Comandarsela in latino

Un mio vecchio blog è stato indirettamente citato su academia.edu come fonte di un vecchissimo articolo del latinista salesiano Germano Proverbio sui metodi alternativi con cui insegnare il latino a scuola. Paradossalmente la scoperta è dovuta al fatto che stessi proprio cercando sul buon padre Proverbio, completamente dimenticato anche nelle lande virtuali. Colgo l’occasione per riportare qualche cenno biografico direttamente dall’articolo (il cui autore Andrea Balbo, ringrazio per la citazione anche se solo come “contenitore” – chi s’accontenta gode):

«Don Germano Proverbio, salesiano, dopo una decennale esperienza come insegnante di scuola superiore e una ricca attività universitaria come professore di Didattica generale e di Didattica delle lingue classiche presso l’Università Salesiana di Roma, cominciò nella prima metà degli anni Settanta la sua attività di docente di Didattica delle lingue classiche presso l’Università di Torino. Egli accolse gli stimoli suggeriti dalle prospettive innovative fornite dagli studi di linguistica teorica e di teoria della letteratura, ponendosi due obiettivi principali, da lui stesso così sintetizzati:
1. “Fare precedere al momento didattico propriamente inteso un approfondimento dello statuto della lingua latina e della lingua greca, nonché delle rispettive letterature alla luce delle nuove teorie, non mai assunte peraltro in termini di assolutezza e di definitività”.
2. “Coinvolgere sempre in questa operazione gli studenti come soggetti attivi, capaci di offrire contributi personali, anche di una certa rilevanza, sia nel momento dell’indagine teorica sia nelle proposte applicative”
[…] Germano Proverbio partiva dalla constatazione delle difficoltà che incontrava l’insegnamento del latino e dall’analisi dei limiti e delle debolezze del metodo grammaticale traduttivo. Già un suo intervento in “Meridiano 12” del marzo 1967, affrontando il problema della utilità del latino, rilevava come si dovesse distinguere tra latino e grammatica.
[…] Già questa pagina, anche se priva di un quadro teorico definito, ci consente di comprendere come fosse viva l’esigenza di accostarsi direttamente ai testi originali e di contestualizzarli precisamente restituendo loro vita e interesse, al di là dell’astratto grammaticalismo imperante in gran parte della scuola italiana e derivato da una sclerotizzazione degli insegnamenti della ratio studiorum gesuita, che aveva, come è noto, la finalità principalmente retorica di comporre in lingua latina»

In sostanza la proposta di Proverbio è di studiare il latino come fosse una lingua normale («Mettiamoci a leggere il latino, quello vero, che hanno scritto i romani della Roma antica»); l’idea è riemersa in questi giorni, quando i giornali hanno dato risalto alla traduzione di Andiamo a comandare fatta da un professore liceale allo scopo di coinvolgere maggiormente i suoi studenti nello studio della disciplina. Il problema è che gli unici ad accorgersi che la versione fosse piena di strafalcioni sono stati gli animatori del blog “Greco Latino Vivo” (Tradurre Rovazzi è una cosa seria, 22 settembre 2016): «Quello che è stato fatto è inammissibile, ma ancor più grave è il fatto che un numero spropositato di docenti di latino abbia condiviso entusiasticamente quest’opera».

Non c’è da stupirsi: a parte i giornalisti che sono più ignoranti delle capre, anche tra i nostri dotti esempi di scadimento “si danno da un pezzo”, come ricorda Romano Amerio in Iota Unum (§278, n. 8), parlando della riforma liturgica:

«Olinto Guerrini, che pure era bibliotecario all’Archiginnasio di Bologna, in una saffica erotica di Postuma, Bologna 1882, sbagliava accenti e declinazione scandendo pùlvinar anziché pulvìnar e facendo latum accusativo del sostantivo latus. Per venire a tempi più recenti, nella celebre Académie des inscriptions et belles lettres, l’illustre Alphan citava un passo del medievale Guiberto in cui si disegna pittorescamente la figura dello scolaro secchione ingobbito sui banco: “Pluteo adhaerens tanquam animal peritum” che vuoi dire: “Attaccato ai banco come un animale sapiente, come un sapientone”. Ma l’Alphan legge perĭtum per perītum e traduce “comme un animal empaillé” dimenticando che gli intransitivi non hanno participio passato.
Nell’abbazia di Viboldone presso Milano una lapide ricorda il restauro promosso dall’arcivescovo Montini “antequam ad Summum Pontificatum eligeretur”. Il dettatore dell’epigrafe ignorava la legge dell’obliquità, asse del costrutto latino. Con quel soggiuntivo infatti si viene a dire esattamente che il card. Montini aveva in mente di diventar Papa e fece di tutto per restaurare Viboldone prima di diventarlo.
Il card. Seper in dicembre 1974 mi segnalò che nel documento della sua Congregazione sull’aborto i suoi latinisti avevano sbagliato scrivendo “ut opinatur”».

Perciò il professore e i suoi colleghi sono in buona compagnia con gli altri animaux empaillés. Non per fare i saccenti, ma prima di tentare certe operazioni, sarebbe utile non solo di fare un ripassino dei casi (oggi c’è pure l’utilissimo “Wiktionary”), ma anche di scegliere qualcosa che sia traducibile. “Andiamo a comandare”, infatti, è infarcita di gergalismi e idiotismi (no pun intended) che non val la pena rendere in un’altra lingua, dal momento che il senso è subordinato all’orecchiabilità (del resto, il motivetto piace molto ai bambini perché le sgrammaticature lo avvicinano all’ecolalia – fenomeno preoccupante in un adulto, ma lasciamo perdere).

Infatti in questo caso le difficoltà emergono a partire dal titolo della canzone: quel “comandare” è di per sé colloquiale e richiama espressioni come “me la comando” o “comandarsela” (di conseguenza anche Imperatum adeamus è una traduzione sbagliata, come rimarca l’articolo precedentemente segnalato).

Certo, anche la proposta di tradurre, in alternativa, l’ultima bruttissima canzone degli Stadio non mi trova per niente d’accordo. A questo punto tanto varrebbe recuperare un loro motivetto del 1982, peraltro non di minore difficoltà (come tradurre f.d.p. in senso positivo, al di là dei soliti filius canis o filius scorti?).

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