Nel 2020 i social network inaspriranno la censura

Eccoci, allora: qui c’è VK


e qui c’è Gab

Ho già parlato delle vicissitudini per iscrivermi a VK. Invece Gab è una favola sovranista sfortunatamente rivolta perlopiù a un pubblico di nicchia, che però grazie alla Trumpwave sta diventando quasi mainstream: ottima commistione tra redpillati e normie, anche se sfortunatamente per ora il perfido Zuckerberg non lo batte nessuno.

Sembra che intanto il Grande Capo stia ventilando l’idea di un vero e proprio social network trumpiano, patrocinato da egli stesso. In effetti ce ne sarebbe bisogno, dato che il repulisti di inizio anno (nel quale è incappata anche la mia paginetta) non sembra essere un’azione estemporanea, ma un assaggio di come sarà la prossima campagna elettorale americana (della quale noi subiamo inevitabilmente le conseguenze).

Infatti Twitter -per citarne uno a caso,-ha appena pubblicato i nuovi allucinanti “termini di servizio“: un account può essere cancellato definitivamente “senza alcun motivo” (sic!) o se proprio ve ne devono offrire uno, è perché non siete abbastanza “commercialmente appetibili” per il social network.

Si prepara dunque una guerra senza quartiere e sarebbe il caso che tutti faceste lo sforzo di iscrivervi almeno a Gab (ché VK non rispetta troppo la privacy). Ad ogni modo, per i feticisti di Zuckberg, io ho riaperto la pagina di Mister Totalitarismo su Facebook con tutti gli accorgimenti del caso, ma se durerà un giorno sarà già tanto…

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