Foemina foeminae lupior. Donne che lavorano con donne

Su Youtube fioccano video di donne che parlano delle loro disastrose esperienze lavorative per celebri catene di cosmetica, intimo e profumeria; mi limito a proporne solo uno di seguito, evitando di approfittare della pazienza dei lettori maschi (ai quali peraltro chiedo di affrontarli con la giusta disposizione di spirito, perché siamo nell’ambito del “Non sai cosa mi è successo oggi”).

Donne. Il grande afro-americano Chris Rock ironizzava anni addietro sulla loro capacità di trasformare qualsiasi conflitto sul luogo di lavoro in una guerra civile senza quartiere:

«Ogni donna lavora con un’altra donna che non sopporta e tutte le donne esagerano qualsiasi cosa, trasformandola in roba tipo Dynasty: “Quella lì sta cercando di distruggermi!”. Ma di che cavolo parli? Fai l’imbustarice al supermercato! Cosa può farti, stracciarti le buste?»

Tuttavia, a parte gli scherzi, trovo che le testimonianze non siano da prendere alla leggera sotto qualsiasi punto di vista, anche se lascio ad altri trarne le opportune conseguenze sociali o politiche: per quel che mi riguarda vorrei concentrarmi sulle difficoltà che una donna deve affrontare nel momento in cui è costretta a inserirsi in un contesto lavorativo costituito quasi esclusivamente da altre donne.

I toni ancora eccitati di queste youtuber (che si occupano tutte di make-up) nel ricordare le loro esperienze (a tratti volano giudizi pesanti: “Quella è una p…”, “La responsabile aveva il diavolo in corpo”) lasciano intendere l’inferno di ripicche, torti e angherie in cui si sono trovate a operare. Per esempio, una di esse a un certo punto si chiede:

«Non capisco perché [certe responsabili] non riescano a creare un ambiente di lavoro sereno e felice per tutti quanti invece di creare un ambiente di terrore, di ansia, di schifo?»

Senza generalizzare, temo che la risposta abbia molto a che fare con il sesso delle colleghe: come sosteneva un antico motto medievale, Homo homini lupus, foemina foeminae lupior (“L’uomo è un lupo con l’uomo, la donna è ancora più lupo con la donna”). Può darsi pure che la psicologia femminile sia più suscettibile al conflitto rispetto a quella maschile, oppure semplicemente refrattaria ad accettare lezioni da un “puttanone”, una “indemoniata”, una “stronzissima” (ad onta della tanto sbandierata solidarietà femminile).

Evitiamo però di approfondire ulteriormente, soprattutto per schivare l’inevitabile accusa di maschilismo. Concludiamo solo osservando come l’idea che le donne possano creare un ambiente di lavoro collaborativo e solidale sia talmente risibile da aver ispirato decenni di comicità americana (del resto una delle prime società ad aver affrontato la questione dell’occupazione femminile): ricordiamo, tanto per citare, uno sketch del Saturday Night Live che inscena un’impossibile soap opera femminile (Supportive Women) nella quale le protagoniste cooperano tra di loro invece di avvelenarsi a vicenda.

3 commenti su “Foemina foeminae lupior. Donne che lavorano con donne

  1. Porca vacca, ma i primi tre video sono tre OMELIE da venti minuti ciascuna!
    …e io che ero quasi pronto a sorbirmi un minutino di femminili intemperie…

  2. Tutto questo è ovvio per chi lavora da un po di tempo in ambienti misti.
    Rancori che durano anni per una battutina, gelosie assurde perché a quella i colleghi maschi offrono il caffè e a me no, oppure perché il capo ha avuto un gesto di approvazione per quella là, oppure perché quell’altra zoccola ha sempre le chiappe in mostra e tutte la guardano…..
    Per finire, la testimonianza di mia moglie. In vent’anni di lavoro i problemi maggiori li ha avuti con le colleghe….

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