Quando una donna vede un serial killer le vengono gli occhi a forma di cuore

Why Do Women Fall for Serial Killers?
Women frequently betray a strong erotic preference for dominant males.
(Leon F. Seltzer, Psychology Today, 24 aprile 2012)

(Leon F. Seltzer)

Nel suo articolo Women Who Love Serial Killers, Katherine Ramsland offre alcuni spunti sul perché certe donne siano attratte dai più temibili tra i “predatori” umani. In primo luogo fornisce spiegazioni dalle stesse che hanno sposato questi criminali. Le loro ragioni includono l’ipotesi che il loro amore possa trasformare il condannato da individuo manipolatore e crudele a premuroso e compassionevole; che ci sia un “bambino ferito” nascosto dentro l’assassino e che possa essere risvegliato attraverso la loro devozione; che possano condividere i riflettori del killer e così emergere dal loro anonimato, ottenendo persino vantaggi economici dai diritti su libri o film (un’aspirazione tanto cinica quanto narcisistica e egoistica).

Poiché queste nozioni, per lo più autoingannevoli, derivano dalle menti coscienti di queste donne, dobbiamo approfondirle se vogliamo cogliere i motivi subconsci che guidano un comportamento tanto aberrante. E qui la Ramsland ricorda che alcuni esperti del settore considerano queste donne incapaci di trovare l’amore in modi più normali o di cercare una relazione che “romanticamente” non possa mai essere consumata (e, aggiungerei, “addomesticata”) .

Probabilmente più vicini alla verità sono altri studiosi a cui allude, che ipotizzano motivazioni evolutive (o darwiniane) affini a quelle dei primati femminili attratti regolarmente da “maschi più robusti, forti e aggressivi”. Al livello appena superiore della specie umana, notiamo che anche queste donne sono attratte da maschi aggressivi i quali, dalla loro prospettiva, possono offrire status e protezione rispetto all’uomo medio.

A questo punto mi piacerebbe allargare ulteriormente le dinamiche biologiche, sessuali e psicologiche sollevate dalla Ramsland: nel tentativo di giustificare adeguatamente una preferenza femminile direi bizzarra, tanto vale esplorarne le origini a ogni livello possibile.

Il mio riferimento principale è un provocatorio libello sul cervello sessuale maschile e femminile intitolato A Billion Wicked Thoughts: What the World’s Largest Experiment Reveals About Human Desire, scritto dai neuroscienziati computazionali Ogi Ogas e Sai Gaddam (Dutton, 2011). Una vera e propria “impresa” (la bibliografia consta di oltre 1300 articoli) che analizza un’enorme quantità di dati -tratti principalmente da internet- per giungere a conclusioni che a volte confermano ricerche precedenti nell’area e a volte contraddicono quanto dedotto in precedenza (facendo così piazza pulita di molte opinioni diffuse).

Per semplificare le scoperte di questo studio per il mio scopo attuale, tuttavia, vorrei sottolineare che Ogas e Gaddam individuano prove sostanziali (attraverso ricerche sul web, post e migliaia di romanzi rosa) sul fatto che le donne dimostrino forti preferenze erotiche per gli uomini dominanti, quelli che oggi vengono comunemente chiamati maschi alfa – secondo gli autori, uomini “forti, sicuri e spavaldi” (“cazzuti”, il gioco di parole è sottinteso).

Sfortunatamente, ciò che implicano queste espressioni è un comportamento rude, egocentrico e insensibile che spesso oltrepassa la linea dell’abuso fisico, mentale ed emotivo.

A livello conscio, molte donne vorrebbero che i loro uomini fossero gentili, empatici, comprensivi e rispettosi. Ma c’è qualcosa nel loro “impianto” che le rende sensibili ai ragazzacci. Forse perché, come afferma l’autrice di romanzi rosa Angela Knight, “la nostra donna delle caverne interiore sa che l’uomo-zerbino può diventare da un momento all’altro il pasto di una tigre”.

Inoltre, rispondendo alla domanda se alcuni uomini, come “serial killer, criminali violenti e stupratori”, potrebbero essere troppo dominanti per essere accettati dalle donne, Ogas e Gaddam notano: “Si scopre che uccidere le persone è un modo efficace di attirare l’attenzione di molte donne: praticamente tutti i serial killer, inclusi Ted Bundy, Charles Manson e David Berkowitz, hanno ricevuto lettere d’amore da innumerevoli fan”.

