Le donne non riescono ad ammettere che sei brutto

Vorrei iniziare sfatando un mito: anche se mi definisco incel (ma il termine non mi piace più, per l’accezione negativa che ha assunto sia oltreoceano che dalle nostre parti – diciamo che sono semplicemente brutto); ecco, anche se sono brutto, comunque con le donne ci so fare. Sì, detta così fa ridere, ma la prova provata è il fatto che attraverso la mia pagina Facebook (quella che mi hanno cancellato 4-5 volte) sia riuscito a convincere ben NOVE follower a incontrarmi. Altro che Tinder.

Questo è un record che persino i coach della seduzione dovrebbero riconoscermi, anche perché la mia pagina era appunto dedicata quasi esclusivamente alla Questione Maschile. Ma come si potrebbe convincere una ragazza a uscire, senza avere un minimo di savoir-faire?  E il bello è che si tratta di donne diversissime tra loro (per quanto si possa dire che una donna sia diversa da un’altra, awalt), anche se la maggior parte erano accomunate –ça va sans dire– da simpatie destrorse (a parte una semi-zekka che però mi ha riconosciuto il fatto di essere ultra-progressista rispetto a tutti i napoletani da centro sociale che ha frequentato).

La verità è che se, almeno per quanto mi riguarda, Facebook ha battuto Tinder 9-0, ciò è semplicemente dovuto al fatto che con la mia pagina sono riuscito a esprimere al meglio la mia personalità. Dunque il problema non è quello. Il problema è che non ho un bel faccino, di conseguenza una donna deve fare grandissima violenza sulla propria natura per decidere di volermi incontrare di nuovo, e magari combinare qualcosa di più serio.

In effetti quasi nessuna ha voluto saperne di me; per giunta una l’ho ghostata io (in realtà per sbaglio, ma non sto qui a spiegarvi), tuttavia intuivo avesse intenzione di friendzonarmi (prima o poi tornerò a parlare italiano). Ciò che mi colpisce, pur senza stupirmi più molto, è che alcune follower che apprezzavano in pratica qualsiasi cosa scrivessi, una volta incontratomi dal vivo sono letteralmente scomparse. Cosa avranno scoperto di così sconvolgente sul mio conto? È una questione di “linguaggio del corpo”, come amano spesso affermare? Oppure semplicemente non gli sono piaciuto fisicamente, e dunque si è reso necessario pareggiare le mie caratteristiche morali e comportamentali con la mia scarsa avvenenza?

L’ultima ipotesi, è quella giusta. Non incolpo le donne, ma è rarissimo che una di esse riesca ad andare oltre l’aspetto fisico e amare finalmente un uomo per “quello che è veramente”. Non siamo solo una mandibola, un colore degli occhi, un naso, qualche centimetro in più d’altezza. Certo è facile parlare per chi è portato dalla biologia a “sorvolare” sui difetti in quanto naturaliter ingrifato: capisco le difficoltà da parte di una donna nell’ipogamare, con il rischio di ritrovarsi una prole geneticamente inferiore. Ma non siamo solo animali, siamo anche umani.

Detto questo, mentre mi preparavo a rispondere al solito commentatore bluepillato, che sostiene che nessuna delle sue amiche (lel, un vero uomo non ha “amiche”) gli abbia mai confessato “quello lì non me lo scopo perché è brutto”, semmai “quello lì non me lo scopo perché non ha una posizione sociale adeguata” oppure “quello lì non me lo scopo perché a letto è noioso” (quando le donne parlano così è chiaro segno che non stanno “confidando” un bel niente, è tipico virtue signalling/esibizionismo morale),

bene, mentre mi preparavo a rispondere a questo lettore che pare non avere la minima contezza di cosa siano le donne (io invece le “vere” confessioni le ho sentite, quelle in cui si parla di altezza e “lunghezza”), ecco che finalmente una follower decide di essere sincera dopo mesi passati a tergiversare:

Amen. Ci voleva così tanto? Il fatto è che a furia di insistere sulla “personalità”, le donne fanno diventare gli uomini dei complessati, specialmente quando è solo una questione di faccia (come nella maggior parte dei casi). Io posso provare quotidianamente a elevare il mio animo, a diventare una persona migliore, un piacevole conversatore, un “amante delizioso” (come mi ha detto una mia puttana assassina, ma chissà quanto fosse sincera), ma per quanto riguarda l’aspetto, cioè la faccia (perché poi tutto si riduce a quello, gli addominali servono a poco), non c’è niente da fare.

Sono insomma un caso esemplare in cui la personalità non combacia con l’aspetto e le donne non sopportano di dover fare pensieri troppo elaborati per respingermi: alla fine si capisce che di fronte alla pretestuosità dei loro rilievi, l’unico vero rimprovero che mi rivolgono è di non essere attraente. È una cosa di cui alla fine sono riuscito a rendermi conto pure io: vorrei però cominciassero a capirla anche loro.

5 commenti su “Le donne non riescono ad ammettere che sei brutto

  1. Spesso guardati nello ispecchio: se ti vedrai essere bello ti vergognerai di fare male; se ti vedrai essere brutto ti vergognerai di congiugnere male a male, cioè brutti costumi con brutto viso.

  2. Condivido pienamente. Mi è capitato pure il caso contrario: dovendo ascoltare (mio malgrado) confidenze femminili, mi sono sentito dire “Ah, a me piace quello lì, è bello”, indicando un vero rottame di uomo, però figlio di un imprenditore locale. Quindi se sei brutto hanno comunque problemi a dirtelo, però hanno anche dei problemi ad ammettere di puntare il pollo di turno solo per il conto in banca del padre, dovendosi quindi giustificare con “è bello”.

  3. E’ la triste condizione del maschio bianco nella società postpatriarcale. Per avere anche la benchè minima chance riproduttiva anche un normaloide è costretto a lookmaxare.

  4. Dovresti far leggere tutto questo a quei gran chiacchieroni che farneticano di saperci fare, sfiorarla sul picco emozionale, fare kino escalation e altre sciocchezze made in USA esportate in Italia.
    Perchè se piaci, piaci qualunque cosa tu dica/faccia.
    Non esistono frasi sbagliate o momenti sbagliati, ma solo visi sbagliati.

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