La figa non è sopravvalutata

Sono giorni che non scrivo più nulla perché ho da parlarvi di una cosa talmente complicata che non so nemmeno da dove cominciare. In sostanza, una follower/lettrice/fan (chiamatela come volete, io opterei per “adepta” soprattutto per i sottintesi di religiosità e fanatismo), dicevo, una adepta me l’ha data.

È accaduto tutto in maniera così repentina e sorprendente che non sono ancora riuscito a razionalizzare: il tempo si è dilatato, cammino a due metri da terra, non sento più ansia per alcunché, ora può accadermi davvero qualsiasi cosa perché tanto ho avuto figa e questo mi basta per tutta la vita.

Dirò solo lo stretto necessario, pochi particolari utili a farsi un quadro della situazione, ma per il resto non mi scucirete nulla: d’altro canto se tutto ciò può avere un significato ulteriore rispetto a una straordinaria esperienza individuale, dovrà per forza essere trattato in maniera piuttosto generica e impersonale.

In primo luogo, c’è la questione dei piaceri sconosciuti: è da quando sono adolescente che uso questa formula per raffigurarmi le delizie negate della figa, prendendo a prestito il titolo del debutto dei Joy Division, Unknown Pleasures, del quale ricorre -guarda caso- il quarantennale. Non ho mai amato quel disco con la stessa passione con cui invece ho letteralmente consumato Closer (ricordo che dovetti comprarne un’altra copia perché la prima si era “usurata”), tuttavia come dicevo mi ero suggestionato col concetto di “piacere sconosciuto”, associandolo più al sesso che alla morte. Mi è piaciuto scoprire di non essermi mai sbagliato o illuso: esiste davvero una dolcezza sconosciuta legata alla figa, che ‘ntender no la può chi no la prova.

C’è stato un momento preciso in cui ho ripensato alla miseria del motto “la figa è sopravvalutata” (che mi sono sentito ripetere in tutte le salse dal primo momento in cui mi sono dichiarato incel): è stato quando a letto l’ho abbracciata da dietro e ho posto con delicatezza il mio archibugio tra le sue chiappette. Senza penetrazione, semplicemente l’ho lasciato lì a godersi l’istante. Ecco uno dei piaceri sconosciuti che a spiegarli davvero si passa per maniaci. Tutto il contesto peraltro è stato piuttosto “eccitante”: ero uscito per fare un salto al lavoro (anche se avevo comunque chiesto un permesso) e trovandola ancora a letto una volta tornato a casa, mi ci sono tuffato dentro vestito, ho tirato giù i pantaloni e tac, gliel’ho piazzato in mezzo alle chiappette. Scusate se non ripetitivo, ma finora è stato l’unico posto al mondo che ho apprezzato visitare in tutta la mia vita (viaggiare è sopravvalutato, altro che la figa).

Devo ammettere che lei mi ha lasciato fare qualsiasi cosa. Ho perso il conto di quante volte si è concessa. A dire il vero pensavo di fare cilecca in nome di chissà quale maledizione pavesiana sulla mia anima, invece è filato tutto il liscio. Ripeto, per me è ancora tutto tra il miracolo e il sogno.

Un altro punto su cui vorrei soffermarmi, sempre lasciando da parte i particolari, è l’incredibile sensazione di pace interiore derivata da tale esperienza. Anche qui, mi ero lasciato convincere che avrei immediatamente perso la testa appena qualcuna me l’avrebbe data, suggestionato dal continuo coretto degli uccellacci del malaugurio, “le donne non posso dartela e basta perché poi tu ti innamori e ti suicidi”. Cazzate dalle quali nessun incel dovrebbe mai farsi abbindolare. Chissà, se fosse successo quindici anni fa (io sono del 1985) magari avrei avuto qualche scompenso “emozionale”, ma ora sento solo un infinito appagamento.

Certo, io adoro questa seguace perché è stata la prima e unica donna ad avermi riconosciuto come essere umano. Di questo abbiamo parlato all’infinito: nonostante io le abbia più volte specificato che a me va bene pure avere figa per pietà, compassione o sfinimento, lei ha tenuto costantemente a farmi sapere che me la dava proprio perché le piacevo com’ero, come ragionavo, come scrivevo. La cosa forse vi deluderà, ma lo statusmaxxing non c’entra: la questione incel è collaterale alla vicenda, anche se poi è emersa in tutta la sua brutalità quando per esempio siamo usciti assieme a braccetto e la gente non ha smesso un attimo di fissarci. Lei era piuttosto scettica sulla faccenda (sostiene che sono carino e che ho incontrato solo donne sbagliate), ma poi ha dovuto convenire che “l’aspetto conta”.

