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La risposta del “dittatore” Erdoğan a Mario Draghi

Recep Tayyip Erdoğan ha colto l’occasione per rispondere agli insulti di Mario Draghi (che qualche giorno fa lo aveva definito “dittatore”) nell’ambito di un incontro con un gruppo di giovani alla Biblioteca Nazionale di Ankara. Il premier turco ha definito le parole del Presidente italiano espressione di “una totale mancanza di educazione” e ha biasimato il danno delle relazioni tra i due Paesi che esse comporteranno. Ha inoltre aggiunto che Draghi è stato “nominato” e non “eletto”, e che “prima di dire una cosa del genere a Tayyip Erdogan dovrebbe conoscere la tua storia, ma abbiamo visto che non la conosce. Dunque il Primo Ministro italiano continui pure a parlare, a noi non interessa nulla, noi continuiamo a pensare ai fatti nostri”.

Nei giorni scorsi diverse personalità politiche sono intervenute contro Draghi: Mustafa Varank, Ministro dell’Industria, ha dichiarato di “non accettare lezioni di democrazia da chi ha inventato il fascismo” e ha accusato l’Italia di “lasciar morire i profughi”.

Il ministro delle finanze Lütfi Elvan ha condannato “il tono volgare e inaccettabile del Presidente italiano”.

Il ministro dei trasporti Adil Karaismailoğlu ha invece ricordato che Erdoğan, oltre a essere stato “eletto”, ha anche smascherato la retorica coloniale col il suo famoso discorso Il mondo è più grande di Cinque (in riferimento ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Stati Uniti, Inghilterra, Russia, Francia e Cina).

Il portavoce dell’AKP Ömer Çelik ha detto che le affermazioni di Draghi “non rappresentano la solidità delle relazioni turco-italiane” e che con esse il premier italiano cerca di “nascondere la propria inettitudine politica e ipocrisia morale”.

«Spudoratamente chiama il nostro presidente “dittatore”. Ma poi aggiunge: “Dobbiamo collaborare con Erdoğan sull’immigrazione”. Questo è il culmine dell’ipocrisia».

Le prime ritorsioni economiche si sono già fatte sentire: Ankara ha sospeso l’acquisizione di dieci elicotteri di addestramento AW169 da Leonardo per 70 milioni di euro.

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