Dial B for Bamboccioni

Sono un po’ stupito del fatto che i giornali non abbiano calcato troppo la mano sull’Emergenza Bamboccioni, della quale si parla da anni e che rispunta fuori a ondate regolari. Non avevo considerato che siamo in campagna elettorale e che pure quei sottosviluppati aggrappati alle gonnelle di mamma hanno ancora il diritto di voto. Meglio non inimicarseli troppo: del resto il Premier ha già promesso che, approvata la riforma costituzionale, i 500 milioni risparmiati (che non esistono, ma questo è un altro discorso) “andranno ai poveri”. Sono convinto che l’unico motivo per cui non abbia suggerito di finanziare con quel tesoretto immaginario un reddito di cittadinanza, è perché il tema rappresenta uno dei cavalli di battaglia dell’opposizione. Però potrebbe fare ancora in tempo a regalare qualcosa anche ai bamboccioni, visto che sono appena spuntati i 500 euro per i diciottenni.

In aggiunta alle esigenze della propaganda, è doveroso ricordare che, rispetto a quando l’indimenticabile Tommaso Padoa-Schioppa coniò la felice espressione, oggi sono emerse nuove complicazioni: per esempio, Londra ha smesso di essere la meta per i bamboccioni che non vogliono più essere tali (“Vai a lavare i piatti che impari l’inglese”), dato che l’Inghilterra ha abbandonato il Paradiso Terrestre con la Brexit; inoltre l’Italia ha iniziato a importare “bamboccioni” da tutto il mondo, dunque la composizione sociale sta evolvendo verso uno scenario in cui gli allogeni vivranno in albergo e gli indigeni in macchina (perciò almeno il problema dei bamboccioni italioti si estinguerà da sé e non è il caso di continuare a discuterne).

Credo tuttavia che parlare di certe cose sia particolarmente degradante, soprattutto per la propria anima, quindi voglio chiudere con un grande artista e intellettuale, Maurizio Battista, uno dei pochi che in un suo spettacolo dell’epoca (2008) si ribellò alla meschina etichetta ed ebbe addirittura il coraggio non solo di attaccare direttamente l’allora ministro dell’economia, ma persino di denunciare la frode eurista (in anticipo su tutti):

«Bamboccione è quello che sta a casa, che nun va in giro, che sta’ a fa’ a casa co’ tu’ madre e tu’ padre, forza, e vattene via, guadagni sette-ottocento euro ar mese, vai, vivite ’a tua vita… venerdì sera, poi sabato torni.
Perché devi anna’ via de casa? Io perché nun ce li ho mi’ madre e mi’ padre, ma io a casa ce stavo bene coi genitori, io stavo veramente in grazia de Dio. Perché poi tu te confonni che pensi che tu’ moje è come tu’ madre. So’ femmine, ma nun è ’a stessa persona, fratello…»

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