La prima volta che l’ho incontrata

«A diciannove anni ho preso un aereo per incontrare un’amica che conoscevo da 4-5 mesi. Entrambi abbiamo sofferto per dei lutti familiari e ci siamo consolati a vicenda, via telefono o internet, finché non abbiamo deciso di incontrarci per qualche giorno in un Paese a metà strada.

Fino ad allora tutto era stato perfetto, mi sembrava la ragazza più dolce e intelligente che avessi conosciuto, il tipo di persona con cui vorresti sempre stare assieme.

Quando ci siamo incontrati nei primi momenti tutto è andato alla grande, finché il giorno dopo lei mi ha confessato che “non ero quello che si aspettava”. Cosa?! Ero un diciannovenne timido, con quelle parole mi ha completamente stesso. “Non lo so, è solo che… mi sembri diverso”.

Non ho mai nascosto nulla di me prima di incontrarci, sono stato totalmente sincero e aperto, e le sue parole hanno riempito di amarezza il resto del tempo che abbiamo passato assieme. Invece di chiacchierare senza sosta e guardare programmi demenziali sulla tv dell’albergo, abbiamo mangiato in silenzio e poi siamo andati subito a dormire. Ho provato in tutti i modi a capire in che modo “fossi diverso”, ma niente. Siamo andati ognuno per la propria strada, ci siamo scritti per qualche giorno e poi non ci siamo più sentiti».

(Fonte: r/AskReddit, commento del 30 giugno 2019).

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