I musulmani francesi scaricano Tariq Ramadan

Dopo averlo difeso con le unghie e coi denti, l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia scarica Tariq Ramadan, definendo la sua condotta “in totale contraddizione con i principi etici e morali attesi da un uomo che predica l’Islam”. Come dichiarato ufficialmente dall’organizzazione:

“Ci sentiamo traditi dal comportamento del signor Ramadan […], siamo provati dalle rivelazioni fatte dall’interessato sulle sue ripetute relazioni extraconiugali”.

Ricordiamo che queste “relazioni extraconiugali” (lol) avvennero con una disabile («Ramadan affonda un calcio contro le stampelle della donna poi l’apostrofa minaccioso: “Mi hai fatto aspettare, ora la pagherai cara” […].“Mi ha trascinata per i capelli per tutta la stanza, poi mi ha portata nella vasca da bagno per urinarmi addosso”») e alcune studentesse (una delle quali ha dichiarato: «Mi ha strangolata talmente forte che pensavo di morire»).

Se l’organizzazione si astiene dal fare commenti sul piano giudiziario, si esprime però sul piano morale, dal momento che Tariq Ramadan ha rappresentato per anni i musulmani “moderati” nel mondo ed è stato da sempre uno dei suoi nomi di punta, partecipando a numerose conferenze da essa organizzate.

Tariq Ramadan continua comunque a negare le accuse di stupro, definendo le querelanti come “donne gelose che si sono sentite tradite e hanno cercato di farmela pagare”, e dichiarandosi vittima di una “trappola” in quanto musulmano.

È tuttavia doveroso precisare che le accusatrici hanno subito minacce e aggressioni, sono state disconosciute dalla loro stesse famiglie e trasformate in paria dall’opinione pubblica. Del resto qualcuno ricorderà di quando le stesse associazioni islamiche scesero immediatamente in piazza per difendere il loro predicatore preferito e lanciarono collette per sostenere la sua difesa (raccogliendo centomila euro in due giorni!), arrivando -non mi dire- a minacciare di morte Charlie Hebdo per la famosa copertina sul “sesto pilastro dell’Islam”.

Persino l’intellighenzia francese in questo affaire ha dato il peggio di sé, schierandosi immediatamente in difesa del teologo (capofila Edgar Morin) e giungendo infine ad affossare il #MeToo (con i numerosi appelli al “non creare allarmismi” eccetera) pur di salvare il paladino dell’islamicamente corretto.

In Italia ricordiamo la “copertura” dell’Huffington Post, che al caso ha finora dedicato solo due righe per annunciarne l’arresto e un articolo apologetico firmato da una starlette nostrana dell’islamo-gauchismo.

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