Coronavirus, cura miracolosa dall’India: immergersi nello sterco di vacca, preferibilmente respirando col naso

Tutti gli anni, gli abitanti del villaggio di Gummatapura nello stato indiano del Karnataka festeggiano il Gore Habba, celeberazione che chiude la “festa delle luci” (Diwali), tuffandosi gioiosamente nello sterco di vacca e tirandoselo addosso.

Di solito questa festa allegra e variopinta cade in autunno, ma con l’espandersi della pandemia da coronavirus nel mondo, altri abitanti del Karnataka hanno deciso di “impossessarsi” dell’antica tradizione e farla propria come “rimedio miracoloso” contro l’infezione.

Come ha dichiarato uno dei coraggiosi bagnanti di Hiriyur che alla fine di febbraio ha provveduto a immergersi completamente nei tiepidi liquidi rigeneratori,

“se facciamo un bagno di sterco di vacca una volta al mese, il corpo sarà protetto da ogni batterio e virus. Il mondo intero è terrorizzato dall’epidemia, ma se tutti iniziassero a tuffarsi nello sterco di vacca, otterrebbero l’immunità dal virus. È l’unica panacea contro la situazione angosciante che stiamo affrontando oggi a causa del virus”.

Sicuramente qualcuno farà lo schizzinoso: ma che male può fare immergersi nella merda di vacca respirando col naso? il pregiudizio verso la medicina tradizionale, specialmente quella indiana, a volte sfocia direttamente nel razzismo.

Ricordiamo inoltre che per gli abitanti di Agra, nell’Uttar Pradesh, anche l’urina di vacca, se bevuta “fresca”, ha il potere di curare tutte le malattie, incluso il cancro: un fedele conferma di esser guarito dal diabete, un altro invece sostiene che comunque la vacca deve essere “vergine” affinché il suo piscio abbia effetti benefici.

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