La Cina vieta videogioco sul coronavirus

Il videogioco Coronavirus Attack (disponibile su Steam) è stato censurato da Pechino per aver usato come icona la bandiera cinese “ritoccata” (quella con l’immagine stilizzata del virus al posto delle stelle) ideata dalla famigerata rivista Jyllands-Posten, che aveva già causato una crisi diplomatica con la Danimarca.

L’obiettivo di Coronavirus Attack è di impedire agli “zombi egoisti” di fuggire da un paese infetto. Il gioco è stato subissato di recensioni negative, molte delle quali probabilmente prodotte dallo squadrone di bot con il quale le autorità di Pechino hanno annunciato di voler invadere internet per contrastare la narrativa anti-cinese.

Alcuni utenti di Steam hanno addirittura invocato la sua rimozione totale, anche se al momento il gioco è ancora disponibile al costo di circa due dollari.

Secondo la descrizione del gioco, “Il tuo compito è impedire ai portatori di virus, gli zombi egoisti, di fuggire e infettare gli altri”. Il creatore del gioco, MythZ, ha espresso opinioni negative sulla gestione della crisi da parte della Cina.

Anche l’ormai storico Plague Inc, che aveva goduto di un picco di popolarità all’inizio della pandemia globale, era già stato bandito dalla Cina a partire da marzo.

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