Gli incel hanno sempre ragione

Per la seconda volta in meno di un anno, il subreddit degli incel (“celibi involontari”) r/Braincels sta per essere censurato. Il messaggio con cui il sito ha voluto mettere la comunità in “quarantena” è al contempo offensivo e ridicolo, perché non si limita a comunicare i pretesti («contenuti scioccanti o altamente offensivi»), ma invita i frequentatori a rivolgersi al Centro per lo studio degli uomini e della mascolinità della Stony Brook University allo scopo di “rieducarsi” alla mascolinità positiva.

Solitamente queste cose non si fanno: la censura, per non essere identificata come tale, dovrebbe mantenersi anonima e impersonale. Tuttavia in tal caso il limite della decenza viene superata dal fatto che il patrocinatore della “mascolinità positiva”, il sociologo Michael Kimmel, sia stato accusato di molestie sessuali da alcune studentesse e cacciato da un’importante associazione per la parità di genere di cui faceva parte (ovviamente prima che le accuse venissero provate: enjoy the irony).

Questo tragicomico siparietto conferma dunque la veridicità di molte vignette dedicati ai cosiddetti “femministi”:

Le battute sulla board a proposito di questa “mascolinità positiva” al momento si sprecano:

Grazie reddit! Nelle ultime 5 ore ho praticato la “mascolinità positiva” e posso già sentire l’enorme differenza
Un mio amico prima e dopo essersi informato sulla “mascolinità positiva”
Un incel dopo una settimana di “mascolinità positiva”
La sorveglianza sulla “mascolinità positiva” è dappertutto

Tuttavia c’è anche spazio per riflessioni più serie sull’essenza di questa “mascolinità positiva”: nonostante la consultazione del forum sia ora limitata, si possono ancora visualizzare post in cui la questione della “rieducazione maschile” è affrontata in modo esemplare (si veda qui – almeno finché r/Braincels non verrà cancellato definitivamente, cosa che prima o poi è scontato avverrà).

Per fare il punto sullo “stato dell’arte”, uno studio pubblicato sul “Personality and Social Psychology Bulletin” ha rivelato che alle donne i “bravi ragazzi” fanno letteralmente ribrezzo, in quanto percepiti come vulnerabili e poco dominanti; in genere, infatti, come si apprende da un altro studio di un’università canadese, i “bulli” hanno una vita sessuale infinitamente più appagante degli uomini che praticano la “mascolinità positiva”:

«Da una prospettiva evolutiva, la posizione dominante di un uomo può renderlo più attraente per i potenziali partner sessuali, oltre che dissuadere i potenziali rivali».

Questo studio, appena pubblicato anche nella rivista “Evolutionary Psychological Science” (Do Bullies Have More Sex? The Role of Personality), conferma che

«il bullismo può rappresentare un comportamento efficace per aumentare il numero di partner per l’accoppiamento. […] Gli individui con tratti di personalità antisociale sarebbero i più propensi a praticare atti di bullismo, che a loro volta aumenterebbero le loro opportunità dal punto di vista sessuale».

Ci sono altre ricerche che riducono il problema del bullismo a pura genetica, tuttavia sembra che in realtà tale atteggiamento sia indotto proprio dalla popolarità sperimentata dai maschi violenti e dominanti. Gli psicologi hanno sintetizzato i tratti comportamentali che garantiscono un’altissima percentuale di partner in tre punti: narcisismo, machiavellismo, e psicopatia (definiti appunto con la formula triade oscura).

Una ricerca dell’Hartpury College (Inghilterra), dal titolo ironico (Dovevo aspettarmelo), dimostra come sia esperienza comune di molte donne di non poter fare a meno di accoppiarsi ripetutamente con maschi dalla personalità narcisistica (che risulta attraente di per sé, indipendentemente dagli effetti negativi che ha sulla relazione). Inoltre sussiste naturalmente anche la questione dell’aspetto: come conferma un articolo di “Gender Issues” (You’re OK Until You Misbehave),

«L’attrazione fisica è riconosciuta quale elemento indispensabile per determinare le impressioni riguardo gli altri individui. Il possesso di una caratteristica positiva, come l’attrattiva, si traduce in un pregiudizio cognitivo positivo nei confronti dell’individuo. Allo stesso modo, il possesso di una caratteristica negativa, conduce all’effetto opposto. Oltre alla mancanza di attrattiva, la violazione delle norme sociali è stata riconosciuta come uno spunto per questo pregiudizio negativo. L’esperimento ha cercato di provare come l’attrattiva facciale maschile interagisca con la violazione della norma, alterando la percezione femminile nei confronti dei maschi. Due facce maschili (una attraente e l’altra no) aventi caratteristiche simili sono state abbinate a due scenari di violazione della norma (maggiore e minore) e valutate in base alle caratteristiche della personalità percepita. Ci si aspettava che l’halo effect (conosciuto anche come devil effect) avrebbe agito in base all’attrattiva del volto maschile. […] All’esperimento hanno partecipato 170 studentesse universitarie. […] I risultati mostrano che un doppio “effetto diabolico” si è verificato in corrispondenza con la maggiore violazione delle regole da parte dell’individuo non attraente […]».

