsonaro: “La libertà non ha prezzo, vale più della vita stessa”

Nel suo messaggio Bolsonaro ha sottolineato inoltre che le misure implicano un drammatico aumento della disoccupazione e il caos sociale, invitando i suoi sostenitori a “unire le forze”.

Nonostante il Brasile sia, dopo gli USA, il Paese con il più alto numero di morti in assoluto, con una popolazione di 211 milioni di abitanti la sua posizione per numero di casi su un milione è in realtà al di sotto di Italia, Inghilterra, Portogallo e poco al di sopra di Francia e Spagna.

5 commenti su “Bolsonaro: il lockdown è roba da dittatura comunista

  1. Ha parlato anche della libertà di cambiare sesso o di praticare – orrore! – l’amore omosessuale?

  2. Oltre ai messaggi di Bolsonaro che riporti hai mai verificato se questo pupazzo messo in loco per sterilizzare ogni resistenza ai sinistroidi abbia mai compiuto atti di politica contro il Foro di San Paolo per contrastarne l’egmonia ed il subdolo potere? La risposta è chiaramente no, difatti, per cui la tua pubblicistica rimane ed è un assist a qui comunisti che LUI, da copione, denigra e denuncia.
    As usual.

    1. No, no, alt fermi tutti: mi gira la testa. Quindi Bolsonaro, luce e speranza di noi fascioliberisti razzistoidi, non è un nemico dei trinariciuti, odiosi bolscevichi? Non solo non lo è, ma una folha de figueira, um espelho para allodolas? Un diversivo per permettere ai sinistroidi di dominare o globo? Che delusione! Non ci si può distrarre un secondo, caralho!

      1. Basterebbe accorgersi con chi Trump ha/ebbe legami e ricordarsi della strategia che Putin porta avanti secondo i dettami del camerata Gorbachev magari leggendosi qualche russo scappato dall’URSS che lo denunzia.
        Ma sarebbe troppo dirompente far presente che stanti a Lenin bisogna spacciarsi per destri per vincere.

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