La comunità islamica di Birmingham contro l’indottrinamento LGBT nelle scuole

Carl Benjamin, youtuber britannico conservatore noto col soprannome di Sargon of Akkad, ha intervistato uno dei genitori mussulmani protagonisti delle proteste contro le lezioni di omosessualità e transgenderismo che alcune scuole elementari di Birmingham sono intenzionate a imporre ai propri alunni.

La discussione è stata aperta e civilissima e sono emersi numerosi elementi degni di nota. In primis sono stati mostrati i libri che saranno fatti leggere a bambini da 4 a 7 anni: And Tango Makes Three, la solita storia sui “pinguini gay” (che in realtà hanno solo covato un uovo assieme e poi sono tornati ad accoppiarsi con le pinguine senza mostrare alcun segno di omosessualità) e My Princess Boy, che presenta il transgenderismo in a child-friendly way. A proposito di quest’ultimo volume, Sargon ha giustamente ricordato le recenti polemiche suscitate in Inghilterra dalla facilità con cui alcuni istituti consentono ai bambini di sottoporsi alla cosiddetta “transizione di genere”, paragonando tale pratica alla messa in commercio di una medicina non testata.

Amir, pur essendo di fede islamica, ha affermato che la sua protesta non ha connotazioni religiose ma vale solo come difesa dei conservative family values. Ha inoltre accusato Tony Blair di aver portato i gay in politica e di aver fatto diventare le associazioni LGBT una “potentissima lobby” che sta minando alle basi le libertà del popolo inglese. Un punto fondamentale da egli rivendicato è il diritto a difendere le “barriere morali” contro chi invece vorrebbe deliberatamente e dichiaratamente distruggerle.

L’indignazione del “genitore mussulmano” dipende soprattutto dal fatto che le autorità scolastiche, sostenute dalle associazioni LGBT, hanno rifiutato qualsiasi tipo di mediazione, anche la proposta di posticipare le “lezioni inclusive” a quando i bambini avrebbero compiuto dieci anni. Il problema è infatti che discutere di gay con dei bambini di quattro anni significa inevitabilmente parlare di sesso, cioè in un certo senso sessualizzarli (anche perché a pensarci bene non c’è altra cosa che distingua un omosessuale se non il modo in cui usa i suoi organi genitali).

Alla fine della discussione Amir ha preso in contropiede Benjamin sostenendo che «la cosiddetta “estrema destra” (così come la definiscono i media) ha i nostri stessi valori in materia di famiglia e noi vorremmo entrare in contatto con essa». Benjamin, notoriamente contrario all’immigrazione e anche un po’ “islamofobo”, si è detto disposto a seguire i genitori mussulmani nella loro lotta e a dare risalto col suo canale a una notizia snobbata dal mainstream e dalla grande stampa per ovvie ragioni di “correttezza politica”.

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