Putin è vicentino e il suo nuovo amichetto è ebreo

Che Putin, lo zar sanguinaccio, sia vicentino, è noto da tempo: nel 2005 la Moskovskij Komsomolets scoprì che veniva da Costabissara e che il suo cognome fosse diffuso in tutta la zona (in dialetto veneto putìn significa “bambino”).

Tra fine Ottocento e primo del Novecento molti Putìn si trasferirono in Russia per svolgere attività di venditori ambulanti o partecipare ai lavori di costruzione della Transiberiana. Vladimir Putin ha anche un cugino a Vicenza, Franco Putin, produttore di caminetti:

«”Io e Vladimir siamo due gocce d’acqua. Stessi occhi, medesima espressione, identica andatura. Gemelli: solo che lui scia e fa judo, io niente. Lui è asciutto, io sovrappeso: ma è l’unica differenza”. L’imprenditore vicentino, indifferente all’ impietosa smentita fotografica, segue il “cugino dell’ex Urss” da anni. Lo scruta alla tivù, cerca di imitarlo, ha scoperto di avere gli stessi due nei sulla guancia sinistra. è talmente convinto di aver un albero genealogico in comune che ha commissionato a un centro di ricerche parigino la storia del suo cognome» (Repubblica).

La novità di queste ore è che Putin, non avendo eredi politici e volendo dunque regnare vita natural durante, ha trovato un nuovo amichetto a cui far fare il lavoro sporco a livello costituzionale e legislativo: il tecnico Mikhail Vladimirovich Mišustin (o Mishustin come traslittera la stampa). “Tecnico” ovviamente non nel senso di “ebreo”, anche se il padre, Vladimir Moisejevič Mishustin (nato in Bielorussia), era un ufficiale del KGB di origine ebraica, che ha lavorato presso l’ambasciata dell’URSS in Bulgaria, in Afghanistan e Lussemburgo, per finire poi a fare da pensionato la guida turistica al museo dell’Aeroflot a Šeremét’evo. La madre, Luiza Mikhailovna (originaria dell’oblast’ di Arcangelo), era invece di origine armena.

“Misha” viene descritto da chi lo conosce come una persona amichevole e affettuosa, di profonda modestia e con una grande anima (с большой душой). A livello politico sembra orientato verso il medio-progressismo, anche se le sue skills sono la semplificazione fiscale, la digitalizzazione e un approccio amichevole al business (lo credo bene!).

La Duma ha approvato per la prima volta nella sua storia la nomina di Mišustin a Primo ministro senza voti contrari: anche i deputati del Partito Comunista di Gennadij Zjuganov, che avevano votato contro Putin e Medvedev, si sono astenuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.