Đurđevdan, il giorno di San Giorgio

San Giorgio è santo che merita il titolo di “universale” non solo nella misura in cui è venerato dalle diverse confessioni cristiane, nonché islamiche, ma anche per essere assurto a simbolo di numerose culture, da archetipo del cavaliere a eroe nazionale, con una diffusione della sua iconica immagine di draghicida nei quattrio angoli della Terra, dalla Palestina all’India fino all’Etiopia.

Il culto di San Giorgio doveva particolarmente adattarsi al crocevia di religioni, etnie e culture che sono i Balcani: il Đurđevdan, il giorno di San Giorgio, è festa non solo per popoli cristiani come i serbi (che celebrano il loro patrono il 6 maggio, cioè il 23 aprile secondo il calendario giuliano), i croati (che, in quanto cattolici, si rifanno al calendario gregoriano), i romeni, i bulgari e altre comunità ortodosse profondamente legate alla figura del santo.

Anche nelle nazioni a maggioranza islamica, infatti, il giorno di San Giorgio è dovutamente osservato: sia in Bosnia che in Albania o addirittura in Kosovo (nella comunità dei gorani, slavi musulmani) si celebra Hıdırellez, la festa il cui nome nasce tra la fusione di Hızır (considerata una delle tante trascrizioni arabe del nome Giorgio) ed Elia (profeta che i musulmani identificano tradizionalmente proprio con San Giorgio).

La canzone popolare rom più nota al mondo, grazie all’adattamento di Goran Bregović, è Ederlezi, appunto dedicata al giorno di San Giorgio. Lo stesso Bregović ha poi realizzato, nel 1988, una versione in serbo-croato del pezzo con la sua band Bijelo Dugme, che vi propongo qui di seguito con traslitterazione e traduzione.

Прољеће на моје раме слијеће
[Proljeće na moje rame slijeće]
La primavera scende sulle mie spalle

Ђурђевак зелени
[Đurđevak zeleni]
Il mughetto rinverdisce

Ђурђевак зелени
[Đurđevak zeleni]
Il mughetto rinverdisce

Свима осим мени
[Svima osim meni]
Per tutti tranne che per me

Друмови одоше а ја оста
[Drumovi odoše a ja osta]
Le strade sono finite e io sono rimasto indietro

Нема звијезде Данице
[Nema zvijezde Danitse]
Non c’è più la stella del mattino [Danica]
(Nella mitologia slava Danica è una personificazione di Venere)

Нема звијезде Данице
[Nema zvijezde Danitse]
Non c’è più la stella del mattino

Mоје сапутнице
[Moje saputnitse]
Mia compagna di viaggio

Еј коме сада моја драга
[Ej kome sada moja draga]
Ehi, per chi adesso la mia adorata

На ђурђевак мирише
[Na đurđevak miriše]
Profuma di mughetto

На ђурђевак мирише
[Na đurđevak miriše]
Profuma di mughetto

Mени никад више
[Meni nikad više]
Mai più per me

Ево зоре ево зоре
[Evo zore evo zore]
Ecco l’alba, ecco l’alba

Богу да се помолим
[Bogu da se pomolim]
Per poter pregare Dio

Ево зоре, ево зоре
[Evo zore evo zore]
Ecco l’alba, ecco l’alba

Eј Ђурђевдан је
[Ej Đurđevdan je]
Ehi, è il giorno di San Giorgio

A ја нисам с оном коју волим]
[A ja nisam s onom koju volim]
E io non sono con colei che amo

Њено име нека се спомиње
[Njeno ime neka se spominje]
Venga pronunciato il suo nome

Cваког другог дана
[Svakog drugog dana]
Qualsiasi altro giorno

Cваког другог дана
[Svakog drugog dana]
Qualsiasi altro giorno

Oсим Ђурђевдана
[Osim Đurđevdana]
ma non il giorno di San Giorgio

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