Il metaverso di Zuckerberg: “Chiusi in una stanza a mangiare insetti mentre credete di essere astronauti”

Nessuno sembra aver espresso critiche degne di nota riguardo la transizione di Facebook da social network a piattaforma per la realtà virtuale. Si dovrebbe discutere delle implicazioni di tale progetto, a partire dall’auspicio del Big Tech che gli esseri umani vivano collegati 24 ore su 24, in concomitanza con la necessità da parte dei politici di “tenere impegnate” milioni di persone tagliate fuori dal mercato del lavoro a causa dell’automazione (alla quale con la scusa della pandemia è stata data una accelerata: manifestazione plastica del rifiuto di governare anche questa transizione con gli strumenti della politica).

L’altroieri Mark Zuckerberg ha tenuto una conferenza intitolata Connect 2021, nella quale ha annunciato ufficialmente il rebranding della sua azienda e ha annunciato un mondo da sogno per chiunque voglia fuggire dalla realtà.

Zuckerberg ha descritto Meta come “la prossima evoluzione della connessione sociale”. In realtà il nuovo marchio non sostituirà Facebook, ma sarà una nuova società madre per Facebook, Instagram e WhatsApp, così come Alphabet per Google.

Dal punto di vista dell’hardware, in verità, non si è capito molto: un dato di fatto è che la tecnologia attuale non è adatta per una sessione più lunga di un quarto d’ora, come è testimoniato da diversi videogiocatori. Sembra scontato dunque che il “metaverso” che rimpiazzerà l’universo dovrà dotarsi di una tecnologia molto più “invasiva”.

La “rivoluzione” arriva forse nel momento peggiore per l’immagine di Mark Zuckerberg, che viene accusato da una parte dell’élite (Papa Francesco compreso) di non censurare abbastanza i “discorsi d’odio” (cioè non allineati alla narrativa mainstream).

Va detto che ai liberal il Big Tech e le multinazionali non dispiacciono affatto: la loro unica lamentela è che non censurino abbastanza gli avversari. Tanto per fare un esempio, la startlette democratica di cui sopra, tale AOC, ha come principali finanziatori Google e Amazon.

Qualche critica più consistente viene paradossalmente dalla destra americana, che per “istinto” di solito difende le multinazionali anche quando si ammantano di arcobaleni e pugni neri alzati. Per esempio Dave Rubin, opinionista conservatore (che, segno dei tempi, è ebreo e omosessuale), ha commentato l’iniziativa di Zuckerberg con queste parole: “Stanno cercando di distruggere il mondo fisico in modo da potervi tenere rinchiusi in una stanza a mangiare insetti e credervi astronauti. È Matrix. E noi siamo le batterie”.

 

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