Il governo italiano spende cinque milioni di euro per tradurre il Talmud

“Un’impresa titanica per un’opera titanica che ha superato i millenni, accompagnando le sorti degli ebrei”. Così il Corriere della Sera annuncia la prima traduzione italiana del Talmud: “La versione italiana del testo sacro ha avuto la sua genesi in un finanziamento di 5 milioni di euro del Ministero dell’Istruzione […]. Cinquanta esperti-traduttori hanno lavorato al volume, che comprende 70 pagine nell’originale del Talmud su un totale di oltre cinquemila”.

La notizia circolava già dal 2010, ma se oggi non viene presentata con titoli come Il governo spende cinque milioni per tradurre un libro è perché la storia della ka$ta ormai non funziona più (alcuni si sono persino accorti di come sia stata utilizzata a fini poco democratici).

Si tratta comunque di una cifra importante, 5 milioni di euro per cinquanta esperti-traduttori: verrebbe quasi da dire che è proprio vero che gli ebrei ci sanno fare con i soldi – ma meglio non fare questo tipo di battute, ché sono soltanto offensive e per niente divertenti.

Tuttavia mi permetto di riciclare la frecciata di un lettore: se in Italia son servite cinquanta persone per tradurre un volume, negli Stati Uniti ne è bastata una (Jacob Neusner) per tradurre cinquanta volumi. Stiamo parlando della edizione della Hendrickson, Babylonian and Jerusalem Talmud Collection (2008–2011) che anche dal punto di vista qualità/prezzo sembra più accessibile di quella italiana (senza dimenticare il fatto che il dr. Neusner nella traduzione abbia usato più volte la parola fuck, come osserva scandalizzato un pio commentatore).

In ogni caso sempre il “Corriere” ci avvisa che le prime due edizioni sono andate a ruba “come solo un romanzo di Grisham” (Gli italiani conquistati dal Talmud, 21 aprile 2016). È una notizia straordinaria e commovente. A questo punto spero che qualcuno me lo regali alla prossima Hanukkah.

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