Celebre tennista francese non riesce più a giocare per reazione avversa al vaccino anti-covid

Il celebre tennista Jérémy Chardy ha dichiarato in un’intervista all’Agence France-Presse che potrebbe non giocare per tutto il resto del 2022 a causa di una reazione avversa al vaccino anti-covid. L’olimpionico francese ha affermato di aver iniziato a subire effetti sulla salute dolorosi e debilitanti subito dopo aver fatto il siero, al quale si è sottoposto tra i Giochi di Tokyo e lo US Open.

“Da quando ho fatto il vaccino, ho avuto problemi, ho avuto una serie di difficoltà. Improvvisamente, non riesco più ad allenarmi, non posso più giocare“, sostiene Chardy, che descrive sintomi quali “dolori violenti e quasi paralizzanti in tutto il corpo”. Il campione 34enne ha lamentato che ci siano troppe poche indagini sugli effetti collaterali del vaccino sperimentale, ed è preoccupato di non sapere quando sarà in grado di tornare a giocare.

La questione principale per il vincitore della Coppa Davis è che “non c’è senno di poi [recul] sul vaccino. Ci sono persone che hanno avuto problemi simili, ma la durata di essi è stata molto diversa da caso a caso”.

5 commenti su “Celebre tennista francese non riesce più a giocare per reazione avversa al vaccino anti-covid

    1. Ha vinto tanti trofei, tra cui la Coppa Davis 2017. La scelta di ritirarsi dovrebbe essere personale in ogni caso. Vabbè, il livello delle tue argomentazioni quindi sarebbe questo. Tanto vale a dire che le reazioni avverse del vaccino vanno considerate dalla prospettiva che comunque di qualcosa si deve morire.

      1. Dai, si scherza. Un po’ di leggerezza, suvvia. Qui si respira un’aria pesante e anche l’ironia ha sempre una sfumatura un po’ lugubre. Io ci vengo perché le posizioni eterodosse sono sempre utili a vedere le cose da prospettive diverse, specie se sono espresse da persone intelligenti comi sembri essere tu. Io mi sono vaccinato. Credo sia una scelta ragionevole. Non ne faccio una guerra di religione, non grido all’untore, non divido il mondo in morali e immorali, ma nemmeno in spiriti liberi e pecoroni, so che esistono poteri forti e interessi occulti, ma mi fanno sorridere i vittimismi e le teorie complottistiche un tanto al chilo. Rifuggo istintivamente i catastrofismi, tanto quelli climatici quanto quelli culturali. Quando vedo evocare il genocidio culturale perché ci si preoccupa per la transizione ecologica (e, ok, scandalo assoluto, si dà retta a una bambina autistica che è un prodotto di marketing che arriva dal malefico nord puritano), be’ mi viene ugualmente da sorridere. Millenaristi da una parte e dall’altra. E sì, in fondo tutto va considerato dalla prospettiva che di qualcosa si deve morire. Alla fine è una questione di probabilità statistica, e a quanto pare quella è tutto sommato a favore dei vaccini. Ma ovviamente non sono un epidemiologo né un virologo, anche se potrei tranquillamente allenare la Juve meglio di Allegri, quindi ammetto tranquillamente che, per quanto mi appaia ragionevole, la decisione di vaccinarmi è in ultima istanza un atto di fede. Ma cosa non lo è?

        P.S. quando l’avrebbe vinta la Coppa Davis?

  1. Nel 2017 la squadra francese ha vinto la finale col Belgio e Chardy non ha giocato nemmeno un set. Credo si sia fermato ai quarti di finale quindi non penso si possa dire che ha vinto alcunché, almeno nella sostanza (ma anche nella forma, forse).

    Comunque il succo è che voi e le Grete siete molto più simili di quel che credete… fa pure rima.

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