Fahrenheit 2019: giornalisti a caccia di notizie… per “bruciarle”

How Journalists Became Fahrenheit 451–Style ‘Firemen’
(American Thinker, 14 novembre 2019; tr. it. Gog&Magog)

Non molto tempo fa, giornalisti ambiziosi erano orgogliosi di raccogliere notizie e i loro editori di pubblicarle. Circa 50 anni fa, tuttavia, i progressisti hanno iniziato a prendere il controllo delle università e delle scuole di giornalismo, e le redazioni si sono spostate un po’ di più a sinistra a ogni nuova classe di laurea. Entro il 2016, anche le grandi redazioni sono diventate più simili a delle caserme, in cui la preoccupazione dominante non è come trovare notizie, ma come “gestirle” nel modo più vantaggioso. Nel febbraio 2017, Mika Brzezinski della MSNBC lo ha inconsapevolente ammesso, parlando di Trump [un po’ come la nostra Giovanna Botteri]: “Potrebbe avere danneggiato la comunicazione a tal punto da poter controllare esattamente ciò che la gente pensa. E questo è il nostro lavoro!”. E aveva ragione: purtroppo, questo è il loro lavoro.

Secondo quanto svelato da Amy Robach (una giornalista dell’ABC News) il 2016 è stato l’anno in cui la sua rete televisiva ha soppresso il reportage previsto su Epstein. Parlando di una giovane vittima del finanziere, Robach ha recentemente dichiarato: “Mi ha detto tutto. Aveva delle foto. Aveva tutto. Era incredibile quello che avevamo in mano. Avevamo Clinton, avevamo tutto”. La parola magica qui, naturalmente, è “Clinton”. I “pompieri” della tv hanno dovuto cancellare la parola per evitare che il loro pubblico la vedesse o la udisse durante le elezioni, e sono riusciti a farlo, fino a quando Robach non l’ha involontariamente rivelato. Questo ormai è l’unico modo in cui una verità possa uscire oggi da una redazione.

Come sicuramente anticipato dall’ABC, i loro compagni-vigili del fuoco si sono precipitati sulla scena per assicurarsi che l’informazione non si diffondesse. Come al solito, di fronte a un video diffuso da Project Veritas, i vigili del fuoco hanno screditato a prescindere l’autore, O’Keefe. Se egli non avesse avuto il video con le dichiarazioni della giornalista in mano, senza esitazione lo avrebbero accusato di essersi inventato tutto, avrebbero citato i suoi (falsi) precedenti penali e, se necessario, lo avrebbero chiamato razzista. Ma questa volta sia ABC che la Robach non hanno potuto che ammettere la autenticità del video.

Spogliato della sua migliore arma collettiva a disposizione, il cartello dei media ha fatto ricorso alla calcolata negligenza. Le tv, il New York Times, la CNN e altri hanno deciso coralmente che la storia non era abbastanza interessante da meritare un solo minuto di trasmissione o una riga di stampa. Il tentativo di insabbiamento stavolta si è rivelato inutile. Questi vigili del fuoco della verità si sono trovati di fronte a una sfida che Montag, il capo pompiere di Fahrenheit 451, non ha mai dovuto affrontare: i social media. A otto ore dalla pubblicazione del video, più di tre milioni di persone lo avevano visto.

Ogni sforzo dei grandi media per controllare la diffusione di queste informazioni è sembrato sempre più patetico, ma questo non ha impedito loro di provarci. Se dovessimo assegnare una medaglia al valore a chi fra i pompieri si è esposto ben oltre il dovere professionale, tale onore dovrebbe senz’altro andare ai dirigenti di CBS news. Su istigazione di ABC, la CBS ha prontamente licenziato il giovane produttore Ashley Bianco, assunto da soli quattro giorni. ABC ha accusato Bianco di aver fatto trapelare il video prima che lasciasse il suo impiego presso di essa. Il che è apparso ancora più ingiusto e mostruoso alla luce del fatto che…non era nemmeno stato lui.

Infatti, l’ex conduttrice di Fox News, Megyn Kelly, ora giornalista indipendente, ha potuto intervistare Bianco, e gli ha chiesto se fosse stato in contatto con O’Keefe. Lui ha risposto: “Non sapevo nemmeno chi fosse fino a questa settimana”. E lo stesso O’Keefe ha confermato che non è stato Blanco la sua fonte.

Nella concitazione del momento, non si è colto un dettaglio eloquente e inconsapevolmente rivelato da Blanco: un giornalista mainstream affermato, in uno dei maggiori network del paese, non aveva idea di chi fosse O’Keefe. O’Keefe ha fatto notizia almeno dal 2009, quando i reportage suoi e della compagna, Hannah Giles, hanno portato alla chiusura della rete di organizzazioni non governative ACORN, alla luce di una serie di malversazioni. Che un produttore televisivo abbia potuto lavorare senza aver mai sentito parlare di O’Keefe testimonia il grande lavoro che i pompieri fanno nel sopprimere informazioni utili: a quanto non solo al grande pubblico, perché ora pure i loro stessi produttori non ne sanno nulla.

Nella concitazione del momento, non si è notato che anche la giornalista Kelly ha omesso di mostrare la sezione del filmato dell’ABC in cui Robach cita i Clinton. Il rapporto di Epstein con Bill Clinton è stato sicuramente il motivo per cui la ABC ha fatto sparire il servizio su Epstein. Non lavorando per alcuna rete, Kelly non ha scuse per questo tipo di autocensura.

Alla fine della settimana, la CNN ha trasmesso “Fonti Affidabili” di Brian Stelter, un programma che “esamina il mondo dei media, raccontando la storia dietro la storia” e che presumibilmente rivela “come la notizia viene fatta”. Se mai una storia avesse meritato l’attenzione di Stelter, questa era la vicenda di Robach. Stetler, il capo dei “pompieri” della CNN, ha scelto di non menzionarla. Nessuno ne è stato sorpreso…

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