Se incontri il Vico per la strada, uccidilo (4chan e la sapienza tradizionale)

Nelle mie brevi incursioni nel mondo Incel mi sono imbattuto in così tanta sapienza da restarne sopraffatto: in che modo poter rendere conto ai lettori? Lasciando da parte le “pillole (nere) di saggezza” e gli studi scientifici sull’assoluta centralità dell’attrazione fisica nel rapporto tra i sessi, mi hanno colpito in particolare certe tracce e residui di un sapere tradizionale che abbiamo completamente smarrito, innestati nel tronco analitico della biologia, dell’antropologia e della sociologia (discipline del resto più familiari a dei vergini americani).

Per fare un solo esempio, vorrei citare la Stratospheric IQ Blackpill che r/Braincels ha ricavato da due commenti di 4chan risalenti al 2015: come le scimmie instancabili che riscrivono Shakespeare premendo a caso i tasti, forse anche i “Celibi Involontari” riusciranno un giorno a ricostruire l’intera Scienza nuova.

«Avete mai sentito parlare di una civiltà che non contempli alcun concetto di “matrimonio”? Non credo, perché il matrimonio è alla base della civiltà. “Civiltà”, parola che deriva dalla radice civitas (“città”), denota uno stadio elevato di sviluppo e organizzazione sociale. La relazione tra civitas e civilizzazione non è casuale. L’organizzazione avanzata fu infatti possibile solo grazie alla costruzione delle prime città.
Prima della rivoluzione agricola del 10000 a.C., gli esseri umani erano indistinguibili dagli animali. Vivevano in branchi, in uno stato di natura, guidati unicamente dagli istinti. Non esisteva alcun istituto matrimoniale in quelle società di cacciatori-raccoglitori, perché non c’era bisogno di una tale istituzione.
Il matrimonio è una tecnologia culturale creata allo scopo di imporre una “disciplina riproduttiva” a una condizione caratterizzata dalla forma più estrema di maltusianesimo, che obbligava a tenere sotto controllo una popolazione confinata in un’area ristretta.
Prima del matrimonio, il costo della crescita dei figli era socializzato: i padri dei bambini non erano mai certi e l’intera tribù era responsabile della cura di donne e bambini.
Dopo aver eretto le prime città e inventato il matrimonio, il “costo” della distribuzione dei figli venne privatizzato. In tal modo le coppie sposate prive dei mezzi per prendersi cura della prole non si sarebbero più riprodotte come conigli; ciò comportò anche che l’uomo intenzionato a lasciare un’eredità genetica fosse spinto a incanalare le proprie energie verso la produzione, avvantaggiando l’intera società. Così nacque il “Patriarcato”.
“Patriarcato” è quindi un semplice sinonimo di “Civiltà”. Senza il patriarcato, non ci sarebbero produzione, sicurezza, organizzazione, né una “società” come noi la conosciamo. Senza il patriarcato, non c’è civiltà. Avete mai notato come ogni invenzione, ogni monumento memorabile, ogni idea geniale, ogni artefatto culturale, ogni innovazione sociale sia prodotta da uomini?»

«Il Patriarcato è un modo per incanalare la libido dell’uomo in uno sforzo produttivo. Garantisce sesso in cambio di lavoro, integrando a proprio vantaggio la capacità produttiva del maschio beta nel mercato sessuale. A pensarci bene, il fatto che la maggior parte dei maschi della nostra specie sia in grado di accoppiarsi è decisamente innaturale. Nelle specie sessualmente dimorfiche, di solito sono solo i maschi alfa a riuscire ad accoppiarsi. Non però quando governa il Patriarcato, perché in tal caso anche il maschio beta, come quello omega, ha la possibilità di sposarsi. E così le energie sprecate nell’ozio, nella masturbazione e nei videogiochi vengono canalizzate nella produzione. Ciò garantisce l’accumulo di capitale. Questa è la civiltà.
Ora, bisogna notare che la castità, la sacralità dei voti matrimoniali e tutto il resto sono solo naturali conseguenze della tecnologia del matrimonio, atte a garantire all’uomo il successo genetico in cambio del suo lavoro. È così che si “sfrutta” il lavoro del maschio: senza queste garanzie, egli non si impegnerà, non offrirà la sua forza lavoro così facilmente. Quindi, quando introduci la degenerazione nella società, i maschi iniziano semplicemente a rinunciare. Questo è quello che vediamo in fenomeni come i NEET, i MGTOW e gli “erbivori“. Siamo in una fase avanzata di decadenza della civiltà. Il collasso è molto vicino.
Ad ogni modo, il tropo “degenerazione = collasso sociale” che compare spesso nelle scritture religiose è reale, ed esiste per un motivo. Perciò in definitiva, sì, la liberazione sessuale è davvero un male terribile».

Un commento su “Se incontri il Vico per la strada, uccidilo (4chan e la sapienza tradizionale)

  1. Ragionamento interessante; non condivido tuttavia affatto la parte in cui si teorizza che esistessero forme addirittura «estreme» di malthusianesimo nelle antiche società patriarcali. Altrimenti, a rigor di logica, le religioni avrebbero di norma incoraggiato l’omossessualità o anche solo la contraccezione. Invece esiste persino un comandamento che intima di non commettere atti «impuri», cioè a non «disperdere il seme» per dirla col De André del Testamento di Tito. Questo perché il tasso di mortalità, fino a tempi non troppo remoti, era altissimo; occorrevano dunque tassi di fertilità siderali perché un’epidemia o una carestia non mettessero a rischio la sopravvivenza di un qualsiasi gruppo di esseri umani.

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