Churchill pittore

«Al Grotto, all’insegna della barca sulla riva del Ceresio tra la Basilichetta di S. Maurizio (a Darno) e Osteno, nel settembre 1945 venne per tre giorni di fila Winston Churchill; piantò il cavalletto, spremette i colori sulla tavolozza e dipinse la Valsolda che in quel punto si dispiega tutta all’occhio dell’osservatore da Oria a Cima.
L’oste raccolse diligentemente i mozziconi degli avana che lo statista inglese andava fumando durante il lavoro. Ma Churchill non era lì, come portava la stampa, per riposo o per svago di dilettante. Era lì con uno scopo di ben altro genere: era alla ricerca del famoso carteggio Mussolini nel quale si trovavano le lettere di approvazione e di ammirazione scritte dal grande statista al Duce nei primi anni del regime.
Benché i suoi uomini dei servizi segreti perlustrassero tutta la valle da Porlezza a Bene Lario e a Menaggio dove Mussolini si era trattenuto alla vigilia della cattura e dell’uccisione, non si trovò lo sconcertante epistolario e Churchill lasciò quasi subito o i luoghi. Quarant’anni fa e più io suggerii al sindaco del comune di Valsolda di introdurre, per tramite dell’ambasciata inglese a Roma, una domanda alla famiglia Churchill perché ricercasse tra le cose di casa il quadretto della Valsolda e ne facesse dono al comune che lo avrebbe conservato nella sala della giunta comunale. Non se ne fece nulla. Ma io fisso in questo Zibaldone la memoria del fatto al quale sarà del tutto dileguata tra pochi anni»

(Romano Amerio, Zibaldone, n. 566, 4 settembre 1968)

PS: Dal sito fmboschetto, una affascinante “ucronia” di Enrica S.

«La vacanza italiana di Churchill. Nel settembre 1945, subito dopo essere stato sconfitto alle elezioni da Clement Attlee, Winston Churchill si concesse una vacanza sul Lago di Como, ufficialmente per riprendersi dalle fatiche della campagna elettorale: armato di cavalletto, tavolozza e pennello, in molti lo videro impegnato a dipingere suggestivi panorami lacustri. Ma durante quel viaggio l’ex Primo Ministro prese alloggio in una sede del SOE, lo Special Operations Executive, cioè una branca dei servizi segreti inglesi; fu scortato da 26 uomini del Quarto Reggimento Ussari della Regina, un’unità di intelligence specializzata nella cattura di criminali di guerra nazifascisti; si presentò con un nome di copertura, “Colonnello Warden”, che utilizzava quando doveva svolgere personalmente attività informative “sul campo”; ed incontrò personaggi sospetti come il Tenente Colonnello Luigi Villani, ex partigiano che aveva avuto un ruolo importante negli ultimi giorni di Mussolini. Il sospetto è che il trionfatore della Seconda Guerra Mondiale volesse impossessarsi delle due valige che erano state sequestrate a Benito Mussolini al momento del suo arresto a Dongo, e che secondo molti contenevano tra l’altro un imbarazzante carteggio epistolare tra il leader inglese e il dittatore italiano: carteggio che, se fosse venuto allo scoperto, avrebbe coperto di fango Churchill e troncato la sua carriera politica. Ora, che accade se Churchill arriva tardi e alcuni partigiani consegnano quell’incredibile carteggio alla stampa, facendo scoppiare uno scandalo senza precedenti?»

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