Infine, ricordiamo il caso estremo (probabilmente più noto) rappresentato dagli eserciti di donne che perdono la testa per i serial killer: un articolo che sviluppa in modo esaustivo il tema è pubblicato in “Psychology Today“, che al di là delle spiegazioni più semplici (trasformare l’assassino in un uomo nuovo, “guarirlo” dal suo odio oppure, meramente, uscire dall’anonimato condividendo i riflettori con un killer, confermando un comune narcisismo tra i due “amanti”), affronta l’argomento spinoso del fascino che la “mascolinità tossica” suscita in troppe donne:

«A livello conscio, molte donne vorrebbero che i loro uomini fossero gentili, empatici, comprensivi e rispettosi. Ma c’è qualcosa nel loro “impianto” che le rende molto sensibili ai “ragazzacci”. Forse perché, come afferma l’autrice di romanzi rosa Angela Knight: “La nostra donna delle caverne interiore sa che l’uomo-zerbino può diventare da un momento all’altro il pasto di una tigre”»

Nel fortunato volume A Billion Wicked Thoughts (2011), Ogas e Gaddam osservano che

«uccidere le persone è un modo efficace per suscitare l’attenzione di molte donne: praticamente tutti i serial killer, compresi Ted Bundy, Charles Manson e David Berkowitz, hanno ricevuto lettere d’amore da un gran numero di ammiratrici».

Ancora “Psychology Today”, in un altro articolo a commento di uno studio dell’Università di Durham condotto su 128 studentesse universitarie, nota che tale fenomeno è molto più diffuso di quel che si pensa, poiché in molti casi si esplica semplicemente nell’attrazione per i bad boys. Anche qui la conclusione è sempre la stessa: «Gli uomini caratterizzati dalla “triade scura” dal punto di vista sessuale riscuotono più successo rispetto agli altri». Per citare qualche passaggio:

«[Gli autori dello studio] danno due possibili spiegazioni ai risultati: in primo luogo, potrebbe essere al lavoro la selezione sessuale. Il che significa che le donne risponderebbero a segnali di “qualità maschile” quando si tratta di riproduzione. E per quanto concerne invece l’accoppiamento a breve termine, le donne possono essere attratte da “cattivi ragazzi”, che dimostrano confidenza, testardaggine e una tendenza ad assumersi dei rischi. In secondo luogo, bisogna considerare l’influenza del “conflitto sessuale”. Gli studiosi affermano che “le donne potrebbero rispondere alla capacità dei maschi della ‘triade oscura’ di sapersi ‘vendere’; una tattica utile in una ‘corsa alle armi’ coevolutiva in cui gli uomini convincono le donne a perseguire la loro strategia” […]. Gli “uomini della triade oscura” possono rivelarsi manipolatori efficaci, promuovendo il loro successo nell’accoppiamento a breve termine. Gli autori osservano anche che sebbene le donne abbiano valutato la “triade oscura” come relativamente più attraente, ciò non significa necessariamente che farebbero sesso con loro».

La famigerata “mascolinità tossica” consente perciò ai maschi che la adottano (consapevolmente o meno) di avere una vita sessuale soddisfacente e appagante; per giunta, gli uomini hanno particolarmente successo da questo punto di vista proprio quando si dimostrano dei “cazzoni” nei confronti degli altri anche a parità di caratteristiche positive (aspetto, empatia, carisma): il “cattivo ragazzo” riesce in ogni caso ad avere più donne rispetto a quello “bravo”.

Dunque non sono propriamente gli incel a dover essere “rieducati”, quanto femministe e “femministi” con la loro insulsa propaganda; soprattutto perché, alla luce di tutti gli studi scientifici e accademici elencati, chi volesse cambiare i rapporti tra i sessi dovrebbe lavorare ugualmente sia sui maschi che sulle femmine, invece di obbligare i primi a “rifiutare gli stereotipi di genere” ed esaltare le seconde indipendentemente dalle scelte compiute.

PS r/Braincels è stato ufficialmente rimosso da Reddit il 30 settembre 2019 a seguito di un giro di vite annunciato dagli amministratori contro i forum a lor dire colpevoli di “bullismo e molestie”.

2 commenti su “Gli incel hanno sempre ragione

  1. Ogni volta che sento parlare di donne attratte da certi soggetti mi viene sempre in mente il versetto 16 del terzo capitolo della Genesi:

    Alla donna disse: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.