Fire and Fury (il prequel)

A proposito del “bestseller immediato” Fire and Fury di Michael Wolff, del quale si è parlato soprattutto per le illazioni sulle condizioni mentali di Trump (che da un lato hanno offerto alla grande stampa la possibilità di speculare sulla salute del Presidente dopo aver per mesi lanciato anatemi contro chi si fosse permesso di fare lo stesso nei riguardi della Clinton, e dall’altra hanno reintrodotto nel discorso politico l’idea che la malattia mentale sia uno stigma, cancellando decenni di battaglie progressiste sintetizzate nel capolavoro Qualcuno volò sul nido del cuculo), la notizia veramente interessante è che centinaia di “lettori confusi”, come riporta il “NY Post”, hanno ordinato il libro sbagliato, Fire and Fury: The Allied Bombing of Germany, 1942-1945, opera dello storico canadese Randall Hanson, facendolo balzare in testa a diverse classifiche di Amazon.

Il volume, dato alle stampe nel 2009, paragona velatamente i bombardamenti notturni degli inglesi sugli obiettivi tedeschi a dei veri e propri crimini di guerra, per la loro soprattutto per la loro inutilità dal punto di vista strategico. Il professore ha dichiarato al “Guardian” di non credere che le persone fossero così stupide da confondere i due libri, ma dopo aver ricevuto lamentele su Twitter da parte di persone che lo accusavano di averli ingannati col suo titolo, si è dovuto ricredere e ha rilasciato al “NY Times” un’intervista più approfondita, nella quale spiega anche il significato del titolo (più interessante di quello di Wolf, che si riferisce a una frase di Trump sulla Corea del Nord):

«Ho impiegato del tempo per scegliere il titolo giusto. Il “fuoco” sono le bombe incendiare usate dalla Royal Air Force. La “furia” è quella del maresciallo dell’aeronautica Arthur Harris, comandante in capo del Comando Bombardieri britannico. Conosciuto come “Bomber”, l’ammiraglio Harris era ossessionato dall’idea di bombardare a tappetto le città tedesche»

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