L’estate è il periodo giusto per innamorarsi!

Ci stiamo preparando mentalmente all’ennesima estate di apocalisse e inceldom: per vent’anni siamo campati solo di pavesismo perché in fondo dall’adolescenza non è cambiato quasi nulla, al di là di un’oscena propensione all’alcol. E proprio quest’ultima sta cominciando a dar problemi: ormai pare impossibile sopravvivere a un’altra estate senza bere come se non ci fosse domani. È una ammissione disonorevole, ma dobbiamo essere onesti fino in fondo: adesso ci sono rimaste pochissime cose in grado di offrirci il famigerato Consolamentum, o quello che gli anglosassoni definiscono cope.

Dopo i trenta il “tempo libero” ha cominciato a pesare: le giornate si sono immediatamente riempite di ore vuote e gli scaltri espedienti giovanili che davano un senso all’esistenza (musica, sport, videogiochi) hanno perso ogni attrattiva. Le domeniche specialmente sono diventate una vera tortura, con gli alibi dei Grandi Traguardi da Raggiungere e gli elaboratissimi hobby da coltivare per nascondere la disdicevole invidia per gli amici ammogliati (senza nulla togliere a quelli scapoli, ma col passare degli anni alcuni sodalizi rischiano di trasformarsi in un mediocre remake dei Vitelloni).

Nemmeno lo studio matto e disperatissimo, nel quale a un certo punto della mia vita mi sono rifugiato quasi fosse un bunker dell’anima, più mi soddisfa: piuttosto che apprendere cose nuove, preferirei consolidare quei tre/quattro pregiudizi che mi ostino a chiamare idee. Inoltre proprio in questi giorni mi è tornato un ticchio che non esperivo da lustri: la concezione della “cultura” quale perdita di tempo. L’ultima volta era successo a una conferenza sulla letteratura, circa dieci anni fa: ricordo ancora che mentre il relatore stava discutendo dell’interpretazione spitzeriana di Proust (lol), sentì una voce interiore domandarmi letteralmente “Che cosa ci fai qui?”. Ricacciai indietro la voglia di andarmene all’istante (solo per educazione), ma quando finalmente tornai a casa feci l’unica cosa che dalla mia prospettiva dell’epoca assomigliava all’agire: rilessi Fame di Knut Hamsun tutto d’un fiato (ancora lol).

Insomma reggeva ancora il “gioco” dell’arte come redenzione: ora che quella voce è tornata, l’unica reazione è stata di andare a comprare due birre al discount e un pacchetto di sigarette senza filtro (perché inconsciamente penso che facciano morire prima). Ah no, tornato a casa ho anche riletto qualche canto fascistissimo di Pound: non perché ci creda o voglia farmi arrestare, ma per quel fenomeno di “stabilizzazione” mentale a cui accennavo, che forse è semplice anchilosi spirituale, una riduzione ai minimi termini dei propri punti di riferimento, anche intellettuali.

Questa digressione solo per dire che sarà un’estate difficile senza il diversivo di almeno una decina di ore di lettura giornaliera: una volta riuscivo a schivarla così, da vero eroe del nulla, assieme a Giacomo Leopardi, Carlo Michelstaedter e ovviamente Cesare Pavese (liberi di toccarvi i coglioni, no prob). Era tutt’altro che un passatempo salutare, sia chiaro, ma almeno consentiva ad ognuno di avere un posto nell’universo: io chiuso in casa, gli altri a divertirsi e a scopare. Sarà un’estate spietata. Amen.

PS: A scanso di equivoci, non intendo con ciò insinuare che se fossi “uscito” mi sarei divertito anch’io, perché è proprio questo il problema. Ho sperimentato in maniera troppo profonda la mancanza di interesse delle donne nei miei confronti, mi sono sorbito troppe vacanzine da bluepillato che hanno lasciato solo lo strascico di decine di foto imbarazzanti (almeno una delle quali mi ha fatto diventare uno zimbello dell’internet) per illudermi ancora che basterebbe una passeggiata notturna in qualche barrio o sulla riviera romagnola per avere una chance.

