Il miglior sindaco del mondo è d’accordo con Boris Johnson

La “sinistra bianca” italiota ha intasato l’hashtag dedicato a Boris Johnson su Twitter tentando di fare un po’ di terrorismo psicologico sull’opinione pubblica con insulti, castronerie e bufale. Naturalmente il tutto avallato dal social network, che come Facebook e tutti gli altri maschera dietro ai famigerati “algoritmi” un controllo pressoché totale sulla visibilità di ogni singolo messaggio.

Ad ogni modo vorrei ricordare a questi cialtroni che la linea del #nonfermarsi era già stata adottata dal sindaco di Londra, che con una ammirabile coerenza politica e onestà intellettuale, dopo il drammatico discorso di BoJo (“It is going to spread further and I must level with you, I must level with the British public: many more families are going to lose loved ones before their time”) ha dichiarato a una trasmissione radiofonica di essere d’accordo col suo Primo Ministro: “Sono la prima persona a criticare Boris Johnson, è quasi il mio mestiere, ma non posso biasimarlo per aver seguito i consigli del Chief Scientific Advisor e del Chief Medical Officer”.

Quanto sono provinciali i “cittadini del mondo” nostrani! Sono gli stessi che pompavano gli hashtag dei loro sindaci, dal fiorientino Dario Nardella col suo #AbbracciaUnCinese (che lo ha fatto diventare una barzelletta anche nell’anglosfera, ci dispiace ma certe cose si vengono sempre a sapere)

al milanese Beppe Sala col suo #MilanoNonSiFerma.

Questi signori non hanno nemmeno chiesto scusa, al contrario oggi pontificano sulla “responsabilità” degli italiani con una chutzpah quasi invidiabile. E i loro sostenitori, gli eternal piddini, adesso danno lezioni di democrazia agli inglesi intimandogli col ditino alzato di “fare come in Cina”. Forse è il momento di mettere in quarantena anche i vostri cervelli.

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