Intanto i polacchi vanno nello spazio

Mentre sui giornali eurpopei si parla solo delle “procedure senza precedenti” che la Commissione europea ha intenzione di adottare nei confronti di Varsavia, i polacchi invece sembrano infischiarsene abbastanza, dedicando piuttosto la loro attenzione a iniziative più costruttive come il nuovo programma spaziale nazionale appena lanciato dalla Polska Agencja Kosmiczna, l’Agenzia Spaziale Polacca (che, è bene ricordarlo, collabora da tempo con quella italiana).

Lo scopo del nuovo programma è di sviluppare i sistemi satellitari nazionali e dare una nuova spinta non solo ai centri di ricerca e alle università, ma anche agli investitori privati e alle organizzazioni non governative impiegate nel campo della tecnologia spaziale. Ci si aspettano inoltre ricadute positive nel settore della sicurezza nazionale e della difesa. Il bilancio previsto è di circa 45 milioni di euro all’anno per otto anni (1 miliardo e mezzo di złoty in totale).

L’impulso fondamentale a questo rilancio è giunto proprio dal nuovo premier Mateusz Morawiecki, sin dai tempi in cui, come Ministro per lo Sviluppo nel governo di Beata Szydło, aveva pianificato la Strategii na rzecz Odpowiedzialnego Rozwoju (“Strategia per lo Sviluppo Responsabile”), un pacchetto di iniziative conosciuto appunto come Plan Morawieckiego (“Piano di Morawiecki”) atto a contrastare la fuga dei capitali, la mancanza di innovazione, il declino demografico e l’evasione fiscale attraverso la reindustrializzazione del Paese, il rinnovamento il tessuto produttivo, una forte campagna di investimenti e l’innalzamento del salario minimo.

Alcune testate collegano i progetti spaziali polacchi a quelli lanciati da Donald Trump che, come è noto, vuole ridare lustro alla NASA e porre le basi per una “americanizzazione” dello spazio nei prossimi decenni. Anche in questo, quindi, la Polonia sembra sempre più lontana da Bruxelles e sempre più vicina a Washington.

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