Il Fort Detrick torna nelle cronache complottistiche

L’United States Army Medical Research Institute of Infectious Diseases di Fort Detrick (Maryland)

Un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha citato ben due articoli del noto sito ultracomplottista Global Research per avvalorare la tesi che a portare il coronavirus in Cina sia stato l’esercito americano, più precisamente gli atleti che hanno partecipato ai Giochi mondiali militari tenutisi a Wuhan tra il 18 e il 27 ottobre 2019. Secondo Global Research questi soldati sarebbero stati infettati da un virus fuoriuscito dal laboratorio di bio-armi di Fort Detrick (Maryland), che il Centers for Disease Control (CDC) ha improvvisamente chiuso nell’agosto 2019 perché le strutture erano insufficienti per prevenire la diffusione di agenti patogeni.

Come afferma una fonte “locale” americana (ma ne aveva anche parlato il New York Times):

“Nel 2019, un laboratorio dell’esercito a Fort Detrick che studia materiale infettivo mortale come l’Ebola e il vaiolo è stato chiuso per un periodo di tempo dopo un’ispezione del CDC, con la sospensione temporanea di molti progetti. Il laboratorio stesso ha riferito che l’ordine di arresto era dovuto a problemi infrastrutturali con la decontaminazione delle acque reflue e il CDC ha rifiutato di fornire spiegazioni ulteriori sulla ferma per motivi di sicurezza nazionale.
Secondo i documenti ottenuti da ABC7, alcune violazioni scoperte durante una serie di ispezioni nel 2018 sono state etichettate come “gravi”.
All’inizio dell’anno, l’US Army Medical Research Institute aveva annunciato un esperimento presso il laboratorio di Fort Detrick che avrebbe unito l’infezione di scimmie macaco rhesus con virus Ebola per testare una cura.
Molte delle violazioni rilevate dal CDC riguardano “primati non umani” infettati da un “agente selezionato” la cui identità è sconosciuta. Oltre all’ebola, il laboratorio lavora con altri agenti mortali come l’antrace e il vaiolo.
Gli agenti selezionati sono definiti dal CDC come “agenti biologici e tossine che costituiscono una grave minaccia potenziale per la salute pubblica e la sicurezza, per la salute degli animali e delle piante o per i prodotti di origine animale o vegetale”.

Non pare tuttavia che il problema al sistema di filtraggio delle acque reflue abbia comportato la fuoriuscita di alcun agente patogeno o “sostanza” pericolosa, o così almeno affermano le fonti ufficiali. Ad ogni modo, non c’è verso di poter controllare alcunché al di là delle solite speculazioni.

Un dato che invece pare interessante sottolineare è che l’Istituto militare di ricerca medica sulle malattie infettive di Fort Detrick era saltato fuori anche ai tempi delle famigerate “lettere all’antrace” che terrorizzarono l’America dopo l’11 settembre. I mandanti di quelle missive contaminate dalle spore di antrace inviate a politici e giornalisti che uccisero cinque persone restano ancora ignoti, anche se gli investigatori puntarono quasi immediatamente sulla “pista interna”.

Come afferma un articolo del Washington Post del 16 dicembre 2001 (Capitol Hill Anthrax Matches Army’s Stocks,) le indagini dell’FBI individuarono il possibile colpevole… nella CIA. Per meglio dire, un tecnico o uno scienziato di qualche ditta di consulenza che ha collaborato con i servizi segreti potrebbe aver trafugato il batterio (ceppo del bacillo di antrace di tipo Ames) da uno dei laboratori militari. Appunto l’USAMRIID, l’United States Army Medical Research Institute of Infectious Diseases di Fort Detrick nello stato del Maryland, sul quale ai tempi di si era concentrata l’attenzione dell’FBI, avendo esso ricevuto le spore dall’esercito per motivi di studio.

Attorno a quel caso si verificano una serie di strane morti. Tra le più sospette, quella del ricercatore di Harvard Don Craig Wiley (suicidatosi nel novembre 2001) e del biologo Bruce Edwards Ivins, di cui parla anche Wikipedia:

Il 4 aprile 2005 dai documenti della FBI emerse il nome di Bruce Edwards Ivins come indiziato principale, il quale si avvalse della facoltà di non rispondere senza la presenza del suo avvocato. L’11 aprile 2007 Ivins fu messo sotto periodica sorveglianza a causa dell’aggravarsi della sua posizione, che impose la prosecuzione delle indagini. Ivins era stato fino ad allora operatore di laboratorio allo United States Army Medical Research Institute of Infectious Diseases a Fort Detrick, Frederick (Maryland), specializzato nel settore della biodifesa. Il 27 luglio 2008 morì per un’overdose di tranquillanti, a un mese di distanza dall’annuncio della sua incriminazione. Il 6 agosto 2008, i Pubblici Ministeri federali dichiararono che Ivins era il solo sospetto seguito per il caso”.

Ovviamente è tutto complottismo, ma considerando i diversi misteri che circondano questo tipo di ricerche, è naturale che Pechino se ne avvalga dal punto di vista propagandistico.

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