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Curdi contro turchi in Belgio: perché non fermiamo l’immigrazione e basta?

Di solito rifuggo la cronaca spicciola, ma di questo episodio qui in Italia ha parlato solo “Panorama” (il che è tutto dire), dunque eccoci qua: bande di turchi e curdi stanno mettendo a ferro e fuoco le principali città delle Fiandre (a Gand e a nord di Bruxelles) dopo che un gruppo di presunti sostenitori del PKK è andato a sventolare bandierine in un quartiere a maggioranza turca.

L’epicentro degli scontri sarebbe la regione del Limburgo (in particolare il comune di Heusden-Zolder), “roccaforte” dei famigerati Lupi Grigi (i giornali la descrivono come “un piccolo angolo di Turchia”).

I tumulti sono iniziati quando un convoglio di una decina automobili con all’interno dei rifugiati siriani di origine curda di ritorno da Lovanio (lol) per le celebrazioni del Nawrūz (il capodanno persiano che i curdi considerano parte della propria identità) è stato assaltato da turchi irritati evidentemente dallo sfoggio di bandierine. Il movimento dei Lupi Grigi a Gand sembra aver formato una sorta di squadra speciale d’assalto (GÖH, Gent Özel Harekat) su modello delle unità d’élite della polizia antiterroristica turca dispiegate nelle regioni del Kurdistan, adottando probabilmente le stesse tattiche.

Chiariamo un punto: prima di tutto, qualche anno fa il governo Macron ha privato i Lupi Grigi della libertà di associazione. Una iniziativa antidemocratica che però è stata accolta da applausi perché facente parte del securatismo coreografico di chi in Unione Europea vuole continuare a difendere le politiche migratorie spacciando la favola dell’integrazione. Per certi versi, il fatto che questi turchi e curdi di prima, seconda e centesima generazione non abbiano dimenticato le proprie radici rispetto a diventare degli sfigatissimi belgi, o francesi, o tedeschi, rende loro onore.

Questa Europa è uno stupro dell’anima e chiaramente chi viene qua trova come unico appiglio qualche ideologia del cazzo che nel suo Paese odierebbe e oltraggerebbe in ogni modo. Il fatto è che il vero Nastro di Möbius dell’immigrazionismo è che il luogo di “sbarco” degli stranieri potrebbe acquisire un’anima nella misura in cui cacciasse con la forza gli stranieri stessi.

Tuttavia, tale affermazione risulta tranchant in modo illusorio, perché a livello mainstream nessuno può permettersi di dire “fuori gli immigrati” senza associare a tale affermazione attestazioni di fedeltà a Israele e riducendo il problema dell’immigrazione all’Islam. Notizie del genere d’altro canto mettono in difficoltà certi paradigmi, perché si tratta di uno scontro tra “palandrane del cazzo” in cui quelli meno “islamici” sono probabilmente i nazionalisti turchi (che infatti nutrono un odio etnico e non religioso per i curdi).

Ma de che cazzo stamo a parla’, ma chi se ne sbatte poi obiettivamente. Fuori tutti dai coglioni punto e basta. Non se ne può più di questa tiritera sull’integrazione, le quote di stranieri in classe (e nei quartieri?) e le altre supercazzole che una destra impotente e complessata vorrebbe propinare ai propri elettori. Questo è il motivo principale per cui i secondogenerati si “iscrivono ai terroristi”. Offritegli una prospettiva migliore rimandandoli a calci in culo nel loro Paese.

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