La fantasia che sembra operare in queste “fanatiche”, e che costituisce la trama di praticamente tutti i romanzi erotici/romantici per donne, è che la “misoginia e la stronzaggine” di tali maschi dominanti è solo temporanea e non rappresenta la loro essenza più intima. Che la loro violenza e la mancanza di sentimenti sia solo l’inizio della storia e che il loro amore, affetto e dedizione possano in definitiva trasformare un assassino, aiutandolo a entrare in contatto con il suo “orsacchiotto interiore”.

Non è un caso che la letteratura romantica attragga così tante donne da superare di gran lunga l’apprezzamento per la pornografia da parte maschile, espressamente progettata per attrarre il cervello di un uomo (che, ahimè, si concentra molto di più sulle parti del corpo femminile in barba a qualsiasi “romanticismo”). Le donne acquistano regolarmente una quantità astronomica di romanzi rosa (sempre più in forma anonima su internet). Ciò suggerisce che mentre coloro che si innamorano dei serial killer possono rappresentare un’esagerazione patologica dell’erotismo femminile, molte donne (almeno segretamente o inconsciamente) non possono fare a meno di essere attratte dalla spietatezza dei bad boys, il cui dominio rappresenta esattamente il contrario di ciò che cercano in una relazione.

(E qui dovrei citare l’incredibile successo di Cinquanta sfumature di grigio, che contiene così tante scene sadomaso e la cui fenomenale popolarità non dipende dalla qualità o l’originalità, ma dall’aver toccato una corda erotica di molte lettrici).

Come ripetutamente dimostrato dai romanzi rosa, gli eroi non sono solo forti ma anche competenti – i migliori in ogni cosa che fanno. E, ironia della sorte, anche i serial killer sembrano corrispondere a tali caratteristiche: possono non essere i migliori nel campo dell’imprenditoria o del cinema, ma sono molto abili nell’uccidere le persone. Inoltre, la combinazione di dominio e competenza è in genere legata all’età. Quindi ne consegue che coloro che sono attratte dai serial killer tendono ad essere molto più giovani dei criminali violenti che trovano così allettanti.

Ancora una volta, una buona parte di tali atteggiamenti potrebbero risalire alla preistoria, quando era cruciale che le donne scegliessero compagni che potessero provvedere a loro e alle prole, oltre a difenderle dalle minacce. Nella società di oggi, le donne sono in genere molto più indipendenti e hanno la libertà di scegliere un partner in base a esigenze psicologiche ed emotive (rispetto a quelle fisiche o materiali).

Tuttavia, se le loro predisposizioni le portano a essere attratte dai maschi alfa, la razionalità imperante dei nostri giorni viene sempre “compensata” da istinti primordiali che hanno poco o nulla a che fare con la ragione. A essere sincero, in qualità di terapeuta, ho incontrato molte donne disposte a lamentarsi nei confronti degli uomini dominanti che si sono scelte, seppur perfettamente al corrente che sono totalmente inadatti a loro.

Potremmo anche aggiungere che molte donne trovano allettante l’idea di farsi sottomettere da una potente figura maschile per il rischio stesso che potrebbero correre. È curioso come una minaccia possa essere “erotizzata” dalle menti femminili e provocare un’eccitazione sessuale eccezionale così convincente da risultare, almeno a livello di fantasia, irresistibile.

Aggiungete a questo l’illusione la favola che le loro “qualità femminili” alla fine scioglieranno l’aggressività dell’uomo al punto di fargli rivelare la sua “dolcezza interiore” (la norma nei romanzi d’amore) e avrete la miscela perfetta per un disastro nella vita reale. Molti indizi infatti suggeriscono che il cervello femminile sia spinto a “lanciarsi in una missione per domare, guarire o ammorbidire il cuore selvaggio dell’eroe alfa”.

Quindi, tornando alle donne che si innamorano dei serial killer, tali nozioni distorte sull’amore sembrerebbero il punto di partenza perfetto per il risveglio più brusco. Fortunatamente però, sebbene le donne possano spesso avere fantasie su un coinvolgimento romantico così impetuoso, ed essere accese in modo allettante da certi risvolti “proibiti”, pochissime sono in realtà influenzate da tali istinti primitivi.

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