Puigdemont invoca una “Catalexit”

Fra tutti gli avvenimenti che hanno circoscritto le elezioni catalane, mi hanno colpito le dichiarazioni rilasciate in un’intervista di Carles Puigdemont al canale israeliano (!) “Kan 11” il 27 novembre scorso, durante il quale l’ex-presidente ha affermato che all’imminente chiamata alle urne i catalani avrebbero dovuto dare il senso di una Brexit, cioè un abbandono non solo della Spagna ma anche di quel “club di Paesi decadenti e obsoleti” (parole sue) rappresentato dall’Unione Europea.

Nella stessa occasione, Puigdemont ha inoltre affermato che “probabilmente in Catalogna non ci sono molte persone che vogliono far parte di un’Unione così insensibile nei confronto dell’abuso dei diritti umani”.

All’intervista hanno risposto sia il partito del Presidente destituito che gli alleati della Sinistra Repubblicana, dichiarando la loro intenzione di restare nell’Ue. Ciò ha portato a una parziale rettifica dello stesso Puigdemont, che su Twitter ha poi confermato la sua ispirazione europeista (limitandosi a invocare una “unione riformata”, che dia “più potere ai cittadini e meno agli Stati”).

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