2 commenti su “L’estate è il periodo giusto per innamorarsi!

  1. Ho da contestarti sonoramente l’affermazione “io chiuso in casa, gli altri a divertirsi a scopare”. Ma prima permettimi una lunga introduzione.

    Ero convinto anch’io di tale neo-dogma, salvo poi scoprire non solo che il quarto d’ora di scopata giornaliera non basta ad attutire il contraccolpo dei casini delle rimanenti 23 ore e 45 minuti (a cominciare da quelli imbastiti dalla propria donna in base a ridicoli e imprevedibili capriccetti), ma va rapidamente degradando come qualità e quantità (tutti, prima o poi, giungono inevitabilmente ad aver qualcosa di serio raccontabile su r/deadbedrooms). O è così, oppure tutti i miei amici e colleghi sono esauriti e invincibilmente bugiardi. (Lo stesso dicasi per il “divertirsi” in senso lato, visto che le vacanze migliori sono quelle che ti riposano e ti ritemprano, non quelle che la detentrice di utero ti impone per pubblicare fotine sui social).

    Una tizia che sembrava che “ci stesse” (e che poi puntualissima e prevedibilissima s’è fatta scopare e scaricare da un Chad di passaggio), decise un giorno che per farmi un dispettino doveva fidanzarsi con un coglione nullafacente e squattrinato, uso a spendere i pochi centesimi a sua disposizione in sigarette, caffè corretti e spinelli. È un soggetto su cui ho tanti aneddoti che potrei scrivere un libro che consolerebbe parecchi incelloni, cominciando da quando comprò le sigarette coi soldi che servivano per la ricarica urgente al telefonino, vedendosi perciò disattivare la SIM, e infine vendendosi lo stesso telefonino pur di comprare altre sigarette, finché la fidanzatina non gli compra “per il compleanno” un nuovo telefonino squinternato e una nuova SIM (lei, che a stento ha i soldi per la pizza mensile, ha dovuto metter mano al borsellino perché il gigantesco testicolo dotato di gambe e petto villoso s’è venduto per emergenza sigarette il telefonino).

    Così, dopo avermi ufficialmente friendzonato ed aver passato i primi giorni di “fidanzamento” a trombare alla grande con questo soggetto alla deriva, lei prende finalmente coscienza che il bellimbusto non ha mai i soldi per portarla a mangiare una pizza o un gelato. Mai. Se si esce si va solo al parco, che è gratis. Si lamenta con me che il soggetto vuol solo scopare, fumare, e bere al bar un caffè corretto. Che non ha voglia di cercarsi un lavoro, che non ha neppure il diploma, che non può nemmeno chiedere il reddito di cittadinanza perché qui si trovano solo lavori in nero (come lavapiatti e -forse- come camerieri). Che lui, over 35, dipende ancora da mammà per quei pochi spiccioli con cui procurarsi sigarette e caffè e erba. E che ha perso tutti gli amici per… debitucci mai pagati. E che infine il sesso non è più così magico e addirittura lui fa frequentemente cilecca. Quando mi ha detto che talvolta non gli si alza m’è sfuggita una di quelle risate sovracompresse, a bocca chiusa, nella regione nasale, simile al russare improvviso. Lei si è un po’ risentita *ma non aveva autorizzato sé stessa a farmelo notare* perché il suo urgentissimo scopo era di trovare la combinazione di parole giusta per mangiare una pizza a mie spese. Le formule magiche, però, non le funzionano più. È in astinenza da pizza e gelati (pagarli di tasca sua una volta al mese è già un imperdonabile affronto alla sua dignità di detentrice di tube di Falloppio). Il sottoscritto, variamente etichettato “tirchio”, “spilorcio”, “avaro”, “taccagno”, viene puntualmente perdonato a condizione che metta finalmente mano al portafoglio… e puntuale le arriva in risposta l’emoji sorridentissima condita con “ma dopotutto è compito del tuo fidanzato”.

