Chiudo il blog perché mi sono fidanzato

Le lunghe pause che mi sto prendendo negli ultimi periodi hanno dato via ad alcune illazioni in pubblico e in privato, la più disdicevole della quale è la seguente:

In pratica i miei lettori mi prendono così poco sul serio che da una parte credono basti una strappona per farmi abbandonare millenni di lotta per la civiltà, e dall’altra sono convinti che sotto sotto con questa storia dell’Inceldom stia semplicemente piangendo miseria, quando invece basterebbe uscire di casa per trovare migliaia di donne. Al contrario, essere un “celibe involontario” è condizione permanente più cogente di qualsiasi militanza o credo: prenderne consapevolezza è il primo passo verso una vera crescita interiore in un mondo che non contempla più alcuna forma di salus.

Perciò lasciamo perdere questa storia delle donne: il massimo a cui posso aspirare è una umiliante friendzone. Peraltro ultimamente pensavo proprio al numero di anglicismi sfoggiato ogni volta che affronto la questione “amore”, “sentimenti”, “rapporti con l’altro sesso”: il fatto è che non esiste un vero e proprio lessico per descrivere l’enorme complessità dell’interazione tra il maschile e il femminile ai tempi del “liberismo sessuale”.  L’antropologia ha sprecato decenni ad analizzare le strutture sociali di inesistenti tribù del Congo Belga ma si è dimenticata di forgiare uno straccio di termine per indicare un friendzonato al di fuori dell’anglosfera. Eppure gli esempi sono infiniti: per esempio, quale espressione migliore di orbiter per descrivere “un uomo che vuole andare a letto con una sua amica e continua a orbitargli attorno nella speranza di ottenere qualcosina”? D’altro canto un orbiter non è un simp e nemmeno un beta cuck, semmai ha più affinità con un sub8 friendzonato dalla sua oneitis.

Peraltro ci sembra più signorile, nonostante tutto, usare l’urban dictionary piuttosto che attestare apertis verbis che l’amicizia tra uomo e donna non funzionerà mai, e che il massimo che potrete ottenere è una tizia che vi fa diventare lo zimbello della città con le sue amiche e con i maschi che si scopa (“è innamorato cotto”, “mi sta incollato come una cozza”, “la sua insistenza mi mette in imbarazzo”), quando magari voi state proprio “facendo l’indiano” (ah ma vedi che esiste anche uno slang italiano!) illudendovi che è una cosa normale essere l’amichetto del cuore di una puttana senza cuore.

Detto questo, veniamo alle cose serie: il motivo fondamentale per cui non aggiorno il blog con la stessa frequenza di prima è che Adsense non vuole ancora pagarmi. Nonostante demonetizzazioni e censure, mi deve lo stesso una bella cifra che non vuole sganciare perché è da febbraio che dice di avermi inviato un codice speciale non ancora arrivato. Coi soldi non si scherza: a parte che qualsiasi alternativa al wagecucking è ben accolta, dal momento che per un incel poche centinaia di euro al mese per sopravvivere vanno benissimo, vi immaginate quale utopia sarebbe tirare quattro paghe per il lesso scrivendo stronzate su internet?

In ogni caso se Google fa il furbo (e tralasciamo qualsiasi connotazione etnica di tale furbizia), l’alternativa sarebbe chiedere qualche shekel via Paypal, ma obiettivamente mi dà fastidio dover ricattare psicologicamente i miei lettori come fanno i comunisti online con roba del tipo “fuori il kharāj o chiudo il blog seduta stante e vi farò diventare tutti gay con un maleficio”. Il link comunque è questo, ovviamente renderò conto di ogni centesimo versato (perché è il vostro sangue) e chi dona alla Santa Causa Incel finirà sicuramente nell’Incelhalla (anche se ormai butto tutto nei gratta e vinci).

19 commenti su “Chiudo il blog perché mi sono fidanzato

  1. Ti seguo anche su facebook. Dipendesse da me, ti darei una rendita annuale fissa. E se mi vanno bene un paio di operazioni, non è detto che a fine anno non possa farlo. Il finanziamento tra “amici” credo sia l’ultima possibilità di libero esercizio del pensiero. Scuole e accademie sono blindate. Solo ideologia dominante, solo femmine (talvolta di sesso maschile).
    Domanda: c’è la possibilità di pagare su paypal “anonimamente”?

    1. Non so se esista questa possibilità, ma immagino di no perché in generale PayPal è allergico a qualsiasi anonimato, l’unica è dargli dei dati falsi o verosimili con i rischi che ne conseguono…

        1. Я уверен, мы найдем способ! Может быть, ты просто должна использовать псевдоним…

  2. Ma niente, ognuno dia quel che vuole se proprio ci tiene, in cambio posso dire per cosa li ho spesi. D’altro canto io ho già un lavoro ma mi sento propriamente un wagecuck proprio perché non posso spendere i soldi per una ipotetica famiglia e l’unica prospettiva è quella del produci-consuma-crepa, dove si lavora solo per inerzia e all’unico scopo di comprarsi l’ultimo giocattolone tecnologico che gli ebbr…i di potere ci hanno messo sul mercato. Invece vorrei, tra le altre cose, approfondire la prospettiva antropologica sulla questione incel, creare lezioni di russo con cui i lettori potrebbero impratichirsi e offrire un luogo di dibattito a tutte le persone che sono state “escluse” ma al contempo vengono tosate come pecore da qualsiasi punto di vista (dall’economico allo spirituale).
    Ovviamente anche io finanzio alcune iniziative, perlopiù americane (anzi a dire il vero solo quelle), specialmente alcuni canali “blackpilled” su Youtube: anche per questo ho aperto un portafoglio bitcoin nonostante sia sempre piuttosto paranoico sulla privacy.

      1. Жил долго в России. Поэтому умею не идеализировать её (как много инселых делают).

        1. идеализация??? Бог разговаривает на русском!!!
          В любом случае, можно идеализировать русский язык, не идеализируя Россию…

      2. Beh era preferibile il glacolitico…

        Ad ogni modo due nomi per voi: Yuri Bezmenov ed Anatoli Golytsin, giusto per ricordare che se la finanza è ad ovest, la strategia è ad est.

        Giusto per ricordare , ugualmente come il romanziere francese, quello famoso, sia un nemico invece che un “apritore di coshienze”

        1. Grazie per i nomi, ma francamente mi è più facile ricondurli a una forma di “taxilismo”; d’altro canto la questione è se l’Unione Sovietica volesse sovvertire l’Occidente per volontà di potenza o per un oscuro piano volto alla dissoluzione dell’umanità: a mio parere si trattava solo del primo caso.
          Il romanziere francese, quello famoso, chi sarebbe? Ce ne sono almeno cento all’anno dal 1789. Forse Houellebecq…?

  3. Si.
    Ad ogni modo ho messo l’est in relazione all’ovest, non ho lasciato intendere quel che tu credi io sostenga…tralascio dunque le motivazioni la cui sottigliezza è inscrutabile fin quando si co fonde l’Empio con gli anticristi.
    Per il resto il “comunismo” non è mai stato di sinistra e non dovrebbe preoccupare il fatto che praticamente tutti i politici di destra siano tali.

    Saluti

  4. Понимаю. Но также на-понимаю о том, что 1) женская природа везде одна и та же; 2) русская культура – всё более и более западной, т.е. культурно марксистской. Независимо от того, что делают вид.

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