Noi italiani stiamo compiendo un auto-genocidio. E forse ce lo meritiamo

Oggi Mario Draghi ha incontrato Greta Thunberg. Basta. C’è altro da aggiungere? Prima del covid ho sempre adottato infinita indulgenza nei confronti del mio popolo, a volte amandolo e spesso odiandolo, mai però cadendo nel conformismo anti-italiano; adesso tuttavia comincio a pensare che forse meritiamo davvero il genocidio, o per meglio dire quell’auto-genocidio che stiamo effettivamente perpetrando contro noi stessi.

Per cominciare, l’incontro Greta-Draghi ci mostra plasticamente come, avendo accettato supinamente il Green Pass, presto avremo anche il…. Green Pass, cioè la tessera annonaria per le emissioni di carbonio individuali. Qualsiasi lavoro facciamo, lo perderemo (“Sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche”, ipse dixit) e non potremmo dar da mangiare ai figli che comunque non avremo.

A questo punto, estinguersi in quanto italiani parrebbe tutto sommato l’opzione meno indegna. Il potere ci ha sputato in faccia in tutti i modi: ha imposto il Green Pass dovunque, ma si è rifiutato di mandare un controllore su treni regionali e autobus, perché non sia mai che a un immigrato venga chiesto di mostrare un documento qualsiasi; il severissimo ministro della Salute Roberto Speranza ha inaugurato la festa nazionale del suo partito (che, ironia della sorte, si chiama Articolo Uno) in un’arena occupata sine titulo da una associazione “senza bando di gara e senza una convenzione col Comune”; la ministra degli Interni Luciana Lamorgese ha fatto scortare dalla polizia italiana migliaia di partecipanti a un rave party nel viterbese dove si è consumato ogni tipo di abuso (altro che “assembramenti”).

Basta dunque la cronaca politica spicciola per far comprendere come sarebbe bastato un minimo sforzo per “dare un segnale”: sbattersene come sempre, per esempio. Al contrario, questo popolo di pecore matte ha scoperto il gusto di rispettare le regole proprio nel momento in cui tali regole si rivelavano palesemente inutili, insulse e autolesionistiche.

Visto che ormai gli stracci volano ovunque, aggiungo che al momento mi risulta praticamente impossibile continuare a essere amico con chi si è vaccinato. Persino con quelli che l’hanno fatto obtorto collo, avanzando improrogabili necessità economiche o lavorative, considerando che alla fin fine non si precluderanno in alcun modo il ristorante, la palestra, il cinema, la discoteca, il museo, la biblioteca (ce l’ho anche con voi sfigati, certo).

Non mi si venga a parlare di una sottomissione che non coinvolge moralmente, perché nel momento stesso in cui si accetta la sottomissione lo si fa “in scienza e coscienza”. Per certi versi, riuscirei a rispettare più i covidioti che si sono fatti il siero convinti che in ogni caso sia preferibile morire “per la scienza” che “per il covid”, piuttosto che quelli che si scherniscono dietro uno scetticismo e una disillusione che non possono più permettersi. Il vaccino lo avete fatto, avete scelto il QR Code rispetto all’Habeas corpus. Non abbiamo più niente da dirci.

Torniamo perciò a Greta. Il suo successo dipende certamente anche dal fatto che nessuno abbia letto i suoi libri (cioè i libri scritti dalla madre). Giusto per intenderci, a quanto pare secondo Greta un pedofilo assassino che ha lasciato una “impronta di carbonio” più leggera di una crocerossina che cura i lebbrosi è da ritenersi moralmente superiore ad essa. È scritto nero su bianco nel suo ridicolo manifesto (“Più pesante è la vostra impronta di carbonio, più pesante è il vostro dovere morale […] L’unica cosa che resterà di noi saranno quei gas serra che più o meno consapevolmente abbiamo immesso nell’atmosfera”), ma nessuno dei gretini, come dicevo, lo ha letto, e dunque nemmeno si rende conto dei motivi per cui scende in piazza.

Mi rivolgo infine, nella speranza di imbattermi ancora in qualche residua forma di vita pensante, ai genitori dei suddetti gretini (che comunque, come si diceva all’inizio, non avranno figli): accettando il Green Pass, avete accettato che i vostri figli (autistici o meno) scendano in piazza a reclamare bollette più pesanti per voi plebaglia in nome della “transizione ecologica”. Solo questo è sufficiente a concludere osservando quanto sia imbarazzante che gli italiani debbano sempre prendere una colossale tranvata in culo prima di capire che lo stanno proprio prendendo in culo. È come la hegeliana nottola di Minerva, ma il problema è, per l’appunto, che vi vola sempre in culo.

8 commenti su “Noi italiani stiamo compiendo un auto-genocidio. E forse ce lo meritiamo

      1. Mah, credo che il vittimismo sia il nostro Zeitgeist per cui nessuno può dirsene immune. Soprattutto chi si colloca in una narrazione sistematicamente apocalittica…

  1. Condivido il tuo ribrezzo per la gran parte dei connazionali, Mr. Tot. All’asilo delle mie figlie siamo rimasti in 3 a non essere stati battezzati. Sul lavoro sono l’unico. Vedremo come andrà a finire. Io, semplicemente, mi limiterò a non fare un cazzo, in proposito. L’avessero fatto tutti, ci saremmo tolti l’impiccio mesi fa.

  2. stupri, omicidi e altri abusi al rave? ma il sospetto che stai piangendo su una stronzata populista non ti viene? sei proprio un PeNzaT0r3 inDIPeNdeNT3!

    1. Ho tolto la “stronzata populista” (comunque c’è il cadavere abbandonato di una ragazza, un’indagine per omicidio colposo e denunce per violenza sessuale) giusto per vedere se c’è possibilità che almeno una volta quelli che come te guardino la luna e non il dito.

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