Centinaia di tedeschi indagati per aver criticato le politiche migratorie del governo su Facebook

Le autorità tedesche hanno indagato oltre 250 persone per dei commenti a un video pubblicato sulla pagina Facebook di Alternative für Deutschland riguardante una protesta di immigrati ripresa dalla sezione bavarese del partito nel 2017. Come riporta lo Spiegel, circa 97 persone sono state multate e altre tre dovranno andare a processo per istigazione a delinquere.

La colossale indagine di polizia assomiglia a un ammonimento nei confronti delle voci critiche sulle politiche migratorie del governo: “Nessuno può nascondersi dietro uno schermo, nemmeno con pseudonimi o nomi inventati”, ha dichiarato il ministro degli interni bavarese Joachim Herrmann.

I commenti di Facebook contro la sommosse dei migranti seguono ​​una serie di rivolte nei centri rifugiati di tutta la Germania. I richiedenti asilo musulmani si sono apertamente ribellati alla presunta mancanza di sensibilità dimostrata dalle autorità tedesche durante il Ramadan: Con il Ramadan arrivano i disordini, così un recente titolo della Bild. Nel 2016 due immigrati hanno dato fuoco a un centro per rifugiati per aver ricevuto poca Nutella (sic) durante le celebrazioni per la fine del digiuno. L’incendio ha causato danni per circa dieci milioni di euro.

La Deutsche Welle riporta che

“I pubblici ministeri tedeschi della Baviera hanno avviato 257 indagini ufficiali per una campagna di Facebook di Alternative für Deutschland contro i richiedenti asilo. Finora le indagini hanno comportato multe per 97 persone […]. Altri 56 casi sono stati fatti cadere, in quanto gli investigatori non sono stati in grado di risalire alla vera identità di alcuni commentatori anonimi. […] Sotto accusa è un video pubblicato nel 2017 dalla AfD di Deggendorf che mostrava una protesta di migranti: i manifestanti avevano iniziato uno sciopero della fame e protestavano contro le condizioni in un centro rifugiati della città. Il video trasmesso in streaming ha raccolto centinaia di commenti offensivi, odiosi e xenofobi“.

L’AfD ha criticato duramente il governo per la repressione del dissenso sui social: “Vorremmo che controllasse i confini come fa con i commenti online”, ha affermato il capo della AfD bavarese Martin Sicher.

Nel frattempo, mentre le autorità tedesche setacciano internet, i combattenti Isis ritornano liberamente in Germania senza alcuna paura di essere perseguiti per i loro crimini di guerra, come riporta la Bayerischer Rundfunk. Il governo Merkel ha mostrato anche una incredibile apprensione per il destino dei criminali di guerra dell’ISIS detenuti dai combattenti curdi in Siria e Iraq. I politici tedeschi hanno giustificato gli sforzi diplomatici per riportare in Germania i jihadisti e le loro famiglie in base a “considerazioni umanitarie e del dovere della Germania di proteggere i suoi cittadini”.

Fonte: Germany: Hundreds Probed Over Anti-Migrant Comments on Facebook (Vijeta Uniyal, “Legal Insurrection”, 11 agosto 2019)

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