La storia del martire Julaybib: che Allah si compiaccia di lui!

Il Profeta (pace e benedizione di Allah su di lui) si accompagnò a uomini straordinari, alcuni celebri altri umili, ma tutti rispettabili o brillanti nella loro maniera. Tra queste figure, vogliamo ricordare Julaybib (che Allah si compiaccia di lui), amato seguace del Profeta (pace e benedizione di Allah su di lui) che non è pero ricordato frequentemente tra gli eroi dell’Islam.

La vita e le opere di Julaybib non sono state raccontate con la riverenza che meritano. Nonostante le scarne informazioni disponibili su di lui, la sua storia può comunque offrire una speranza a molte anime umili. Julaybib non era alto o bello. Prima dell’avvento dell’Islam, non era conosciuto come valoroso guerriero sul campo di battaglia. Era piuttosto diverso dai classici eroi dell’antichità: era orfano, deforme e basso. La società lo escluse in modo brutale, perché le persone a quei tempi erano più preoccupate più dall’aspetto fisico e dallo status che dell’integrità morale. La sua storia è significativa e può insegnarci ancora molte cose. Ci mostra in primo luogo come un essere umano possa essere giudicato sulla base di cose superficiali. La sua vita è un esempio e una speranza per le anime piene di sconforto perché non all’altezza delle norme stabilite dalla società. La sua storia tocca il cuore di molti, anche oggi.

Oltre al suo aspetto fisico, un altro fattore importante nell’esclusione subita da Julaybib ha a che fare con il suo lignaggio. Il lignaggio era una parte essenziale della società araba in cui viveva, così come è ancora importante oggi in molti casi. Il lignaggio determina il proprio status nella società. Il suo aspetto fisico e la sua discendenza sconosciuta ripugnavano le persone. Era un reietto, umiliati e ostracizzato in pubblica piazza. Julaybib divenne un’anima solitaria in cerca solo di amore e compassione. Il peso del pregiudizio dalla nascita gli rendevano estranee l’amicizia, l’amore e la compassione. Tutto però cambiò con l’accettazione del nobile messaggio dell’Islam.

Divenne un devoto servitore dell’Onnipotente e amato seguace del Profeta (pace e benedizione di Allah su di lui), ottenne rispetto e affetto per la sua sincerità, l’integrità e la fede. Julaybib si guadagnò l’onore che desiderava da tempo. Il profeta Maometto si prese cura di lui e fu sensibile ai suoi desideri.

In una narrazione riportata dall’Imam Ahmad, il profeta Muhammad (pace e benedizione di Allah su di lui) andò da un uomo di Medina e gli chiese la figlia in sposa. L’uomo accettò entusiasta: “Sì, o Messaggero di Allah, sarebbe un onore e una benedizione!” Quindi il Profeta disse: “Non la voglio per me stesso”. L’uomo Ansari chiese: “Allora per chi, O Messaggero di Allah?” E il Profeta rispose: “Per Julaybib”. All’udire ciò l’uomo rimase scioccato: “O Messaggero di Allah, fammi parlare con sua moglie”. Andò dalla madre della ragazza e le disse: “Il Messaggero di Allah sta proponendo un matrimonio per tua figlia”, spiegandole che il Profeta non stava proponendo di sposare la propria figlia, ma di darla a Julaybib. Anche la moglie restò di sasso: “Julaybib? No, per Allah, non la faremo mai sposare con lui!”

Quando il padre si stava recando dal Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) per informarlo della disapprovazione di sua moglie, sua figlia, una pia musulmana, chiese a suo padre: “Chi mi sta chiedendo la mano?” Sua madre le disse che il Profeta le stava chiedendo la mano per conto di Julaybib. Al che la figlia rispose prontamente: “Vi state rifiutando di seguire il comando del Messaggero di Allah? A chi segue il suo comando non accadrà nulla di male”.

Come racconta ‘Abdul-Wahid Hamid, udendo queste parole la madre provò subito rimorso: “Fermati, figlia mia! Non dire un’altra parola, perché ho sbagliato e mi pento mille volte. A partire da questo momento, non c’è nessuno che preferirei per te più di Julaybib”. Il giorno seguente furono avviati i preparativi per il matrimonio. ‘Uthman ibn’ Affan e ‘Ali ibn Abi Talib (che Allah sia soddisfatto di entrambi) fornirono a Julaybib la dote per aiutarlo a organizzare il ricevimento e provvedere a tutto il necessario. Quindi il Profeta (pace e benedizione di Allah su di lui) riuscì a far sposare la bellissima ragazza di Medina con Julaybib il reietto. L’atteggiamento della ragazza fu quello di una vera devota, una donna musulmana che non si fa influenzare dai capricci della società.

Inoltre, il fatto che i genitori non abbiano interferito con la sua decisione dimostra come l’Islam non faccia pressione su una donna né ignori il suo diritto di scegliere il marito. L’Islam ha dato a Julaybib la felicità che meritava, consentendogli di vivere insieme alla sua bellissima moglie fino al giorno del martirio.

Il seguente hadith è un’altra prova del fatto che Julaybib era davvero amato e apprezzato dal Profeta (pace e benedizioni su di lui): dopo una battaglia, il Profeta chiese ai suoi compagni più volte chi mancasse tra essi, ma ricevette solo risposte vaghe. Quando alla terza volta si accorse che mancava Julaybib, andrò a cercarlo e lo trovò al fianco di sette nemici che aveva ucciso prima di essere martirizzato. Il Profeta si fermò vicino al suo corpo e disse: “Ha ucciso sette nemici. Poi i suoi nemici lo hanno ucciso. Lui appartiene a me e io appartengo a lui”.

L’uomo la cui vita è stata piena di sfide e lotte ha conquistato il cuore e l’ammirazione di molti grazie alle sue pure intenzioni e all’amore per l’Islam e il Profeta. È davvero sorprendente come quest’uomo di piccola statura sia riuscito a tenere alta la sua spada e sconfiggere i nemici. Fu in grado di compiere molti atti eroici attraverso l’incoraggiamento del Profeta. Ci sono così tante lezioni da trarre dalla vita di Julaybib. La sua storia è un riflesso dell’Islam, la religione più pura, che ha posto fine a un mondo desolante fatto solo di disprezzo.

(fonte)

Un commento su “La storia del martire Julaybib: che Allah si compiaccia di lui!

  1. Caro totalitarismo, voglio raccontarvi questa mia esperienza appena avvenuta oggi addì 20 agosto 2020. Avevo pubblicato un commento non mi ricordo più sulla pagina di chi, su Facebook, in cui avevo scritto più o meno così” Per Allah le donne valgono meno dei cani, sono solo un serbatoio per il seme maschile. Per questo molte vanno con quelli, perché in fondo gli piace…”. Al che, poco dopo, sono stato bloccato per 30 giorni. Ho fatto ricorso dicendo “L’ Islam ha ragione sulle donne. Se mi bloccate siete islamofobi e razzisti”. Oh, dopo nemmeno 24 ore si sono scusati e hanno tolto il blocco. Se gli dici così, ai sinistri (come sono tutti quelli della Thought Police di Fb), gli va il cervello in crash di sistema!

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