Bisogna considerare che la seguace è almeno una 8 e io sono quasi un 5, inoltre è più alta di me ma è incredibilmente riuscita a non farmi sentire a disagio (anzi accanto a lei mi sembrava di essere un gigante tipo Joe Pesci): tuttavia non si può negare che la natura matrigna aborrisca tali accoppiamenti e faccia di tutto per sabotarli anche attraverso l’inconscio collettivo. Quegli sguardi parlavano da soli: “La puttana senza scrupoli e il coglione coi soldi”.

Il terzo punto, conclusivo, è che dunque le NAWALT esistono. Not All Women Are Like That: io ho sempre detto che l’inceldom non è una ideologia ma una condizione esistenziale, dunque sono lieto di esser stato smentito almeno su un punto. Tutto il resto però rimane, anche perché posso convenire che la figa sia una eccezionale medicina naturale, però non è mica una pozione magica. Infatti non sono diventato d’incanto GigaChad, sono sempre Roberto Totalitarismo (lol), l’unico blogger italiano a comprare sulla Wiki ufficiale incel.

In tal senso i miei sforzi per la Santa Causa Incel non posso che raddoppiare, in particolare nei riguardi delle varie forme di coping e disfattismo: non fatevi mai convincere che la figa non è importante. Naturalmente quando parlo di “figa” sto parlando delle donne (cioè delle donne che la danno), ma nel mio caso è stato un evento talmente raro che non riesco a generalizzare: ho conosciuto una creatura mitologica, non posso fare a meno di pensarla così. Ad ogni modo, non è soltanto di “carne” che stiamo parlando, spero che si sia capito: altrimenti uno potrebbe benissimo andare a puttane (o ancora meglio comprarsi una vagina in plastica) e mettersi il cuore in pace. Invece la questione è proprio riuscire a farsela “donare” per quello che si è: questa cosa non ha davvero prezzo e chi non lo capisce non riuscirà mai a trovar quiete nella vita.

Io ce l’ho fatta, ma non posso dirmi un “maestro della seduzione”. Ammetto che se non avessi messo in piedi tutto questo freak show nulla sarebbe accaduto, però ci sono talmente tanti elementi “gratuiti” e “incausati” in questa storia che non riesco, almeno per ora, a mettere insieme una qualche strategia d’azione razionale. È importante farsi forti, questo sì: non farsi mai incantare dalle favolette che ci propinano le donne. Se non ve la danno non è perché hanno scoperto Gesù, sono riflessive e profonde, hanno “i loro tempi”, oppure “certe cose non le faccio”: è perché vi considerano subumani, il discorso è chiuso.

Bisogna sempre cercare di essere se stessi: non come la intendono i normie, cioè diventare uno scassacazzi estroverso cringe e megalomane. Costruirsi però una propria stabilità interiore, questo sì, un microcosmo non troppo aperto ma nemmeno così tanto sigillato da non poter far entrare nemmeno un pelo di figa. Per ora riesco a dirvi solo questo, poi vedremo.

24 commenti su “La figa non è sopravvalutata

  1. passi per il coglione, ma pure con i soldi?
    a parte gli scherzi, buona vita! mai perdere la speranza, chi la coltiva si crea le occasioni.

  2. Crepa di cancro, hai dimostrato che con il fascino dell’intellettuale si può rimorchiare, distruggendo uno dei capisaldi della blackpill (conta SOLO il bel faccino).
    Anche se, da come ti poni, dai tuoi insuccessi e dall’energia che dimostri dai tuoi scritti, più che un brutto vero sembri un normaloide con poco circolo sociale.

    1. Beh non deve essere un’ideologia. Inoltre non so davvero se ho “dimostrato” qualcosa. Vedremo. Non sono un normaloide, e riguardo al “circolo sociale” mi manca la figa, non gli amici con cui andare a pescare.