    Poverina! Ormai di pizze e gelati gratis le resta solo un lontano e bruciante ricordo. Bastava che facesse gli occhioni da gatto affamato e mi chiedesse “che facciamo sabato sera?”, e il povero pirla del sottoscritto, illuso di star costruendo a poco a poco una relazione, le pagava la pizza senza nemmeno osar pretendere il “dopocena” come pagamento. Ora invece le tocca costruirsi tutto un elaborato discorsone (invariabilmente riassumibile in “portami a cena”) perché a suo tempo non aveva previsto che fidanzarsi con un semi-Chad sprovvisto di steady income era tecnicamente un suicidio. Ma le donne sono fatte così, non sono capaci di pianificare veramente a lungo termine. Non è stata capace di prevedere che neanche pochi mesi dopo si sarebbe sentita rispondere così spesso “ma questo ora è compito del tuo fidanzato”.

    Magre ma consolanti soddisfazioni. In un’epoca dove gli isterici moderatori italioti di reddit ti bannano a vita per aver insinuato che nella facoltà di informatica le poche ragazze sono almeno in parte brutte e grasse, il far capire alla pulzella che se pianta lui per riacchiappare me le andrà irrimediabilmente buca, è meglio di una buona birra con rutto libero mentre si assiste ad una gran bella partita. Una che va dicendo ai friendzonati che il divertimento sessuale col fidanzatino le è già scaduto in monotonia e che per di più lui fa spesso cilecca, dev’essere proprio sull’orlo di una crisi di nervi, e immagino il fumo grigio-nero che le fuoriesce da naso e orecchie quando inserisco sulla bacheca Facebook la foto di un paio di pizze. Qualche giorno fa ne ho postata una del 2014 dove avevo portato proprio *lei* (si vedono solo le pizze sul tavolo), lei ha riconosciuto la sua pizzeria preferita e si è infuriata presumendo che il “tirchio spilorcio” io stesse mangiando con un’altra ragazza… Il chiavettiere Pavese odiava (giustamente) a morte il puzzo di “seme altrui” su una donna. E aveva particolarmente ragione. Un vero incel non legge “Il mestiere di vivere” di Pavese: potrebbe scoprire cose che lo tramuterebbero in volcel e quindi in MGTOW. È notevole che Pavese abbia fornito con enorme anticipo strumenti per disprezzare profondamente il troiaio attuale e i ridicoli bizantinismi del mating ritual contemporaneo.

    Ma sì, chissenefrega. Ora, nei confronti della Non Più Vergine Cenerentola, sono io a provare un disgusto e un distacco. Non me ne importa niente di restare single, se il prezzo è far entrare nella mia vita una valanga di rogne con allegata una vagina magari addirittura di seconda mano. Del resto il cringe (reale) degli amici che sono tuttora felicemente (si fa per dire) fidanzati/ammogliati mi è argomento sufficiente per non aver alcuna fretta di quagliare (e soprattutto per non aver alcun motivo di abbassare i miei standard). Perfino i due che si son sposati con fior di gnocche, in pochissimi anni di matrimonio han dovuto scendere a furiosi compromessi riguardo a casa, lavoro, figli, vacanze, sesso (perbacco!), e uno di loro ha rischiato di subir divorzio dalla cattolicona ciellina (non più gnocca come un paio di anni prima) perché lui dedicava al lavoro il tempo che il lavoro gli richiede per garantire il ricco stipendio. E si è salvato in corner solo perché nel paesino già girava voce che lei lo aveva sposato solo per soldi e che avrebbe divorziato presto.

    p.s.: ti invidio per quanto impegno ci hai messo a studiare lingue (non sono stato capace di impegnarmi a studiarne *una* nemmeno avendo avuto a disposizione un lungo periodo di tempo libero), ma a differenza di te non ho cercato di darmi un hobby, al contrario, i miei hobby reclamano tempo e spazio che non ho. Il volersi dar da fare per distrarsi, ottiene l’effetto contrario.

  2. Grazie per il commento, l’ho pubblicato in forma di post perché meritava. Quale lingua ti piacerebbe imparare?

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