Doppio funerale per giovane trans australiano suicida: i genitori non concordano sul suo sesso

In Australia i genitori di un quindicenne transgender suicidatosi agli inizi di marzo hanno deciso di celebrare due funerali e dividere i suoi resti per non aver trovato un accordo sul nome che sarebbe dovuto apparire sulla sua lapide.

Sua madre ha dichiarato alla stampa che il figlio non avrebbe sopportato di venire ricordato col proprio nome di nascita: “Suo padre voleva il nome di nascita di nostro figlio sulla lapide, mentre io desideravo di avere il nome di nascita tra parentesi dopo il nome che aveva scelto”.

A suo parere il vero nome era sempre stato motivo di ansia per il figlio, preoccupato persino che venisse usato per le credenziali di accesso della sua scuola e per l’account e-mail.

Le leggi vigenti nell’Australia occidentale vietano ai minori di cambiare legalmente il loro nome senza l’approvazione di entrambi i genitori. Il dissenso di uno dei due in tal caso ha dunque richiesto l’intervento del tribunale della famiglia.

Dopo lunghe discussioni, i genitori hanno deciso di dividere le ceneri dell’adolescente e di porre due targhe commemorative, sia col suo nome di nascita che col nome che si era scelto.

Tuttavia, poiché il ragazzo non è stato in grado di cambiare legalmente il suo nome senza il consenso di suo padre, il suo nome di nascita verrà utilizzato per il certificato di morte ufficiale. La madre ha affermato di essere disposta a combattere e portare la lotta ai livelli più alti.

Secondo la stampa nazionale, il ragazzo soffriva anche di disturbo borderline di personalità, di cui sua madre sostiene di non essere state a conoscenza prima della sua morte: “Avrebbe dovuto essere più seguito da chi di competenza”.

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