I bravi ragazzi finiscono ultimi

Study Finds That Men Like Nice Women, But Not the Other Way Around
(P. Mejia, “Newsweek”, 25 luglio 2014)

Da un punto di vista scientifico, i bravi ragazzi effettivamente potrebbero “finire per ultimi” [come fa un noto modo di dire anglosassone: Nice guys finish last]. Uno studio pubblicato dal “Personality and Social Psychology Bulletin” ha recentemente scoperto che mentre gli uomini sono attratti dalle “brave ragazze”, le donne non provano lo stesso sentimento per i “bravi ragazzi”. Alcuni ricercatori dell’Università di Rochester, dell’Università dell’Illinois e dell’israeliano Centro interdisciplinare Herzliya hanno approfondito il meccanismo che spiegherebbe perché le reazioni sessuali di uomini e donne differiscono in maniera così netta.

Centododici studenti universitari si sono offerti volontari per lo studio in una università israeliana. Il pool di volontari è stato suddiviso equamente tra uomini e donne, e i partecipanti sono stati fatti incontrare in modo casuale con un individuo di sesso opposto a essi sconosciuto. Lo studio ha esaminato l’emergere dell’interesse sessuale e delle sensazioni dei partecipanti sulla possibilità di relazioni a lungo termine con i loro nuovi “partner”, e su come essi si connettono alla percezione di un tratto della personalità che questi studiosi definiscono “reattività” o “responsività” [spesso lasceremo la definizione non tradotta di responsiveness].

[…] Nello studio, la responsiveness è definita come una caratteristica “che segnala ai potenziali partner la propria disponibilità a […] investire risorse in una relazione”. […] “Il desiderio sessuale si basa sulla crescente intimità e l’essere reattivi/responsivi è uno dei modi migliori per instillare questa sfuggente sensazione”, ha spiegato il ricercatore Gurit Birnbaum in un comunicato stampa. La responsiveness a quanto pare è la chiave di ogni relazione, che si tratti di un’amicizia o di una storia romantica.

Tuttavia non è così fondamentale, secondo lo studio, quando si incontra qualcuno per la prima volta. “I nostri risultati mostrano che non è affatto necessaria in un incontro iniziale, perché un potenziale partner reattivo può trasmettere significati opposti a persone diverse”, ha dichiarato Birnbaum.

Nel primo dei tre studi, i ricercatori hanno analizzato se donne o uomini percepissero un estraneo “responsivo” di sesso opposto come sessualmente desiderabile e, in tal caso, se tale qualità “reattiva” fosse femminile o maschile. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che percepiscono possibili partner femminili come “responsivi” e sensibili li trovano “più femminili e attraenti”. Ricerche precedenti suggeriscono che le manifestazioni di femminilità stimolano l’attrazione sessuale perché suggeriscono livelli più alti di estrogeni, una migliore qualità complessiva del partner e una solida salute riproduttiva.

Le donne invece non percepiscono necessariamente un uomo “responsivo” e sensibile come meno mascolino, ma non lo ritengono neanche più attraente di altri. Al contrario, quando le donne percepiscono il loro partner maschile come “sensibile”, si sentono meno attratte. In altre parole, mentre in un approccio preliminare gli uomini apprezzano le “brave ragazze”, invece le donne considerano i “bravi ragazzi” come minimo patetici.

Il secondo studio richiedeva ai partecipanti di interagire sia con una persona “responsiva” che con una “non-responsiva” dell’altro sesso, per poi interagire ancora online discutendo con loro di qualche problema personale. L’obiettivo qui era rimuovere gli elementi potenzialmente fuorvianti dell’interazione sociale dal vivo (aspetto fisico, espressioni del volto) per vedere se fosse possibile comprendere quanta responsiveness influenzasse l’attrazione.

Ancora una volta, gli uomini hanno pensato che le “brave ragazze” responsive e attente fossero più appetibili come partner, mentre per le donne gli uomini con quelle stesse caratteristiche sono risultati meno desiderabili.

Il terzo e ultimo studio presentato nel paper ha provato a verificare specificamente se il meccanismo con cui la “reattività” motiva gli individui a perseguire una relazione fosse in realtà solo di natura sessuale. Per fare ciò, è stato replicato il secondo studio con l’aggiunta di una misura specifica di attrazione sessuale. Così si è potuto scoprire che la responsiveness di una donna aumenta l’attrazione sessuale tra gli uomini e il desiderio di una relazione.

Se gli studi fanno luce sul motivo per cui gli uomini trovano le donne sensibili più sessualmente desiderabili, tuttavia secondo Birnbaum i ricercatori non hanno ancora le idee chiare sul perché le donne siano meno attratte sessualmente dagli estranei “responsivi” e “sensibili” rispetto agli uomini.

«Le donne percepiscono un bravo ragazzo come meno desiderabile per ragioni diverse», ha sostenuto Birnbaum in un comunicato stampa. «Probabilmente le donne vedono gli uomini “sensibili” come “troppo gentili” e dunque manipolativi (magari perché cercano di ottenere favori sessuali), desiderosi di compiacere, forse anche disperati, e quindi meno attraenti. Oppure, le donne possono percepire un uomo sensibile come vulnerabile e meno dominante».

Quindi per ora, la domanda Cosa vogliono le donne? rimarrà senza risposta.

Un commento su “I bravi ragazzi finiscono ultimi

  1. Io non sono incazzato per questo, in fondo se tale è la natura umana c’è poco da prendersela, sarebbe come arrabbiarsi contro la legge di gravità. Io sono incazzato perché mi hanno sempre detto il contrario, sin da quando ero bambino insegnanti, familiari, allenatori, catechisti… sono diventato il perfetto bravo ragazzo, l’ideale di questa società politicamente corretta. Troppo tardi ho capito che erano tutte balle. Per carità, il mio carattere è quello che è e probabilmente sarebbe cambiato poco, non posso certo prendermela (solo) col mondo, né credo di essere particolarmente oppresso (non per questo, almeno). Però mi hanno tutti preso per il culo, e questo non lo perdonerò. Mai.

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