Conquistare le donne con la vostra personalità: la guida definitiva

I miei lettori se ne devono andare tutti a fare in culo perché a loro non interessano le mie tanto generose quanto minuziose analisi di politica internazionale, né ancor meno le mie coraggiosissime manifestazioni di antisemitismo, ma solamente i racconti della sfiga totale.

Allora partiamo da un punto: io sono assolutamente convinto che nel rapporto fra i sessi l’aspetto conti infinitamente più della personalità. Se siete belli potete avere il nulla cosmico nella testa, ché tanto troverete sempre figa. Ammetto che la definizione di “bellezza” non sia totalmente pacifica, però ci sono dei canoni obiettivi risalenti alla notte dei tempi che è noioso approfondire. In ogni caso, non esiste alcuna bellezza interiore.

D’altro canto, la mia esperienza personale contraddice questa sacrosanta verità. In due parole, io per circa trent’anni sono stato completamente a bocca asciutta da una prospettiva sentimentale e sessuale. Zero approcci nella vita reale, le donne mi guardavano con disgusto e mi trattavano come un subumano. Questa cosa mi pesava fino a un certo punto, perché riuscivo a consolarmi con l’estremismo politico, il culturame e il fondamentalismo religioso di stampo cattolico.

La fatidica “goccia che ha fatto traboccare il vaso” mi è cascata sulla testa tra il 2018 e il 2019, quando una mia collega insegnante mi fece vivere sentimentalmente la trama di quel cavolo di film americano, Carrie – Lo sguardo di Satana, in cui la protagonista dotata di poteri paranormali viene presa in giro da un branco di bulli e pupe che le fanno credere di essere speciale e lei sclera manifestando dei superpoteri (un film di merda, non guardatelo).

Vabbè, in ogni caso, il venir rifiutato nel momento in cui sembrava stesse andando tutto bene dal punto di vista della fatidica “personalità” mi fece uscire fuori di testa. Allora creai una pagina Facebook e una nuova identità di nazi-autistico (Mister Totalitarismo) che in poche settimane attirò orde di figa che voi giovani d’oggi nemmeno potete immaginare.

L’idea che tutto ciò per me possa rappresentare un qualche motivo di vanto è da scartare a priori: semmai, questo accidente mi causò una “nevrosi culturale” che probabilmente nemmeno un trotzkista uranista al cospetto del Patto Ribbentroppe-Molotovve poté esperire. In poche parole, scoprì che la “personalità” poteva avere un qualche ruolo nelle interazioni uomo-donna, ma non nel senso prospettato dai vari coach della seduzione: ciò che le femmine intendono con “personalità” è infatti un misto di schizofrenia, aggressività, vittimismo, psicopatia, sociopatia, adhd indotto ed eventualmente dislessia e propensione a ruttare e scoreggiare ad infinitum.

Questa “personalità” che piace tanto alle donne è sostanzialmente la degradazione totale dell’essere umano. Non è un caso perciò che, in una società interamente “femminilizzata”, a scopare sono solo gli individui che concorrono, direttamente o meno, all’estinzione della specie.

D’altro canto, è necessario per l’appunto ammettere che un minimo di “personalità” (nazi-autismo) serva sempre. L’importante è non scherzare col fuoco, ovvero rendersi conto che nel momento in cui avrete conquistato una donna tramite il nazi-autismo non potrete poi ottenere dalla stessa i requisiti minimi per consentire il proseguimento della specie, ovvero indossare il velo e sfornare una quarantina di figli.

Se vi accontentate di circuirle per qualche tempo, io posso snocciolarvi qui seduta stante i segreti per conquistarle. Non siate tuttavia crudeli e spietati nel vostro portamento, perché se nel contesto attuale una donna accetta di uscire con voi nonostante siate un sub8 (i criteri si alzano di anno in anno) vuol dire che essa si è già messa contro l’ebraismo internazionale perché un pochino le piacete (chiedo scusa alla digos se ogni tanto utilizzo espressioni così disdicevoli, ma è solo un artifizio retorico per attrarre lettori).

Ecco il segreto: il segreto è saper fare i meme. Se voi imparate a fare i meme è figa assicurata. E con “figa” intendo metaforicamente la vera dignità di un maschio che non basa i suoi successi sul materialismo o sul “saperci fare” o sulle macchine inquinanti su cui le ambientaliste amano farsi scarrozzare, ma esclusivamente sulle proprie capacità intellettuali.

Io non posso insegnarvi a fare i meme. Posso però darvi qualche direttiva. Per esempio, mettiamo che siate dei sub8 o addirittura dei sub7 (la cui linea germinale si è comunque già estinta nel 2011 circa): immagino che siate impossibilitati a uscire di casa per via dell’oscenità delle vostre ossa craniche. In tal caso dovrete tessere la vostra tela in posti appartati, come i social o i blog, e poi circuire la preda con i meme esatti.

Facciamo un esempio: la vostra one-itis (in italiano “puttana da usare come sborratoio”) vi comunica che viene da un qualche cazzo di posto senza senso di questo Paese surreale. Se, per dire, viene dal Veneto, potrete rompere il ghiaccio con meme del genere:

Se è napoletana o della Campania (meglio comunque evitare), potete proseguire sulla stessa linea:

Se è siciliana o calabrese (anche qui, cercate se possibile di stare alla larga), la correlazione è ancora più semplice:

Se è milanese, il copione si scrive da solo:

Già da queste semplici testimonianze dovreste essere in grado di elaborare il vostro universo. Potete avvalervi di miriadi di pregiudizi che il mainstream ha voluto censurare proprio per impedirvi di accoppiarvi (è tutta una congiura ebraica, come vedete).

Nel caso aveste bisogno di un meme per un caso specifico, mi proporrei pure come Cyrano d’accatto, ma in tal caso rischierei di prosciugare (bleah) il vostro Vril. Tutti voi avete questo fuoco che dovreste imparare ad ammaestrare. I miei consigli di seduzione sono: state chiusi in casa, memate, niente contatto diretto con gli occhi dell’amata, Hitler aveva ragione (questa affermazione fa più male a me che a lei, appuntato Gargiulo, perché io nella vita reale ero un rispettabile statale medio-progressista prima di scoprire i meme). Seguono esempi (ne trovate altri qui).

 

 

 

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