Istanbul: “L’oppressione è iniziata nel 1453”

Qualcuno si ricorda delle proteste di Gezi Park? Quanto inchiostro sprecato per una “rivoluzione colorata” scatenata dal taglio di tre alberi, che col senno di poi è impossibile non considerare dalla lugubre prospettiva del fallito golpe. Sui giornali turchi in effetti non se ne parla ormai da anni, se non per un curioso “strascico” emerso di recente.

In due parole, tra gli scarabocchi che all’epoca apparvero sui muri, quello che fece indignare particolarmente l’opinione pubblica (tanto da venir citato persino da Erdoğan durante un comizio) fu Zulüm 1453’te başladı, cioè “L’oppressione è iniziata nel 1453”, chiaro riferimento alla caduta di Costantinopoli per opera di Maometto II. Bene, adesso pare che alcuni giornali abbiano identificato l’autore dello sfregio nello scrittore Ercan Mehmet Erdem, costruendo la propria ipotesi su una serie di immagini scattate lo stesso giorno in cui il poco grazioso messaggio comparve sul muretto.

Il problema è che tale Erdem sarebbe anche lo sceneggiatore di una serie televisiva dedicata proprio a Maometto II, Mehmed: Bir Cihan Fatihi, pesantemente criticata dai giornali non solo per la scarsa accuratezza storica e le numerose scene di nudo, ma anche per la pessima qualità dei dialoghi e della trama, e infine sparita dai palinsesti nel giro di due mesi (marzo-maggio 2018). Non a causa dello “scandaletto” in questione (peraltro ripreso solo dalla stampa “conservatrice”), quanto per lo scarsissimo successo di pubblico.

Non che tutto ciò alla fin fine conti davvero qualcosa, ma era giusto per ricordare che di Gezi è rimasta solo una scritta sul muro (anzi, neppure quella).

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