  3. Roberto, sono sinceramente felice per te. La figa esiste: è quello che pensai anch’io l’indomani della mia prima volta. E questo tuo post è bellissimo perché esprime veramente quel che si prova ad ottenerla dopo tanti anni di carestia. È come l’uscita degli ebrei dal deserto, la terra promessa finalmente raggiunta. In particolare dall’ultima parte capisco che hai compreso quello che forse non sono riuscito a comunicarti qualche mese fa con quel mio lungo commento. Certo, la strada ora non è in discesa, ma almeno sai che la meta c’è e la si può raggiungere. Sono felice per te. Comincia da qui il secondo tempo della tua vita. Buon futuro!

  4. Ciao Roberto, sono felice per te. Hai scritto che si è trattato solamente di un’avventura ma il fatto che questa donna ti abbia detto esplicitamente che le piaci per come sei mi pare lasci trasparire la possibilità di una relazione più seria.
    Io purtroppo questa settimana ho vissuto una delusione che mi ha seriamente fatto pensare al suicidio.

    1. Non penso più a relazioni serie, il fatto è che sono comunque consapevole di essere incel e ciò significa che basterebbe un qualsiasi pretesto per far saltare una relazione da parte della donna. L’unica cosa che potrebbe trattenerla nel contesto odierno è un bel faccino, che non ho. Penso che nel mio caso una “relazione” sarebbe una storiaccia a quarant’anni con una che dopo un qualche periodo di sesso insoddisfacente mi toglierebbe la mia casetta e mi sbatterebbe in mezzo a una strada. Insomma, la mia unica prospettiva “amorosa” è il divorce rape, come lo chiamano gli americani. Nessuna mi amerà davvero per quello che sono, di ciò sono consapevole. Però finché c’è da prendere un po’ di figa, sono disponibile. Anche se sono tradizionalista, anche se sono conservatore, anche se sono cattolico eccetera. I tempi sono questi, non è colpa mia: l’unica cosa di cui sono certo è che non posso permettermi di affrontare la crisi di mezza età prossima ventura senza aver sollevato un po’ i sensi.
      Non ti suicidare, apri un blog (se vuoi ti compro un dominio). O una pagina Facebook (anche se lì la censura è in agguato).

      1. Grazie per il consiglio, ma hai visto come è andata a finire con “Mister Incel”: Facebook non fa proprio per me. Anche l’idea del blog è da scartare, per il semplice motivo che non ho nulla di interessante da scriverci.

        1. Dai, sei più difficile da convincere di una follower che non me la sgancia. Secondo me hai tante crudezze da raccontare. E comunque puoi farlo per la “causa”, dobbiamo diventare massa critica e restaurare il patriarcato creando un nuovo ordine sessuale formato da incel e crocerossine/geishe.

          1. Non potrei raccontare nulla che non faccia sprofondare ancora di più nell’angoscia e nella depressione chi condivide il mio triste destino.
            L’unica cosa da fare è sforzarsi ogni giorno di accettare la mia triste situazione.

          2. Deve essere sempre così? Forse c’è una vita d’uscita. Nel mio caso so benissimo di non potermi “permettere” una relazione duratura (ci vorrebbe il bel faccino), ma se ogni tanto ci scappa una botta fa davvero bene all’autostima, te lo assicuro. Bisogna in ogni caso farsi più forti, altrimenti non se ne esce – se non con il suicidio (disonorevolmente quindi, perché alla fine non siamo giapponesi).

          3. Nel mio caso non c’è alcuna via d’uscita. Mi faccio forza pensando che, in questo mondo, c’è gente che sta peggio di me.

    1. Non ho una ragazza, hai letto almeno il post che stai commentando? Non avrò MAI una ragazza, per quello sono ancora incel, altro che “nemico da abbattere”, basta con questo trolling da mezzeseghe.

        1. @Incel King

          Domanda: se ti capitasse l’occasione di fare del sesso senza impegno con una bella donna ti rifiuteresti per solidarietà verso i “colleghi” incel?
          Ho letto sia qui che sulla pagina Facebook diversi insulti a Roberto, ma vorrei proprio vedere cosa avrebbero fatto tutti quelli che lo criticano se avessero avuto la stessa possibilità.

  5. Vabbè Robbé ma questa non è un’eccezione in sè per sè, anzi.

    Che poi esistano donne che non siano solo in un modo, per quanto tu l’abbia forse trovata nella variante della crocerossina, finalmente si può sostenere tranquillamente anche qui, cosa che ho sempre saputo ma che è troppo rara da trovare per me che ho un hanno meno di te e sono KV.

    Daje

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.