Il Mossad acquista segretamente dalla Cina il vaccino contro il covid

Mossad brought Chinese coronavirus vaccine to Israel
(Jerusalem Post, 27 ottobre 2020)

Il direttore del Mossad Yossi Cohen

Il Mossad è riuscito a portare il vaccino cinese contro il covid in Israele allo scopo di farlo analizzare agli esperti: è quanto afferma una inchiesta della rete televisiva Keshet 12, indiscrezione confermata indirettamente da diverse fonti governative. Tali rivelazioni giungono nel pieno della corsa internazionale allo sviluppo di vaccino, mentre si susseguono attacchi informatici ed episodi di spionaggio ai danni di aziende e ricercatori.

Secondo un alto funzionario del Ministero della Salute, Israele sta cercando di raggiungere accordi per l’acquisto di vaccini contro il coronavirus da diversi potenziali sviluppatori. “Ci sono molti sforzi diplomatici in atto dietro le quinte”, ha dichiarato al Jerusalem Post il funzionario: “Stiamo facendo di tutto per garantire che i cittadini israeliani abbiano accesso a un vaccino il prima possibile”.

Tuttavia, non è chiaro il motivo per cui il Mossad sia stato coinvolto oltre al Ministero degli Esteri e quello della Sanità, i quali si sono rifiutati di commentare al pari dei portavoce governativi. Da febbraio fino alla fine di maggio il direttore del Mossad Yossi Cohen è riuscito a reperire sul mercato internazionale mascherine, kit per test rapidi, ventilatori e altre attrezzature mediche contro il covid e il primo ministro Benjamin Netanyahu lo ha ringraziato pubblicamente per il suo impegno in coordinamento con le autorità sanitarie israeliane. Cohen è infatti riuscito a procurare enormi quantità di forniture mediche e dispositivi di protezione individuale in un momento in cui tali risorse erano scarse e c’era una forte concorrenza tra i Paesi per impossessarsene.

Il coinvolgimento del Mossad si sarebbe reso necessario in particolare per portare a termine acquisti da Emirati Arabi Uniti e altri paesi mediorientali coi quali Israele non ha rapporti diplomatici ufficiali. Il Mossad potrebbe quindi esser stato dispiegato per condurre trattative mantenendo il più basso profilo possibile. Il fatto che Israele mantenga solide relazioni diplomatiche con la Cina fa però sorgere sospetti sulla chiamata in causa dei servizi: il Mossad in tal caso potrebbe esser stato coinvolto nell’acquisto di un vaccino per evitare che l’iniziativa potesse compromettere i rapporti con gli Stati Uniti in un momento in cui Washington e Pechino sono nel bel mezzo di una guerra commerciale e anche politica, legata direttamente dalla pandemia.

Ci sono inoltre preoccupazioni di natura medica e anche etica sulla sicurezza di un vaccino cinese, in primo luogo perché non è stato sottoposto a test così scrupolosi come richiesto in alcuni paesi occidentali. D’altra parte, essendo il primo Paese colpito, la Cina ha avuto più tempo per lavorare a una cura. Inoltre, secondo quanto riferito, Pechino ha iniziato a testare il vaccino su determinati settori della popolazione: impostazione spregiudicata, che potrebbe però consentire ai cinesi di trovare una soluzione in tempi più rapidi rispetto alle nazioni occidentali, dove naturalmente i tentativi procedono per gradi e nessun test potrebbe essere effettuato direttamente su grandi fasce di popolazione.

Tutto ciò potrebbe aver spinto Israele ad affidarsi al Mossad per acquistare dosi del vaccino lontano dai riflettori, ma questo renderebbe ancora più sorprendente che l’accordo sia trapelato. Al contempo, l’Israel Institute for Biological Research ha annunciato che dalla prossima settimana inizierà le sperimentazioni sull’uomo del suo vaccino contro il coronavirus, Brilife. Il vaccino ha ricevuto tutte le approvazioni necessarie dal Ministero della Salute e dal Comitato di Helsinki per gli esperimenti medici sugli esseri umani. “Questo è un giorno di speranza per i cittadini di Israele”, ha detto il ministro della Difesa Benny Gantz. “Solo due mesi fa, ho ricevuto la prima dose di vaccino, e oggi ne abbiamo già 25mila”.

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