“Distruggete l’omosessualità – il fascismo sparirà” (parola di Gorkij)

Уничтожьте гомосексуализм – фашизм исчезнет [Unichtozhte gomoseksualizm – fashizm ischeznet] (Distruggete l’omosessualità – il fascismo sparirà);

Уничтожьте гомосексуалистов – фашизм исчезнет [Unichtozhte gomoseksualistov – fashizm ischeznet] (Distruggete gli omosessuali – il fascismo sparirà).

Questa “infelice” (secondo i canoni contemporanei) frase di Gorkij è nota in Italia per tramite del giornalista Gian Antonio Stella, che da dieci anni a questa parte la ripropone regolarmente sul “Corriere” per dimostrare l’omofobia millenaria dell’anima slava (ma non è un atteggiamento un po’… russofobo?).

Non è possibile risalire all’articolo originale, che dovrebbe essere comparso sul quotidiano Известия [Izvestija] (“Notizie”) il 23 maggio 1934. Tuttavia quello che sappiamo è che Gorkij, in quel pezzo, si limitava ad affermare che l’omosessualità nei Paesi socialisti andava repressa in maniera legale, non attraverso una carneficina o roba del genere. La frase finale dell’articolo, riportata nelle due versioni con una leggera variante di cui sopra, è in realtà un modo di dire che ironicamente Gorkij segnala come battuta diffusa nel Paese dei grandi filosofi, scienziati e musicisti (la Germania nazista).

La paternità del motto non è quindi da accreditare a un comunista russo, ma a qualche socialista europeo o tedesco dell’epoca. Le idee di Gorkij d’altronde non erano così primitive e brutali come si vorrebbe far credere: in Germania tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 si era sviluppata una prima forma di “omosessualismo militante” sia a livello culturale (il revival ellenico) che politico (Magnus Hirschfeld). Inoltre le pratiche delle SA erano probabilmente conosciute in tutta Europa (Longanesi coniò il motto “A Monaco di Baviera, mutande di lamiera”) e quando Gorkij scrisse l’articolo, gli uomini di Ernst Röhm non erano ancora stati liquidati.

In conclusione, la connessione tra omosessualità e fascismo non è più illogica del dogma odierno che impone di credere che, una volta eliminati gli “omofobi”, il fascismo scomparirà…

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