Le bufale sull’incendio in Amazzonia

La foresta amazzonica è stato colpita da diversi incendi nelle ultime settimane. Se l’opinione pubblica internazionale è costretta a interessarsene non è soltanto per l’allarmismo mediatico creato da Greta e dai suoi gretini, ma soprattutto perché c’è un presidente di nome Bolsonaro che evidentemente non sta simpatico a chi gestisce i media (è un dato di fatto dunque non perdete tempo a ricordarmi che è liberista, filo-americano, filo-sionista eccetera).

Tra le tante bufale messe in giro per fare un po’ di terrorismo mediatico, c’è quella secondo la quale questo sarebbe il più grande incendio di tutti i tempi ad aver colpito la regione. Falso. Quest’anno, fino al 23 agosto, sono stati registrati 56.131 focolai di incendi, mentre nel 2004 ce ne sono stati 275.645. Questo mese sono stati rilevati 30.922 focolai attivi, il numero più alto dal 2012 (quando ci furono 35.263 incendi). Il peggior ciclo di incendi di agosto è stato nel 2005, quando i satelliti registrano 73.683 focolai attivi in territorio amazzone.

Un secondo fake riguarda le fotografie utilizzate dal gotha politico-mediatico internazionale (come Cristiano Ronaldo o le due fotomodelle Gisele Bündchen ed Emmanuel Macron) per “sensibilizzare l’opinione pubblica”: sono immagini vecchie o che non c’entrano nulla con l’Amazzonia (come quella di Ronaldo, “piaciuta” a 9 milioni di persone, che riguarda in realtà una riserva naturale).

Un’ultima bufala è stata messa in giro dallo stesso Bolsonaro, il quale ha accusato le ONG operanti sul territorio di aver causati gli incendi come “vendetta” al taglio dei fondi operato dal suo governo: insomma, per il Presidente brasiliano si tratterebbe di eco-terrorismo (o meglio pyroterrorism, come lo definiscono gli analisti americani), considerando anche l’altissimo numero di organizzazioni non governative che si “occupano” della foresta.

A questo punto, ognuno ha diritto di raccontare le balle che vuole (e forse anche crederci): l’importante è aver ben presente che l’alternativa non è tra fake e verità, ma tra “narrazione” e “narrazione” (il discrimine è la preferenza accordata dalla “gente che piace”).

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