Erdoğan le spara ancora grosse!

Prima di partire per il suo viaggio in Italia, pare che Sua Eccellenza Recep Tayyip Erdoğan abbia dichiarato che l’aggressione di Macerata (nella quale un estremista di destra ha ferito cinque immigrati africani) rappresenti un “attacco all’islam”. In realtà la frase pronunciata è diversa da quella riportata dai giornali italiani: persino l’Ansa fa dire al Gran Turco più di quanto abbia affermato alla sua conferenza all’aeroporto Atatürk:

«L’attacco di ieri in Italia a Macerata, che ha preso di mira degli stranieri, mostra quanto grande sia diventata la minaccia della xenofobia. Non c’è differenza tra gli attacchi di un’organizzazione terroristica e attacchi razzisti di questo genere. In questa situazione si deve prendere una posizione decisa».

Sinceramente non sono riuscito a trovare alcun riscontro di queste parole nella stampa turca. L’unica dichiarazione che le somiglia è un passaggio nel quale Erdoğan, ricordando gli argomenti di cui discuterà col Papa (Gerusalemme in primis), ha espresso, a proposito dei rifugiati, tali considerazioni:

«Non c’è alcuna differenza tra le azioni delle organizzazioni terroristiche e questo tipo di attacchi. La Turchia è accogliente verso tutti quelli che sono perseguitati. Chiunque può praticare la propria religione senza alcun ostacolo. Ci impegneremo a difendere questa libertà».

La parola “Macerata” di certo non è mai stata profferita: non solo perché non saprebbe nemmeno pronunciarla correttamente (dovrebbe esser scritta Maçerata), ma soprattutto perché nei giorni scorsi  l’unica “cronaca italiana” giunta sulla stampa turca è stata quasi esclusivamente quella sportiva, grazie al primo gol di Cengiz Ünder in Serie A con la Roma. È quindi probabile che se il Presidente avesse fatto un riferimento specifico al fatto, forse nemmeno i suoi connazionali lo avrebbero colto.

Può anche darsi che mi sia sfuggito qualcosa, ma a mio parere si tratta di una piccola bufala. Se non altro, è una delle più verosimili rispetto a tutte quelle che finora sono state sparate, perché è ormai dalla crisi diplomatica con l’Olanda che Erdoğan e il suo entourage utilizzano questo tipo di retorica contro le nazioni europee. Il motivo è ovvio: da parte loro hanno tutto l’interesse a mostrare alla propria opinione pubblica che Bruxelles ha chiuso il processo di integrazione con Ankara perché nell’Unione è in atto una guerra civile di bassa intensità (in Almanya, Fransa, Hollanda… e adesso pure in İtalya!).

Perciò, ripeto, la frase, per quanto appaia verosimile, non è vera. Forse sarebbe stato più interessante da parte della stampa italiana soffermarsi sulla dichiarazione più importante del “Sultano” riguardante l’“operazione di pace” attualmente in corso in Sira: Erdoğan ha infatti bellamente affermato di aver “neutralizzato” quasi mille terroristi ad Afrin. Si può essere favorevoli o meno a quanto sta accadendo sul confine turco-siriano, ma il fatto che il Presidente turco possa ora affermare con entusiasmo di aver fatto polpette dei curdi e non destare più alcun scalpore nella nostra stampa dimostra che, in fondo, tutta quella simpatia non era che una moda (nel migliore dei casi) o l’ennesimo “suggerimento dall’alto” dettato da chissà chi e perché.

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