Olanda: il secolo d’oro cambia colore

Olanda: il XVII secolo non sarà più l’età dell’oro, perché c’era la schiavitù
(Gog&Magog, 17 settembre 2019)

Rembrandt, Ronda di notte (1642)

Il Museo di Amsterdam ha annunciato in un comunicato stampa che smetterà di usare la frase Gouden Eeuw (“Secolo d’oro”) per il XVII secolo, perché “il termine non rappresenta esattamente la vita di tutti in quel periodo”. Il curatore del museo ha dichiarato che l’espressione originariamente intendeva evidenziare la potenza economica e militare dei Paesi Bassi raggiunta allora, ma “ignora aspetti negativi come la povertà, la guerra, il lavoro forzato e soprattutto la tratta di esseri umani”.

Se il comunicato stampa concede che l’espressione ha un ruolo importante nella storia occidentale in quanto legata all’orgoglio nazionale, il Museo osserva che “le associazioni positive con il termine prosperità, pace, ricchezza e innocenza” mascherano in parte la realtà storica.

Inoltre, il Museo sostiene che il termine rende un’idea della storia dei Paesi Bassi solo “dal punto di vista di chi era al potere”: «Dopo tutto, chi determina che si chiami un secolo “d’oro” se molti dei nostri antenati non hanno condiviso l’oro e la prosperità o sono stati vittime della fame di potere e ricchezza sotto forma di sfruttamento, omicidio e schiavitù?».

Come tuttavia riporta il magazine italo-olandese 31mag.nl, non tutti hanno accolto l’annuncio senza riserve: anche il deputato El Yassini ha commentato “è abbastanza da codardi cercare di riscrivere la nostra storia”.

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